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Birkenau

C.F.F. e il Nomade Venerabile
Lingua: Italiano



Birkenau
Le fronde mie tremavano al sibilo delle sirene
soffocava il loro affanno, scavava giù il respiro.
Ero sostegno, assieme a torrette, al filo spinato
confine a marce silenti di inermi internati.
Di arbusti miei amici fatti vagoni in rotaie
l'anima mi suggerì: "Ardon dentro di sete, morsi di fame
l'aria schiuma fiati ovattati di feci ed urine":
qui li ha sbattuti d'incubo un viaggio con nostalgia.
Spiriti inoltre di alberi in case rubate corretti
narrano commossi di gioie vetuste, famiglie in frantumi
come gemon quelli che adesso hanno sembianze di randello
la causa è che dispensano ciniche carezze su sagome spaurite
non cento immagini o mille parole diranno: "Olocausto"
questa è stata storia, è, sarà vergogna di vite a milioni.
Scioglievo la resina in lacrime, gelo crudo nella linfa:
razza pura d'odio folle in un mondo dell'assurdo.
Smorte le foglie per acri fumi di trapassi da forni
monche radici: atrofici arti vibravano vanghe
smaniose di terra come le fosse agognavano carni.
Sfatti, stringevan la vita fra pistole divertite
in tensione da torture, Mengele e scherzi in docce.
Umana decaduta condizione:
marchiati, stipati nell'oscurità, umiliati
resi belve contro sui residui di brodaglie
femmine non donne, salme non vecchi o bambini;
crudeli, ferine brutalità, nefande atrocità
in ariani occhi di ghiaccio, in beffarde revisioni:
or tra i fiori, Lisl, carpisco quanto sterile sia l'astio
che lambisca e più le genti:
"Andenken in form von gewissen".

inviata da adriana - 8/6/2005 - 08:53


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