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Ζαβαρακατρανέμια
(Nikos Xylouris / Νίκος Ξυλούρης)
Ωδή στο Γεώργιο Καραϊσκάκη
(Dionysis Savvopoulos / Διονύσης Σαββόπουλος)
Κοντά στο Σηκουάνα
(Stavros Xarchakos / Σταύρος Ξαρχάκος)


To díhty
Στίχοι: Νίκος Γκάτσος.
Μουσική: Σταύρος Ξαρχάκος.
Πρώτη εκτέλεση: Τάκης Μπίνης στην ταινία «Ρεμπτέτικο», 1983.
Άλλες εκτελέσεις: Ρίτα Σακελλαρίου, Ελένη Βιτάλη, Βίκυ Μοσχολιού, Χάρις Αλεξίου, Δήμητρα Γαλάνη

Testo di Nikos Gatsos
Musica di Stavros Xarhàkos
Prima esecuzione: Takis Binis nel film "Rebetiko", 1983
Altre interpretazioni: Rita Sakellarìou, Eleni Vitali, Vicky Moscholioù, Dimitra Galani.

Un'altra canzone greca tra le più belle. Anche questa scritta da Gatsos e da Xarchakos per il film "Rebetico" di Kostas Ferris. Il testo, di intonazione "gnomica", sembra a prima vista alludere, ammonendo, alle dolcezze e alle amarezze della vita e soprattutto dell'amore. Ma come spesso accade nella canzone civile greca, la metafora rimanda ai nodi e ai contrasti della passione politica: quella di coloro che amano vagheggiare, e lottare, per un mondo che funzioni in modo umano per tutti, nessuno escluso. Mi pare che nel film (che non sono mai riuscito a procurarmi...) la canzone introduca agli Avvenimenti del Dicembre 1944, il primo atto della guerra civile. Tutte le interpretazioni di questa canzone risultano particolarmente coinvolgenti: ma io penso che quella di Dimitra Galani lo sia al massimo grado.
Κάθε φορά που ανοίγεις δρόμο στη ζωή
μην περιμένεις να σε βρει το μεσονύχτι
έχε τα μάτια σου ανοιχτά βράδυ πρωί
γιατί μπροστά σου πάντα απλώνεται ένα δίχτυ
έχε τα μάτια σου ανοιχτά βράδυ πρωί
γιατί μπροστά σου πάντα απλώνεται ένα δίχτυ

Αν κάποτε στα βρόχια του πιαστείς
κανείς δεν θα μπορέσει να σε βγάλει
μονάχος βρες την άκρη της κλωστής
κι αν είσαι τυχερός ξεκινά πάλι
μονάχος βρες την άκρη της κλωστής
κι αν είσαι τυχερός ξεκινά πάλι

Αυτό το δίχτυ έχει ονόματα βαριά
που είναι γραμμένα σ' επτασφράγιστο κιτάπι
άλλοι το λεν του κάτω κόσμου πονηριά
κι άλλοι το λεν της πρώτης άνοιξης αγάπη

Αν κάποτε στα βρόχια του πιαστείς
κανείς δεν θα μπορέσει να σε βγάλει
μονάχος βρες την άκρη της κλωστής
κι αν είσαι τυχερός ξεκινά πάλι
μονάχος βρες την άκρη της κλωστής
κι αν είσαι τυχερός ξεκινά πάλι.

inviata da Gian Piero Testa - 23/4/2010 - 16:35




Lingua: Italiano

Versione italiana di Gian Piero Testa
LA RETE

Ogni volta che apri una strada nella vita
non aspettare che ti sorprenda la mezzanotte
tieni i tuoi occhi ben aperti sera e mattina
perché dinanzi a te sempre sta distesa una rete
tieni i tuoi occhi ben aperti sera e mattina
perché dinanzi a te sempre sta distesa una rete

Se mai t'accade d'impigliarti suoi nodi
nessuno riuscirà a districarti
cerca da solo il bandolo del filo
e se hai buona fortuna ricomincia daccapo
cerca da solo il bandolo del filo
e se hai buona fortuna ricomincia daccapo

Questa rete ha nomi solenni e gravi
scritti in minuscolo libro con sette sigilli
chi la dice un'astuzia dell'inferno
chi la chiama amore della prima primavera

Se mai t'accade d'impigliarti nei suoi nodi
nessuno riuscirà a districarti
cerca da solo il bandolo del filo
e se hai buona fortuna ricomincia daccapo
cerca da solo il bandolo del filo
e se hai buona fortuna ricomincia daccapo

inviata da Gian Piero Testa - 23/4/2010 - 18:14




Lingua: Francese

Version française – LES RETS – Marco Valdo M.I. – 2012
d'après la version italienne LA RETE de Gian Piero Testa
d'une chanson grecque – Tο δίχτυ – Stavros Xarhàkos/Σταύρος Ξαρχάκος
Texte de Nikos Gatsos
Musique de Stavros Xarhàkos
Première interprétation : Takis Binis dans le film "Rebetico", 1983
Autres interprétations : Rita Sakellarìou, Eleni Vitali, Viki Moskolioù, Dimitra Galani.


Une autre chanson grecque parmi les plus belles, écrite par Gatsos et Xarhàkos pour le film "Rebetico" de Kostas Ferris. Le texte, d'inspiration "gnomique", semble à première vue faire allusion, en mettant en garde, aux douceurs et aux amertumes de la vie et surtout de l'amour. Mais comme il arrive souvent dans la chanson civile grecque, la métaphore renvoie aux jeux et aux contrastes de la passion politique: celle de ceux qui aiment réfléchir et lutter, pour un monde qui fonctionne de manière humaine pour tous,sans exclure personne. Il me semble que dans le film (que n'ai jamais réussi à me procurer...) la chanson se réfère aux événements de Décembre 1944 , premier acte de la guerre civile. Toutes les interprétations de cette chanson sont particulièrement passionnantes: mais je pense que celle de Dimitra Galani le soit au plus haut degré.
LES RETS

Quand tu découvres une voie dans ta vie
N'attends pas que te surprenne la mi-nuit
Tiens tes yeux bien ouverts du soir au matin
Car toujours devant toi s'étendent des rets
Tiens tes yeux bien ouverts du soir au matin
Car toujours devant toi s'étendent des rets

S'il t'arrive jamais de te coincer dans ses filets
Personne ne pourra t'en démêler
Cherche tout seul le bout du fil
Et si tu as de la chance, recommence du début
Cherche tout seul le bout du fil
Et si tu as de la chance, recommence du début

Ces rets ont des noms solennels et graves
Écrits dans un livre minuscule sept fois scellé
On les dit astuces de l'enfer
On les appelle amours du premier printemps

S'il t'arrive jamais de te coincer dans ses rets
Personne ne pourra t'en démêler
Cherche tout seul le bout du fil
Et si tu as de la chance, recommence du début
Cherche tout seul le bout du fil
Et si tu as de la chance, recommence du début

inviata da Marco Valdo M.I. - 30/10/2012 - 20:50


Ciao Gian Piero,

molto bella anche questa... Mi pare che il film che citi sia visibile su YouTube... Guarda un po' qui

Alessandro - 23/4/2010 - 19:01


Grazie Alessandro. So che in You Tube sono reperibili molti spezzoni del film: praticamente ne si può ricostruire tutta la colonna sonora, che veramente è molto e molto bella. Il CD ce l'ho da un pezzo: ma è il film che è sempre indisponibile. Lo si trova nei cataloghi, ma è sempre esaurito. Anche i miei amici greci, cui l'ho richiesto, mi mandano di tutto, ma non "Rebetico". Per questo non l'ho mai visto, se non per frammenti. Io, poi, non so (e forse non voglio) impadronirmene con il sistema di Emule e così non ce l'ho. Molto deprimente. Avrai notato che sto intensificando gli invii del mio materiale: lo faccio perché ho capito che Riccardo ha troppe cose da fare e non posso trattarlo da Κυρ Μεντιου.
Rileggendo la mia traduzione di Το διχτι, ho notato che mi ho omesso almeno una parola e ho commesso un'improprietà lessicale, perché ho chiamato "nodi" le "maglie" della rete. Se tu mi mandassi il tuo indirizzo email, potremmo comunicarci le nostre cose senza coinvolgere i visitatori, ai quali probabilmente non interessano un granché.

Gian Piero Testa - 23/4/2010 - 19:54


Fermo restando che, per me, l'interpretazione della Galani è insuperabile, questo spezzone del film, dove è cantata dalla pur bravissima e affascinante Sotirìa Leonardou, conferma il contesto in cui era inserita la canzone "Το διχτυ". Certamente, non si può dar torto a chi adesso la "sente" in chiave esistenziale e pensa piuttosto alla rete dell'amore, dalla quale se ti districhi devi pur ricacciarti, e non a quella degli ideali, dal fallimento dei quali, se ti districhi, devi pur sempre ricominciare. Che ognuno si scelga la sua chiave, e si lasci prendere dalla bellezza. Chi digiti in You Tube Tο δίχτυ la troverà interpretata da un'infinità di cantanti. Per la Leonardou il link è questo

Gian Piero Testa - 23/4/2010 - 21:11


Finalmente possiedo il film "Rebetico" di Kostas Ferris (1983). Il mio amico Haràlambos, detto Babis, l'ha trovato e me ne ha mandato la copia. E' un film ben fatto e coinvolgente, anche grazie alla musica, in parte tradizionale e, in parte maggiore, composta ad hoc da Stavros Xarhàkos su testi di Nikos Gatsos: un'operazione solo apparentemente mimetica (nel film, nel quale l'intreccio è scandito dalla storia dei Greci dagli tempi della prima guerra mondiale alla fine della guerra civile, si ascoltano molte canzoni che in realtà non furono mai cantate in quegli anni), ma che costituisce un rilancio convincente di quel genere musicale, sentito come "filo rosso" dell'autentica anima greca contemporanea. Gli interpreti sono tutti bravi, sia sul piano musicale, sia su quello drammatico: e la protagonista, la cantante Sofia Leonardou, che è anche coautrice dello script, particolarmente efficace. 'Αξιον.

Gian Piero Testa - 12/8/2010 - 07:06


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