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Reggae a mattina

Jaka




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(Jaka)


da "Love To The People"
(Giacalone - Mc Clymont - Ristori - Giacalone)

Jaka200

In questo pezzo il nostro Jaka duetta con uno dei migliori cantanti reggae della scena internazionale, Luciano.

Zion: Nel linguaggio Rasta indica l'Etiopia e l'Africa, ma anche una regione del cuore, uno stato della mente, e la pace spirituale.

Voci: Jaka, Luciano
Cori: Jaka, Jahmento, Luciano
Let's make a Joyful noise unto the Holy One of creation, JAH

Oh ! My Love is in Zion, oh my Soul, my Soul, my Soul.

To the spiritual way
Jaka and Luciano

Sunàmu u' reggae 'a matina, u reggae a' sira
U reggae ogni ghiornu da simàna
Sunàmu u' reggae 'a matina, u reggae a' sira
U reggae ogni ghiornu da simàna

Music is the vehicle bringing Love to the people
From all walks of life
with a positive vibration, it lifts our meditation,
Calling us to unite
And it doesn't matter we are black or white
It's a call for us to live right
With a positive nation with a positive vibe
Then we know we can be alright

Pacie Amuri e Unità, Rispettu e Fraternità
comu u suli a luna u bassu e a batteria
Luciano e Jaka mistica dancehall
bona pì mia e pi' tia, senti senti chi poesia
tuttu u mè amuri, lascia lascia che sia

e canta 'nsemmula a mia sta duci melodia
reggae terapia pì l'anima mia
e canta 'nsemmula a mia sta duci melodia
reggae terapia pì l'anima mia

It's a movement for improvement
Keepin' mankind alive
Spreading Love & Unity in our community
With Roots reality, brucia !!!

Brucia brucia, da Sicilia finu a Firenze
Brucia come magma, va oltre le apparenze,
brucia brucia, da Jamaica finu a mè stanza
brucia come magma, cerco la sostanza
magma magma magma, càura càura
magma magma magma, comu lava di l'Etna

When me say Luci and Jaka
We a chant together
We tell no matter the style
Or rainy weather
Remember Hailè Emperor
from down the I-thiopia
gimme nuff love

23/12/2005 - 00:04


'Sto commento, avverto fin da ora, non c'entra niente con questa canzone. La quale può essere bella o brutta, può piacere o non piacere; questo dipende dai gusti di ognuno. Vorrei invece, da amministratore di questo sito ma anche e soprattutto da frequentatore di centri sociali come ad esempio il CPA Firenze Sud, dire due parole a mister Jaka. Il quale oggi, 2 maggio, si è fatto notare per un infelice articolo-intervista a "La repubblica" (per il quale rimandiamo al sito del CPA precedentemente linkato) in cui attacca non soltanto il CPA che "boccheggerebbe", ma anche i centri sociali in generale, che "non produrrebbero più cultura" e che avrebbero un "pubblico poco reattivo".

Ora, non vorrei essere eccessivamente duro con un artista che, lo riconosco perfettamente, è stato a suo tempo un amico di questo sito contribuendoci le sue canzoni, che abbiamo accettato volentieri. Per questo ancora lo ringraziamo, e proprio per questo le sue parole di oggi ci sconcertano ancora di più. Sto per l'appunto scrivendo da uno sgabuzzino del CPA messomi a disposizione, e dico sinceramente al Jaka che non tira una bella aria, qui. Soprattutto considerando il fatto che lo stesso Jaka al CPA ci è venuto a suonare, sembra pigliandosi i suoi bei 600 euro di royalty, magari richiesta ad un posto che, come ben sa essendoci peraltro venuto a suonare fin dai tempi di viale Giannotti, non sono pochini per della gente che tira avanti sbattendosi quotidianamente. Tra mille e mille errori, senza nessuna pretesa di essere esente da critiche, ma sbattendosi per una cosa in cui crede e per tenere aperto quello che comunque è uno spazio libero (di espressività, di attività, di musica, di cultura) in una delle nostre città mortifere.

Ci è venuto a suonare al CPA, il Jaka, in un periodo in cui il centro aveva a disposizione un auditorium da 5000 posti. Non è certo colpa nostra se ora non ce lo abbiamo più a disposizione, proprio grazie a certi personaggi e a certi poteri che ne "La repubblica" trovano perfetta espressione.

Magari se li è presi e tenuti, insomma, quei soldi, e senz'altro sarebbe anche giusto perché lui della sua musica ci campa; ma prestarsi ad un'operazione del genere, gratuita e senza nessun fondamento reale se non quello di voler fare la "ganzata" con parole più grandi di lui e delle quali forse non si rende neppure pienamente conto, ci sembra assolutamente indegno, e tanto più indegno se proveniente da una persona dalla quale sicuramente non ce lo aspettavamo.

Prestarsi, e prestarvisi per tramite di un giornalista, tale Paloscia, che probabilmente non solo al CPA non ci ha mai messo il suo augusto piede, ma che scrive per un quotidiano che -come tutti gli altri- ha intenti denigratori nei confronti di chiunque non si allinei. E noi non ci allineiamo. Il CPA, l'Emerson, qualsiasi centro sociale non produce denaro; quindi va messo al muro. E, magari, potrebbe anche darsi che molte delle parole del Jaka siano state, per usare un eufemismo, "travisate". Speriamo che sia così; perché, se non lo fossero state, ci troveremmo davanti a una cosa assolutamente indegna.

Vorrebbe dire che il buon Jaka sarebbe stato arruolato; arruolato anche lui nelle righe morte di un quotidiano di regime. Vogliamo sperare che sia stato al di là delle sue intenzioni; in questo caso, gli raccomanderemmo un po' di attenzione a chi frequenta e al pennaiolo cui concede interviste, e più che altro un po' più di maturità e meno voglia di protagonismo a buon mercato. Ché il suo reggae non migliora infamando un luogo che lo ha ospitato e che, chissà. lo ha pagato fino all'ultimo centesimo con dei soldi di lavoratori. [rv]

Riccardo Venturi - 2/5/2008 - 23:51


LETTERA APERTA DI JAKA AI CENTRI SOCIALI DI FIRENZE a proposito dell'articolo su " La Repubblica"

Lettera aperta a tutti i centri sociali di Firenze a proposito dell'articolo su "La Repubblica" del 1 Maggio 2008

In occasione dell'intervista sul mio concerto del 2 Maggio mi sono state rivolte delle domande riguardo la situazione culturale della città di Firenze .

Scusate sono necessarie delle precisazioni :

IO non ho MAI detto : " i centri sociali non fanno più cultura come una volta" , quello l' ha scritto il Paloscia , giornalista di Repubblica, forse è il SUO pensiero e non il mio, infatti non l'ha virgolettato nell'articolo, anche se poi il modo in cui lo ha scritto risulta come se l'avessi detto io .

Sono rimasto davvero male appena l 'ho visto , sia perché NON era quello che avevo espresso sia perché avevo già notato durante l'intervista che l'articolista insistentemente voleva mettermi parole in bocca, parole che infatti poi ha scritto .

Tra l'altro nel corso dell'intervista ho fatto un sacco di critiche alle istituzioni politiche e culturali di questa nostra città che puntualmente NON sono state riportate .

Probabilmente ho peccato di ingenuità anche solo nell'affrontare l'argomento con un giornalista , credendo che non sarei stato frainteso. Sono una persona diretta e le cose non le "mando a dire" e lungi da me il voler danneggiare la realtà dei centri sociali , di cui mi sento parte e dove ho i miei migliori amici , dato che da circa 18 anni frequento i centri sociali di tutta Italia , li sostengo e ci suono, dando sempre il mio contributo a prezzo di tanti sacrifici .

Quello che ho affermato ed è vero ( e magari è questo che è stato frainteso ) che il nostro concerto al Cpa ha trovato un pubblico "per niente reattivo", ma a dire questa cosa non ci vedo niente di male e non mi sembra di aver offeso nessuno: potremmo essere noi che abbiamo fatto cagare , può essere che alla gente non siamo piaciuti , o magari siamo piaciuti ma questa cosa non è stata espressa, ma che il pubblico quella sera sia stato poco reattivo è vero !

In giro vedo sempre meno persone attive e rivoluzionarie e sempre più persone passive e spente, e magari metterci in discussione può anche servire a farci uscire da questo torpore .

Magari possiamo anche indagare i motivi di questa scarsa reattività ed ho anche delle mie idee a proposito, e se su questa cosa ci sarà un confronto per me sarà un piacere .

Spero di essermi chiarito con questa mia lettera , mi farebbe piacere se poteste riportare questo mia chiarificazione a tutti quanti , e sappiate che sono sinceramente dispiaciuto di questo fraintendimento , anche se per fortuna poi i fatti contano più delle parole .

Con rispetto

Jaka

dal sito ufficiale

4/5/2008 - 23:18


Per quello che concerne il sottoscritto e anche questo sito, sicuramente le parole di Jaka fanno piacere. E, in effetti, bene ha fatto chi mi ha un po' "moderato" venerdì sera al CPA, perché -lo ribadisco- tirava un'aria molto brutta.

Si viene quindi a sapere quel che era già stato ampiamente ipotizzato, ovvero che il pennaiolo di turno del giornalazzo di regime non perde occasione per scrivere falsità e per fare non opera di informazione, ma della più bieca "dezinformacija".

Come esserne stupiti, del resto?

Chiarito l'incidente, e con l'augurio che lo scambio con Jaka non si fermi certamente qui ma che possa proseguire con comunanza e amicizia, quello che però vorrei continuare a rimproverargli un po' è la sua autentica ingenuità.

Che giornali come "Repubblica", da tempo allineato sulle posizioni sempre più forcaiole del PD (posizioni che in sostanza non si discostano da quelle delle destre) vedano i centri sociali come il fumo negli occhi e come entità semplicemente da eliminare, è risaputo.

Da eliminare, perché rimangono degli spazi liberi, non omologati -pur con tutti i loro difetti, anche gravi, e anche spesso dettati dal dover agire in una situazione di sempre più progressiva ghettizzazione e criminalizzazione-.

A volte sono arrivato persino io a criticare la stessa impostazione di base del "centro sociale" come luogo oramai chiuso, come fortilizio...vorrei casomai che fossero riprese le piazze militarizzate in nome della "sicurezza". Ma fra questa critica e rinunciare a tali spazi, o meglio a farseli sfilare di dosso, sgomberare, chiudere con le accuse più ridicole e inventate...ce ne corre.

A mio parere, è chiaro che il giornalista di "Repubblica" non avrebbe perso tempo a trasformare le parole del Jaka, come quelle di chiunque altro, in un'occasione per attaccare il CPA e i centri sociali in genere. I boss ordinano e il picciotto obbedisce.

Sarebbe bene che il Jaka scrivesse a "Repubblica" per fare presente questa cosa, pur con la coscienza che la sua smentita non verrà mai pubblicata. Spero soltanto che il Jaka sia stato spiacevolmente "ammaestrato" da questo brutto episodio che ha rischiato di mettere in atto zizzania, incomprensione e persino odio.

Vale a dire il preciso intento del regime e dei suoi fogliacci.

Il rispetto che il Jaka esprime nella sua precisazione è ovviamente reciproco, e il suo chiarimento è stato quantomai opportuno. Però...lo invito e lo invitiamo tutti d'ora in poi a stare in campana.

Riccardo Venturi.

Riccardo Venturi - 5/5/2008 - 12:14



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