Lingua   



Lingua: Bulgaro


Ti può interessare anche...

Le dormeur du val
(Léo Ferré)
Как да стане сън войната
(Faktor / Фактop)
Имала майка едно ми чедо
(anonimo)


Il testo originale bulgaro è ripreso da questa pagina.

Orlin Goranov.
Orlin Goranov.


Quando ero a Friburgo avevo a disposizione soltanto una piccolissima parte della mia biblioteca e, soprattutto, dei miei dizionari. Molte canzoni in lingue "strane" sono quindi rimaste finora senza una traduzione adeguata; adesso che sono tornato ad avere alle mie spalle rassicuranti pareti stipate di trenta e rotti anni di libri raccolti in ogni dove, anche queste canzoni possono finalmente essere disvelate. E quel che stanno rivelando non è certo roba di poco conto. Prendiamo questa canzone in lingua bulgara: via via che la traduzione procedeva, mi si parava davanti uno dei miei "temi" preferiti, quello dell'assopimento della memoria. E l'ultima strofa, poi, con quel fiore cresciuto dall'elmetto di un soldato morto, forse il Dormeur du val, o forse Piero...?
Credo che i miei dizionari "lavoreranno" molto nei mesi a venire, perché è questo uno degli scopi principali del nostro sito: mettere a disposizione di tutti canzoni scritte in lingue che quasi nessuno conosce. Essere il ponte di chiunque abbia scritto una canzone contro la guerra, contro il militarismo, per la pace. Avremmo naturalmente bisogno di molti più traduttori per questo, specialmente in inglese. Stiamo facendo il possibile; per l'impossibile ci stiamo attrezzando. [RV]
Той синее в спокойните атоми
на незримия въздух край мен.
Пърха в звънкия смях на децата ни
и шепти в мълчаливия ден.

Тих, невидим, обгръща ме с тръпката
на уханната моя земя,
тъй отдавна забравила стъпките
на смъртта и вкуса на дима.

Ах, мирът -- благодатният, днешният.
Мир -- със кървави мъки роден.
Мир -- за който едва ли се сещаме.
С колко много войни е платен...

Той ми свети с небето си -- ясното,
от което изгрява денят.
Ден, във който отдавна зараснали
всички рани и спомени спят.

И трепти на ветреца от ласката
като смях на дете, като вик,
като цвете, поникнало в каската
на отдавна загинал войник...

inviata da Riccardo Venturi - 14/9/2005 - 02:22




Lingua: Bulgaro

Trascrizione in caratteri latini del testo bulgaro
Romanized Bulgarian version
MIRĂT

Toj sinee v spokojnite atomi
na nezrimija văzdux kraj men.
Părxa v zvănkija smjax na decata ni
i šepti v mălčalivija den.

Tix, nevidim, obgrăšta me s trăpkata
na uxannata moja zemja,
tĭj otdavna zabravila stăpkite
na smărtta i vkusa na dima.

Ax, mirăt – blagodatnijat, dnešnijat.
Mir – săs kărvavi măki roden.
Mir – za kojto edva li se seštame.
S kolko mnogo vojni e platen…

Toj mi sveti s nebeto si – jasnoto,
ot koeto izgrjava denjat.
Den, văv kojto otdavna zarasnali
vsički rani i spomeni spjat.

I trepti na vetreca ot laskata
kato smjax na dete, kato vik,
kato cvete, poniknalo v kaskata
na otdavna zaginal vojnik…

inviata da Riccardo Venturi - 17/9/2005 - 02:47




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
26 dicembre 2006
LA PACE

Tende al blu, negli atomi tranquilli
dell'invisibile atmosfera intorno a me.
Risuona nel riso argentino dei nostri bambini
e mormora nel giorno silenzioso.

Dolce, invisibile, mi avvolge nel fremito
della mia terra profumata,
già da tempo ha dimenticato i passi
della morte e il sapore del fumo.

Ah, la pace, la benefica, l'attuale pace.
Pace nata da pene sanguinose.
Pace di cui ci ricordiamo appena.
Con quante guerre è stata pagata...

Brilla per me nel suo cielo l'astro
dal quale viene la luce del giorno.
Il giorno in cui tanto tempo fa sono guarite
tutte le ferite e i ricordi si sono assopiti.

E i soffi della brezza carezzevole
come il riso di un bambino, come un grido,
come un fiore spuntato dall'elmetto
di un soldato caduto da tanto tempo...

26/12/2006 - 16:56


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org