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Canzone d'Albania

Raffaele Offidani [Spartacus Picenus]


Lingua: Italiano


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(Gualtiero Bertelli)
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(E.A. Mario)
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(Raffaele Offidani [Spartacus Picenus])


[ca. 1920]
sull'aria di Santa Lucia luntana
testo ripreso da "Il deposito"

Testo in un primo momento attribuito erroneamente ad anonimo. Gualtiero Bertelli, in un suo commento che riportiamo integralmente, ha invece chiarito la sua attribuzione a Spartacus Picenus (Raffaele Mario Offidani):

Ragazzi altro che anonimo! Questo è uno dei circa 200 testi di canti politici scritti dagli anni venti fino a metà degli anni sessanta da Spartacus Picenus (al secolo Raffaele Offidani) il primo autore comunista di canzoni di protesta. Non era un musicista e per favorire la diffusione sotto il fascismo dei suoi brani usava arie di canzoni in voga. È autore anche de "La guardia rossa" uno degli inni del neonato Partito Comunista d'Italia.


Ringraziamo Gualtiero per il suo prezioso contributo. [RV]
Soldato proletario
che parti per Valona
non ti scordar del popolo di Ancona
che volle col suo sangue
la tua liberazione
sol con la ribellione
nasce l'aurora della libertà

Fuggiamo via
senza indugiar
dal suol dell'Albania
fuggiamo la pellagra
il massacro e la fame
morte al governo infame
che in questo inferno
ci trascinò

Soldato proletario
che mamma tua lasciavi
E schiavo andavi
a trucidar gli schiavi
no, non è là il nemico
Non oltre i monti e il mare
lungi non lo cercare
il feroce tuo tiranno è qui!

Fuggiamo via
senza indugiar
dal suol dell'Albania
fuggiamo la malaria
il massacro e la fame
morte al governo infame
che in questo inferno
ci trascinò

inviata da Riccardo Venturi - 22/9/2005 - 23:33


Scopro leggendo l'imponente volume di Jona, Liberovici, Castelli, Lovatto intitolato "Le ciminiere non fanno più fumo. Canti e memorie degli operai torinesi" (Donzelli 2008) che c'è ancora parecchio da dire su questa canzone...

Raffaele Offidani / Spartacus Picenus ne scrisse due versioni. La prima – quella accolta su questa pagina - risale al 1920 quando, dopo la sanguinosa campagna d'Albania nel corso della Grande Guerra, il Regno d'Italia cercò di instaurare nel paese un protettorato, contro il principio dell'autodeterminazione dei popoli sancito dagli accordi di Londra, sottoscritti dall'Italia. Quando si seppe di un accordo segreto tra Italia e Grecia per sostenere i reciproci appettiti territoriali, a Valona scoppiò una violenta insurrezione anti-italiana. Il governo Giolitti decise di mandare altri contingenti militari per sedare la ribellione ma la gente, stanca di guerra, iniziò manifestazioni e scioperi di protesta e ad Ancona un grosso contingente di bersaglieri si rifiutò di partire per l'Albania. L'ammutinamento, sfociato in una violenta sommossa generale, venne duramente represso, addirittura con un bombardamento navale sul porto di Ancona, ma i propositi colonialisti di Giolitti naufragarono e l'Italia dovette riconoscere all'Albania sovranità, indipendenza ed autogoverno, con il ritiro di tutte le truppe occupanti entro l'estate del 1920.



La “Rivolta dei Bersaglieri” fu un episodio molto importante del cosiddetto “Biennio Rosso”, perchè ad Ancona, così come in molte altre città italiane del centro nord, alla rabbia del proletariato, comunque massacrato e sconfitto nelle trincee della Grande Guerra, venne dato corpo dall'azione armata di consistenti e ben preparati gruppi di Arditi del Popolo, anarchici, repubblicani, socialisti, comunisti e addirittura alcuni legionari e/o ex legionari fiumani, che nei mesi seguenti riuscirono a contrastare, talora anche efficacemente, il montante squadrismo fascista, fino alla marcia su Roma dell'ottobre del 1922.

Ripropongo il testo della versione originale del 1920, col solo scopo di suggerirne una formattazione più adeguata e alcune piccole correzioni. Da considerare che la canzone è da intonarsi sulle note della napoletana “Santa Lucia luntana”, composta nel 1919 da E. A. Mario.

SOLDATO PROLETARIO (CANZONE D'ALBANIA)

Soldato proletario
che parti per Valona
non ti scordar del popolo di Ancona
che volle col suo sangue
la tua liberazione
sol con la ribellione
nasce l'aurora della libertà

Fuggiamo via
senza indugiar
dal suol dell'Albania
fuggiamo la pellagra
il massacro e la fame
morte al governo infame
che in questo inferno
ci trascinò

Soldato proletario
che mamma tua lasciavi
E schiavo andavi
a trucidar gli schiavi
no, non è là il nemico
Non oltre i monti e il mare
lungi non lo cercare
il feroce tuo tiranno è qui!

Fuggiamo via
senza indugiar
dal suol dell'Albania
fuggiamo la malaria
il massacro e la fame
morte al governo infame
che in questo inferno
ci trascinò


La seconda versione, sempre di Raffaele Offidani / Spartacus Picenus, questa risalente al 1939, quando nell'aprile di quell'anno il Regno d'Italia occupò l'Albania instaurando il protettorato negatogli 20 anni prima. Vittorio Emanuele III assunse il titolo di Re d'Albania.



L'occupazione italiana durò fino al 1943 e si concluse con un'immane strage quando, nel luglio di quell'anno, gli invasori lanciarono un'imponente operazione antipartigiana nella zona di Mallakasha, radendo al suolo un'ottantina di villaggi e uccidendo centinaia di civili. L'eccidio di Mallakasha è chiamato la “Marzabotto albanese”...



Questa seconda versione della canzone si differenzia dall'originale per la strofa introduttiva e per il riferimento al fascismo che sostituisce quello al governo.

SOLDATO PROLETARIO (CANZONE D'ALBANIA)

Partono i bastimenti
che vanno in Albania
e a bordo regna la malinconia.
Pensa ogni soldatino
a mamma sua lontana
e una domanda vana
rivolge all'onda:
“La rivedrò?”

Fuggiamo via
senza indugiar
dal suol dell'Albania!
Fuggiamo la malaria
il massacro e la fame!
Morte al fascismo infame
che in questo inferno
ci trascinò!

Soldato proletario
che mamma tua lasciavi
E schiavo andavi
a trucidar gli schiavi
no, non è là il nemico
Non oltre i monti e il mare
lungi non lo cercare
il feroce tuo tiranno è qui!

Fuggiamo via
senza indugiar
dal suol dell'Albania!
Fuggiamo la malaria
il massacro e la fame!
Morte al fascismo infame
che in questo inferno
ci trascinò!

Bernart Bartleby - 18/10/2016 - 22:33


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