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Crubelz

Gilles Servat


Lingua: Francese


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(Gilles Servat)
Morbihan
(Francesca Solleville)


[1973]
Paroles et musique: Gilles Servat
Testo e musica: Gilles Servat
Lyrics and music: Gilles Servat

kidu

Sembra cinese, e invece è bretone: Ki du, il terzo album di Gilles Servat (del 1973) significa "cane nero" in quella lingua. Il termine bretone per "cane", ki (plurale: kon), è antichissimo: apparentato con il greco κύων e con il latino canis, rimanda diritto alle origini indoeuropee. E ad antichissime origini rimanda anche il contadino bretone di questa struggente e disperata canzone di Servat, non a caso ambientata in un villaggio del Morbihan, Crubelz, che è uno dei principali siti di menhir e resti dell'intera Bretagna. L'agonia non solo di un contadino, ma di tutta una civiltà rurale; ma Servat non tratta la cosa con accenti "tradizionalistici" o nostalgici. E', piuttosto, un'agonia a base di uno sfruttamento millenario, millenario come un ki preso costantemente a bastonate, come un capo di bestiame da lavoro e da guerra. (RV)
Avec la fatigue du soir
Pour un travail de désespoir
Avec le mépris qu'on affiche
Quand ta colère est frêle et riche
Jamais de vacances au mois d'août
Et le crédit autour du cou
Tous les jours un travail de fou
Pour obéir à des fainéants
Qui savent quoi faire avec ton champ
Dans les salons du rendement

Paye mon vieux paysan paye
Pour tout ce qu'on essaye sur toi
Pour tes vaches plus heureuses que toi
Paye sois plouc et tais-toi

L'été à rentrer ton fourrage
Quand les autres vont sur ta plage
Tu gênes les gens dans le passage
Et tu gâches le paysage
Avec ton foin avec tes vaches
Alors on veut que tu te caches
Mais il faut bien que tu le saches
C'est pour ton bien qu'on t'fait crever
Comme disent les rats dans les cités
Pour vivre heureux vivons cachés

Trime mon vieux paysan trime
Dans la fatigue de l'été
Pour te refaire de la journée
La nuit tu rentreras ton blé

Et qui te jettera la pierre
Si tu te sépares de ta terre
N'as-tu pas peur de la misère
Peux-tu rester célibataire
Les ouvriers des arsenaux
N'ont pas ces soucis sur le dos
Et ils ont du pain sur la planche
A faire des armes pour la France
Tu deviendras bétail toi-même
A l'étable des HLM

Taille mon vieux paysan taille
C'est ce que nos maîtres désirent
Quand les bretons seront bétail
Ton pays sera leur plaisir

inviata da Riccardo Venturi - 3/6/2011 - 10:23



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
3 giugno 2011
CRUBELZ

Con la fatica della sera
per un lavoro da disperazione,
con il disprezzo che ti mostrano
quando sei gonfio di rabbia a mezza voce,
mai una vacanza in agosto
e le banche che ti strangolano,
ogni giorno lavorare come un pazzo
per obbedire a dei fannulloni
che sanno che fare del tuo campo
nei salotti del profitto

Paga, vecchio contadino, paga
per tutto quel che ti combinano addosso,
per le tue vacche che sono più felici di te,
paga, resta un bifolco e stai zitto

L'estate a rimettere dentro il foraggio
mentre gli altri vanno sulla tua spiaggia,
disturbi la gente quando passi
e rovini il paesaggio
col tuo fieno e con le tue vacche,
e allora vogliono che tu ti nasconda,
ma bisogna che tu lo sappia:
è per il tuo bene che ti fanno crepare,
come dicono i topi di città:
per vivere felici, viviamo nascosti

Sgobba, vecchio contadino, sgobba
faticando nell'estate,
e per rifarti della giornata
la notte rimetterai dentro il tuo grano

E chi ti scaglierà una pietra
se ti separi dalla tua terra,
non hai paura della miseria?
Potrai restare senza sposarti?
Gli operai degli arsenali
non hanno certo di questi rovelli,
hanno il pane in tavola
fabbricando armi per la Francia
diventerai anche tu bestiame
nelle stalle delle case popolari

Fabbrica, vecchio contadino, fabbrica
è quel che vogliono i nostri padroni,
quando i bretoni saranno bestiame
loro si godranno il tuo paese.

3/6/2011 - 11:05


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