Lingua   

It Ain't Me Babe

Bob Dylan


Lingua: Inglese



(1964)
Album: Another Side of Bob Dylan
Words and Music by Bob Dylan
Notable cover by Johnny Cash & June Carter
Bob Dylan - Another Side Of Bob Dylan

It Ain't That Babe
di EUSTACE M. FRILINGOS (traduzione italiana parziale e frettolosa)

Nel 1992 di ritorno a un concerto di tributo a Woody Guthrie, in cui si era esibito Bob Dylan, il mio compagno di viaggio fece un commento su It Ain't Me Babe. Un paio di giorni dopo, ripensandoci ho avuto una sorprendente intuizione sul significato del testo.

La canzone era stata normalmente interpretata come una cinica canzone d'amore o riferita alla relazione di Dylan con il suo pubblico; è in realtà una canzone politica.

Chiaramente la canzone si riferisce alla guerra in Vietnam e alla bandiera Americana che il poeta getta dalla sua finestra ("Go 'way from my window"), e in seguito cade sul davanzale ("Go lightly from the ledge, babe"), e infine per terra ("Go lightly on the ground"); il verso "Vattene alla velocità che preferisci ("Leave at your own chosen speed") è una descrizione poetica del movimento della bandiera che sventolando cade verso terra.

I versi "To protect you and defend you/Whether you are right of wrong" si riferiscono a situazioni reali nelle battaglie della sporca guerra che infuriava all'epoca; lo stesso tema dell'ingiustizia della guerra si trova ancora in seguito: "qualcuno che chiuda i suoi occhi per te, / qualcuno che chiuda il suo cuore" (una richiesta alquanto inusuale da parte di una donna). Il verso "Che ti sollevi ogni volta che cadi" andrebbe interpretato letteralmente e non metaforicamente. "To come each time you call" si riferisce alla chiamata alle armi, non alle telefonate. La promessa di "non lasciarsi mai" si riferisce alla corte marziale e non al divorzio. Solo i fiori nel verso "To gather flowers constantly" sarebbero una metafora per le medaglie al valore. L'inizio della terza strofa "Everything inside is made of stone./There's nothing in here moving" denota l'assenza di sentimenti patriottici nel cuore del poeta, qualcosa, comunque, condiviso dai disertori e da molti altri con simili sentimenti antibellici ("And anyway I'm not alone").

Quando ho scoperto che It Ain't Me Babe era una canzone contro la guerra e non una canzone d'amore, ho pensato di avere riscoperto qualcosa che tutti i giovani degli anni '60 sapevano già. Ma quando ho chiesto agli amici e letto le biografie di Dylan ho scoperto con sorpresa che nessuno aveva considerato l'interpretazione più ovvia, ovviamente una volta che ti soffermi a pensarci.
It Ain't That Babe
by EUSTACE M. FRILINGOS (read the full article here)

bobdylanIn July 1992, while driving back to Hartford with a friend after the "Tribute to Woody Guthrie" concert in Central Park and listening to Bob Dylan, my companion made some comment about the song "It Ain't Me, Babe". It seems that somehow his remark and the lingering inspiration from the concert set me thinking, because a couple of days later I suddenly came to an startling insight into the meaning of the song's lyrics.

The song has been understood variously as a cynical love song or as referring to Dylan's relationship with his audience; however, it is actually a political song. It clearly refers to the war in Vietnam and to the American flag, which the poet lets go from his window ("Go 'way from my window"), subsequently falls on the ledge ("Go lightly from the ledge, babe"), and finally to the ground ("Go lightly on the ground"); the verse "Leave at your own chosen speed" is a poetic description of the swinging motion of the falling flag.

The lines "To protect you and defend you/Whether you are right of wrong" refer to actual battle situations and to the then raging dirty war; the same theme of the unjustness of the war we find again later: "Someone to close his eyes for you, Someone to close his heart" (a rather unusual, to say the least, request coming from a woman). The verse "Who'll pick you up each time you fall" should be construed literally and not metaphorically. "To come each time you call" refers to calls to arms, not to phone calls. The "promise never to part" implies court-martial, not divorce court. Only the "flowers" in the verse "To gather flowers constantly" should be understood metaphorically, as referring to military medals for bravery. The beginning of the third stanza: "Everything inside is made of stone./There's nothing in here moving" denotes the absence of patriotic sentiments in the heart of the poet, something, however, shared by draft resisters and many others with similar antiwar sentiments ("And anyway I'm not alone").

"Someone who will die for you an' more" would be perplexing referring to a lover and not to a soldier: Isn't self-sacrifice the ultimate proof of romantic love? But in an aggressive war situation it clearly refers to killing innocent civilians, including women and children, what is euphemistically called "collateral damage". And finally, the line "Go melt back in the night" seems a clear allusion to another night made forever memorable in Francis Scott Key's famous lyrics, a night when the United States was fighting for its own freedom rather than violating the sovereignty of other nation.

When I realized that "It Ain't Me, Babe" was an antiwar and not a love song, I first imagined that I had rediscovered by myself something every young person in America in the sixties had known. But when I asked friends, and then when I checked the Dylan bibliography, I realized to my great surprise that no one before had considered the most obvious, once of course you think of it, interpretation. [...]
Go 'way from my window,
Leave at your own chosen speed.
I'm not the one you want, babe,
I'm not the one you need.
You say you're lookin' for someone
Never weak but always strong,
To protect you an' defend you
Whether you are right or wrong,
Someone to open each and every door,
But it ain't me, babe,
No, no, no, it ain't me, babe,
It ain't me you're lookin' for, babe.

Go lightly from the ledge, babe,
Go lightly on the ground.
I'm not the one you want, babe,
I will only let you down.
You say you're lookin' for someone
Who will promise never to part,
Someone to close his eyes for you,
Someone to close his heart,
Someone who will die for you an' more,
But it ain't me, babe,
No, no, no, it ain't me, babe,
It ain't me you're lookin' for, babe.

Go melt back into the night, babe,
Everything inside is made of stone.
There's nothing in here moving
An' anyway I'm not alone.
You say you're looking for someone
Who'll pick you up each time you fall,
To gather flowers constantly
An' to come each time you call,
A lover for your life an' nothing more,
But it ain't me, babe,
No, no, no, it ain't me, babe,
It ain't me you're lookin' for, babe.

30/4/2012 - 00:05




Lingua: Italiano

Versione italiana di Michele Murino
da Maggie's Farm
NON SONO IO, BAMBINA

Vattene dalla mia finestra,
vattene alla velocità che preferisci.
Non sono quello che vuoi, baby,
non sono quello di cui hai bisogno.
Dici di cercare qualcuno
Che non sia mai debole ma sempre forte,
per proteggerti e difenderti
quando hai ragione o quando hai torto,
qualcuno che ti apra una a una tutte le porte,
Ma non sono io, bambina,
No, no, no, non sono io, bambina,
non sono io, quello che cerchi, bambina.

Vattene leggera dal davanzale, baby,
scendi dolcemente a terra.
Non sono quello che vuoi, baby,
io ti deluderò soltanto.
Dici di stare cercando qualcuno
Che prometta di non lasciarti mai,
qualcuno che chiuda i suoi occhi per te,
qualcuno che chiuda il suo cuore,
qualcuno che muoia per te ed anche di più,
ma non sono io, bambina,
No, no, no non sono io, bambina,
non sono io, quello che cerchi, bambina.

Svanisci nella notte, baby,
ogni cosa all'interno è fatta di pietra.
Niente si muove qui dentro
E comunque non sono solo.
Dici di stare cercando qualcuno
Che ti sollevi ogni volta che cadi,
che raccolga fiori costantemente
e che corra ogni volta che chiami,
un amante per la tua vita e niente più,
ma non sono io, bambina,
No, no, no, non sono io, bambina,
non sono io, quello che cerchi, bambina.

30/4/2012 - 00:11




Lingua: Italiano

Versione italiana dei Kings (1966)
kings
BAMBINA NON SONO IO

Non è questo il tuo mondo
lasciami presto perchè
io sai, non sono quello
quello che fa per te

Mi dici, vuoi qualcuno che
che sia forte e pensi a te
per proteggerti e difenderti
che tu abbia ragione o no
ma fare questo so che non potrò

Bambina
oh, no no no bambina
non sono io quello

Allontanati adesso
lasciami presto perchè
io, sai, non sono quello
che resterà con te
Mi dici, vuoi, qualcuno che
non potrà lasciarti mai
quel qualcuno che veda solo te
e che agli altri risponda no
ma fare questo so che non potrò ...

Bambina

oh, no no no bambina

non sono io quello
non sono io quello

oh, no no no bambina

Oh, bambina
oh, no no no bambina
oh, no no no bambina
oh, no no no bambina
oh. no ... no bambina
oh. no ... no bambina
oh. no ... no bambina

inviata da Dq82 - 19/10/2016 - 15:49


Veramente splendida sotto questa luce, che ritengo sia certamente quella vera. Molto spesso i testi delle splendide canzoni di autori come Dylan o Young sono stati intesi male anche da madrelingua (per non parlare delle traduzioni che spesso non rendono giustizia ai testi). Da un lato mi piace molto il "distacco dell'artista", che non si preoccupa minimamente di fornire chiarimenti neppure a chi volesse approfondire (anzi, spesso - per difendersi da troppa invadenza o per divertimento - capita che sviino di proposito l'interlocutore), dall'altro mi dispiace che l'impatto di certi brani risulti "depotenziato".

Enrico - 1/5/2012 - 16:33


Francamente io non sarei così sicuro della validitã di questa interpretazione della canzone...

Paolo - 19/10/2014 - 15:09


Neanche io credo che sia certamente la giusta interpretazione. Sono convinto che l'intento principale fosse quello di riferirsi ad una ragazza, e che il testo sia così splendidamente scritto da poter lasciar trasparire anche una critica politica.

Andrea - 23/2/2015 - 16:57


Non mi interessa quello che Bob Dylan avessa intenzione dire, mi interessa invece quello che la canzone significa, può significare, quello che ha significato e domani esprimerà e che oggi cerco di capire potrà significare in futuro e possa aver significato. Le canzoni, come i libri, come i figli, nascono da dei genitori e poi hanno una vita propria.
Mi interessa la tua opinione a proposito di quello che tu hai trovato e l'ho letto con interese, anzi, con piacere.

Grazie

George - 10/5/2015 - 19:04


Una volta che ti soffermi a pensarci... dipende a cosa stai pensando. Se ci vuoi trovare la sua nazione che lo chiama alla guerra la trovi, ma secondo me "babe" è abbastanza chiaro, non credo che l'avrebbe chiamata così.

gigi - 5/4/2016 - 02:20




Lingua: Italiano

L'interpretazione del Venturi, col riferimento possibile del "babe" alla bandiera americana e alla guerra in suo nome (quella del Vietnam e tutte le altre), mi ha dato spunto per una versione che possa favorirne questo senso.
Vàttene dalla mia finestra,
porta via quei colori da me!
Non son io quello che stai cercando,
non son io quello che fa per te.
Tu che dici che vuoi l’uomo forte,
che non molli, che ti butti giù,
che ti butti giù tutte le porte,
sempre dalla tua parte, che tu
abbia ragione o torto, ma non

sono io! No,
no, no, non sono io, no!
Non son io né lo sarò mai.

Torna giù dal mio davanzale,
torna in te e lasciami stare. No,
non son io l’uomo che può servirti,
io soltanto ti deluderò.
Tu che dici che cerchi qualcuno
che non ti lasci mai, che per te,
che per te chiuda tutt’e due gli occhi,
che per te fermi il suo cuore, che
per te muoia. E di più. Ma non

sono io. No,
no, no, non sono io, no!
Non son io né lo sarò mai.

Nella tua notte, da dove vieni
e dov’è tutto di pietra, vai!
Dove nulla si muove per legge.
Qui non sono neanche solo, sai?
Tu ci dici che vuoi chi ti innalzi
ogni volta che cadi, che ti
cinga di fiori comunque e sempre,
e che accorra ogni volta che tu
chiami, che t’ami a morte. Ma non

siamo noi. No,
no, no, non siamo noi! Non
siam noi né lo saremo mai!

inviata da Salvo Lo Galbo - 28/7/2017 - 13:28


Colgo l'occasione per dire che l'It ain't me del ritornello, con accezione antimilitarista, mi ricorda molto la strofa finale de "All'est niente di nuovo (l'elmetto)" di Gino Paoli:

"Quando si va in guerra c'è l'elmetto
che si mette proprio sulla testa.
Ci vuole una testa fatta apposta.
Fatta un po' diversa dalla mia."

Salvo Lo Galbo - 28/7/2017 - 13:34


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