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Moreton Bay (a Convict’s Lament)

Gary Shearston


Lingua: Inglese


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[dopo il 1832, anni 30/40]
Album "Bolters, Bushrangers & Duffers" del 1965
Scritta da Francis MacNamara, detto “Frank the Poet”
Testo trovato su Australian Folk Song

cover

Francis MacNamara (1810-1861+), un irlandese della contea di Tipperary, nel 1832 fu condannato a 7 anni di reclusione per aver infranto la vetrina di un negozio per rubare una giacca. Forse desideroso di cambiare aria e vita, lui stesso espresse il desiderio di essere assegnato al carcere di Botany Bay, in Australia. Così se ne partì con una delle tante navi cariche di prigionieri destinati alla colonia (anche penale, nel loro caso). MacNamara doveva avere una buona dimestichezza con la letteratura inglese e la tradizione poetica irlandese perché, già nel corso del lungo viaggio e poi lungo tutta la sua avventura australiana, compose diverse poesie, tutte incentrate sulle terribili condizioni di detenzione nelle tante prigioni che conobbe e dove si guadagnò torture, umiliazioni, decine di fustigazioni ma anche il soprannome di “Frank The Poet” . Il suo “pezzo forte” lo scrisse nel 1839 ed il titolo è già emblematico: “A Convict’s Tour of Hell”. Sempre in versi, scrisse anche alcune petizioni alle autorità carcerarie affinchè garantissero un trattamento più umano ai prigionieri: ebbe in risposta soltanto altre frustate.

Collezione di vecchi strumenti “correzionali” impiegati nelle colonie penali australiane.
Collezione di vecchi strumenti “correzionali” impiegati nelle colonie penali australiane.


Un'altra poesia attribuita a Frank The Poet è “A Convict’s Lament”, scritta non si sa bene quando ma sicuramente dopo aver subito l’ennesima fustigazione (pare che la sua schiena ricevette in totale circa 650 frustate), l’ennesimo isolamento, l’ennesima squadra alla catena… La poesia, pur essendo autobiografica, fa riferimento ad eventi accaduti appena prima dell’arrivo di MacNamara in Australia. Vi si racconta del famigerato “Captain Logan”, il capitano Patrick Logan, militare di carriera ed esploratore, che tra il 1825 e il 1830 diresse con il pugno di ferro la colonia penale di Moreton Bay, vicino a Brisbane, nel Queensland. Logan era un uomo spietato e crudele, temuto ed odiato dai prigionieri ai quali infliggeva continui tormenti: un cappellano del carcere annotò in un diario che Logan, solo tra il febbraio e l’ottobre del 1828 aveva comminato 200 fustigazioni per un totale di oltre 11.000 frustate! Così, quando nel 1830, durante una delle sue esplorazioni nell’entroterra, Logan il Terribile fu ucciso da un aborigeno, a Moreton Bay i detenuti fecero una festa memorabile “manifested insane joy at the news of his murder, and sang and hoorayed all night, in defiance of the warders".

Francis McNamara trascorse tutti gli anni 30 e 40 in carcere. Nei rari momenti di libertà non potè fare altro che il bandito, il “bushranger”. Nel 1849 finì di scontare le sue pene e si trasferì a Melbourne. Lì le sue tracce si perdono. Nel 1868 qualcuno raccontò di un tizio che declamava poesie in un pub dei bassifondi della città… forse era proprio “Frank The Poet”.
(fonti: 1, 2, 3, 4)
One Sunday morning as I went walking
By Brisbane waters I chanced to stray
I heard a convict his fate bewailing
As on the sunny river bank I lay
I am a native from Erin's island
But banished now from my native shore
They stole me from my aged parents
And from the maiden I do adore

I've been a prisoner at Port Macquarie
At Norfolk Island and Emu Plains
At Castle Hill and at cursed Toongabbie
At all these settlements I've been in chains
But of all places of condemnation
And penal stations in New South Wales
To Moreton Bay I have found no equal
Excessive tyranny each day prevails

For three long years I was beastly treated
And heavy irons on my legs I wore
My back from flogging was lacerated
And oft times painted with my crimson gore
And many a man from downright starvation
Lies mouldering now underneath the clay
And Captain Logan he had us mangled
All at the triangles of Moreton Bay

Like the Egyptians and ancient Hebrews
We were oppressed under Logan's yoke
Till a native black lying there in ambush
Did deal this tyrant his mortal stroke
My fellow prisoners be exhilarated
That all such monsters such a death may find
And when from bondage we are liberated
Our former sufferings will fade from mind

inviata da Bartleby - 29/10/2010 - 11:04


Il testo originale della poesia di Francis MacNamara

A CONVICT’S LAMENT

I am a native of the land of Erin,
and lately banished from that lovely shore;
I left behind my aged parents
and the girl I did adore.
In transient storms as I set sailing,
like mariner bold my course did streer;
Sydney Harbour was my destination——

That cursed place at length drew near,
I then joined a banquet in congratulations
on my safe arrival from that briny sea;
But, alas, I was mistaken—-
Twelve years transportation to Moreton bay.
Early one morning as I carelessly wandered,
by the Brisbane waters I chanced to stray;
I saw a prisoner badly bewailing,
whilst on the sunlit banks he lay.

He said, "I've been a prisoner at Port Macquarie,
At Norfolk Island, and Emu Plains;
As Castle Hill and cursed Toongabbie—
at all those places I've worked in chains,
but of all the places of condemnation,
in each penal station of New South wales,
Moreton Bay I found no equal,
for excessive tyranny each day prevails.

Early in the morning, as the day is dawning,
to trace from heaven the morning dew,
up we started at a moment's warning
our daily labour to renew.
Our overseers and superintendants—-
these tyrants' orders we must obey,
or else at the triangles our flesh is mangled—-
such are our wages at Moreton bay!

For three long years I've been beastly treated;
heavy irons each day I wore;
my poor back from flogging has been lacerated,
and oft-times painted with crimson gore.
Like the Egyptians and ancient Hebrews,
we were sorely oppressed by Logan's yoke,
till kindly providence came to our assistance,
and gave this tyrant his fatal stroke.

Yes, he was hurried from that place of bondage
where he thought he would gain renown;
but a native black, who lay in ambush,
gave this monster his fatal wound.
Fellow prisoners be exhilerated;
your former sufferings you will not mind,
for it's when from bondage you are extricated
you'll leave such tyrants far behind!

Bartleby - 29/10/2010 - 11:05




Lingua: Italiano

Traduzione di Cattia Salto

La versione testuale diventata tradizionale è quella riportata dal folklorista John Manifold il quale fece un lavoro di ricucitura o riscrittura della ballata abbinandola alla melodia "Youghal Harbour" (una slow air dal nome “Calad n-Eocaill” o anche “Eochaill” utilizzata anche in Boolavogue)
continua in Terre Celtiche
MORETON BAY

Una domenica mattina mentre stavo passeggiando,
capitai nei pressi del fiume Brisbane
e sentii un prigioniero maledire il suo destino,
seduto sulla riva soleggiata del fiume
“Sono nato nell'isola di Erin
e adesso portato via dalle mie rive natie,
strappato dai miei vecchi genitori
e dalla fanciulla che amo.

Sono stato un prigioniero a Port Macquarie,
Norfolk Island e Emu Plains,
a Castle Hill e nel maledetto Toongabbie,
in tutte quelle colonie ho lavorato in catene,
ma di tutti i posti della mia condanna
nelle carceri del Nuovo Galles del Sud(2)
non ho trovato eguali a Moreton Bay(3)
dove la tirannia esagerata era prassi quotidiana.

Per tre lunghi anni fui trattato brutalmente
e portai le pesanti catene ai piedi,
la mia schiena lacerata dalle frustate
e spesso torturato a sangue;
più di un uomo ucciso dalla totale inedia per fame,
è polvere sotto terra
e il Capitano Logan ci ha straziato tutti
sui triangoli(4) a Moreton Bay

Come gli Egiziani e gli antichi Ebrei
fummo oppressi sotto il giogo di Logan
fino a quando un aborigeno in agguato
diede al nostro tiranno il colpo mortale;
i miei compagni prigionieri esultarono
che mostri di tal fatta (tal) morte troveranno
e quando dalle catene saremo liberati
le nostre sofferenze potranno essere dimenticate"
1) Irlanda
2) lo stato dell'Australia con capitale Sydney, dove erano dislocate le colonie penali
3) Frank non fu mai detenuto nella colonia penale di Moreton Bay (l’attuale Brisbane, Queensland) bensì a Botany Bay.
4) probabilmente si riferisce ai sostegni sui quali erano flagellati i condannati: il detenuto era legato mani e piedi a una sorta di tre-piedi di legno e frustato. Questa punizione, inflitta anche ai soldati dell'esercito, venne abolita dal parlamento inglese solo nel 1867.
Un altro metodo di tortura sempre detto del triangolo (e ancora praticato) consiste in tre legni legati assieme al suolo al centro della quale il prigioniero è obbligato a stare ritto sull’attenti finché non sviene per lo sfinimento.
Nel Medioevo la tortura del triangolo (usata dall’Inquisizione) consisteva in una sorta di impalamento: l'accusato era spogliato e issato su un palo munito di punta piramidale di ferro. Vi lascio immaginare il resto

inviata da Cattia Salto - 10/11/2016 - 16:24




Lingua: Inglese

Version by Simon McDonald

“Manifold’s text was collated by him partly from fragments recalled by several singers around Brisbane, but mainly from the text of a ballad by Frank the Poet, entitled The Convict’s Arrival, which was known to Ned Kelly (who paraphrased it in his famous Jerilderie Letter). His final text is so shaped and crafted by him it should really read “Manifold, based on traditional texts”. As no-one could recall the tune properly he set it to the Irish Youghal Harbour. The song, in its now classic form, dates from around 1952. A quite distinct version was collected in oral tradition in Victoria in 1960 from the singing of Simon McDonald.” (tratto da Folk Stream)


Simon McDonald plays fiddle [sound recording] / [collected by : Norm O'Connor]
http://frankthepoet.blogspot.it/2011/01/moreton-bay.html
A CONVICT'S LAMENT

I am a native of the land of Erin
I was early banished from my native shore
On the ship Columbus went circular sailing
And I left behind me the girl I adore

Over bounding billows which was loudly raging
Like a bold sea mariner my course did steer
We were bound for Sydney our destination
And every day in irons wore

When I arrived 'twas in Port Jackson
And I thought my days would happy be
But I found out I was greatly mistaken
I was taken a prisoner to Moreton Bay
Chorus
Moreton Bay you'll find no equal
Norfolk Island and Emu Plains
At Castle Hill and cursed Toongabie
And all time places in New South Wales

Now every morning as the day was dawning
As we rose from heaven fell the morning dew
And we were roused without a moments warning
Our daily labour to renew

For three long years I was beastly treated
And heavy irons on my legs I wore
My back from flogging was lacerated
And oft-times painted with crimson gore

Like the Egyptians and ancient Hebrews
We were oppressed under Logan's yoke
But a native black there lay in ambush
Did give this tyrant a mortal stroke

Now fellow prisoners be exhilarated
That all such monsters such death may find
And when from bondage we are liberated
From our former sufferings shall fade from mind

inviata da Cattia Salto - 10/11/2016 - 16:45




Lingua: Italiano

Traduzione di Cattia Salto della versione di Simon McDonald

Diversa la versione raccolta sul campo cantata da Simon McDonald [collettori Norm and Pat O’Connor settembre 1960]
IL LAMENTO DEL GALEOTTO

Sono nato in Irlanda
e fui presto esiliato
dalle mie rive natie,
sulla nave Columbus circumnavigai il globo
e mi lasciai indietro la fanciulla che amo.

Sui marosi infuriati che erano rumorosamente impetuosi
come un marinaio coraggioso facevo rotta,
eravamo diretti a Sydney il nostro destino,
e ogni giorno indossavo le catene.

Quando arrivai fu a Port Jackson
e credetti che i miei giorni sarebbero stati felici
ma mi accorsi di essermi proprio sbagliato
ero stato imprigionato a Moreton Bay
CORO
A Moreton Bay non troverete eguale,
Norfolk Island e Emu Plains,
a Castle Hill e il maledetto Toongabbie
e tutte quelle colonie
del Nuovo Galles del Sud.

Ora tutti i giorni allo spuntar dell’alba
ci alzavamo mentre dal cielo cadeva la rugiada del mattino
e noi dovevamo svegliarci e senza un attimo di tregua
il nostro lavoro quotidiano riprendere.

Per tre lunghi anni fui trattato brutalmente
e portai le pesanti catene ai piedi,
la mia schiena fu lacerata dalle frustate
spesso fino a tingersi di rosso sangue.

Come gli Egiziani e gli antichi Ebrei
fummo oppressi sotto il giogo di Logan
fino a quando un aborigeno in agguato
diede al nostro tiranno il colpo mortale.

I miei compagni prigionieri esultarono
che mostri di tal fatta troveranno una morte simile
e quando dalle catene saremo liberati
le nostre sofferenze potranno essere dimenticate.

inviata da Cattia Salto - 10/11/2016 - 16:39



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