Lingua   

Los poetas cubanos ya no sueñan

Heberto Padilla


Lingua: Spagnolo


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(Mario Tobino)


[1968]
Musica di Hans Werner Henze (1926-vivente), grande compositore tedesco, italiano d’adozione.
Dalla raccolta “Fuera del juego” con cui Padilla ottenne il premio nazionale di poesia ma che al tempo stesso gli costò l’accusa di essere un controrivoluzionario per la sua visione critica del regime castrista. Infatti di lì a poco fu arrestato insieme alla moglie, la poetessa Belkis Cuza Malé, processato e condannato per attività sovversive. Padilla fu poi costretto ad una penosa autocritica pubblica, un vero autodafé con cui il regime umiliò ed annientò un uomo che era universalmente riconosciuto come ambasciatore della cultura cubana nel mondo
Solo nel 1980, grazie alle pressioni della comunità artistica internazionale, gli fu consentito di lasciare Cuba per gli USA.
Non si riprese più dal dolore per la persecuzione subita in patria e per il disadattamento dell’esilio e la sua produzione letteraria si interruppe.
E’ morto d’infarto nel 2000 ad Auburn, in Alabama.
Le opere di Padilla sono ancora oggi difficilmente reperibili a Cuba.

Questa poesia racconta di come, di fronte all'orrore dellla guerra in Vienam, neppure ai poeti fosse più consentito cantare dei propri sogni perchè costretti a misurarsi con quella realtà terribile.
Los poetas cubanos ya no sueñan
(ni siquiera en la noche).

Van a cerrar la puerta para escribir a solas
cuando cruje, de pronto, la madera;
el viento los empuja al garete;
unas manos los cogen por los hombros,
los voltean,
los ponen frente a frente a otras caras
(hundidas en pantanos, ardiendo en el napalm)
y el mundo encima de sus bocas fluye
y está obligado el ojo a ver, a ver, a ver.

inviata da Bartleby - 24/12/2010 - 10:22



Lingua: Neerlandese

Traduzione neerlandese dal libretto di un concerto dello “Schönberg Ensemble”, direttore Oliver Knussen, su musiche di Hans Werner Henze.
DE DICHTERS VAN CUBA SLAPEN NIET MEER

De dichters van Cuba slapen niet meer
(zelfs ’s nachts niet)

Ze gaan de deur dicht doen om bij het schrijven alleen te zijn
wanneer plotseling het hout kraakt;
de wind duwt ze opzij;
handen pakken ze bij de schouders,
draaien ze om,
brengen ze met hun gezicht vlakbij andere gezichten
(weggezonken in moerassen, brandend door de napalm)
en de wereld stroomt boven hun monden
en het oog moet kijken, en kijken, en kijken.

inviata da Bartleby - 24/12/2010 - 10:23


Nel 1973 Hans Werner Henze scrisse "Voices", composizione musicale per mezzo soprano, tenore, elettroniche, campionamenti e 15 musicisti impegnati a suonare una settantina di strumenti diversi.
Alla base della composizione c'erano 22 brani indipendenti, le "voci" di diversi autori, "giovani e vecchi artisti che rifettono sul genere umano, sulla condizione dell'uomo contemporaneo e sui problemi di razza e di classe in cui loro stessi si sono imbattuti nel corso dell'esistenza".

Bartleby - 24/12/2010 - 10:45


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