Lingua   

La Maza

Silvio Rodríguez


Lingua: Spagnolo


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(Silvio Rodríguez)


[1979]
Testo e Musica: Silvio Rodríguez
Album: Unicornio [1982]
interpretata da Mercedes Sosa in "Mercedes Sosa '83" e nel suo ultimo album di duetti "Cantora" (del 2009) insieme a Shakira
recentemente interpretata anche da Ginevra Di Marco nell'album "Donna Ginevra"

UnicornioMercedes Sosa '83



silvio rodriguezSilvio Rodríguez è fondatore insieme a Pablo Milanés e Noel Nicola della "Nueva Trova Cubana" ovvero canzone nuova dove l'impegno politico-sociale traspare nella musica che diventa protesta ma allo stesso tempo musica colta, dolce, passionale, politica, romantica, popolare ed essenzialmente acustica.

"La maza" non è soltanto una bellissima canzone, ha diverse chiavi di lettura tra cui ovviamente una politica.

C'è chi dice che sia un canto popolare, un inno rivoluzionario, un canto di speranza, un invito alla tolleranza e alla lotta per l'uguaglianza sociale...a me piace pensare che sia una profonda riflessione sul senso della vita, su ciò che siamo in base alle cose a cui crediamo o amiamo e ai nostri ideali.

MAZA, in spagnolo, significa martello, clava, piccone. Secondo Silvio "la cantera" è il posto da dove si estraggono "los cantos" cioè le pietre e "la maza" lo strumento con cui vengono lavorate.

La metafora "qué cosa fuera la maza sin cantera" si riferisce al fatto che lui, in quanto strumento, non è niente senza un cantiere pieno di idee, di esperienze vissute da cui trarre lo spunto per scrivere le sue canzoni.
Un altro significato riguarda "la maza" intesa come martello, simbolo politico del movimento operaio poi divenuto emblema del partito comunista e "la cantera" come realtà del popolo cubano.

Per Ernesto Che Guevara era molto importante che i leader della rivoluzione capissero le sofferenze del popolo che rappresentavano ed è per questo che li faceva lavorare nei campi e nelle piantagioni di zucchero. In questo caso questa metafora potrebbe significare che se i leader della rivoluzione cubana si allontanassero dalla sofferenza del popolo (la cantera) lo tradirebbero ed il simbolo della rivoluzione (la maza) perderebbe valore e significato.

"Un testaferro del traidor de los aplausos" significa: sarei un rappresentante del traditore degli applausi inteso come uno che fa le cose senza metterci passione, per il solo motivo di essere adulato, oppure un dirigente o leader politico che tradisce il popolo che lo applaude.

"Un servidor de pasado en copa nueva" potrebbe riferirsi al fatto che nulla è cambiato dai tempi della rivoluzione, il popolo continua ad essere oppresso non dalla dittatura di Batista ma dagli stessi rivoluzionari.

Io, come Silvio, credo nelle persone che lottano, nei miei valori e nei miei ideali e nel mio piccolo cerco sempre di contribuire a questa causa, in questo caso con questa canzone.

Marcia
Si no creyera en la locura
de la garganta del sinsonte
si no creyera que en el monte
se esconde el trino y la pavura

Si no creyera en la balanza
en la razón del equilibrio
si no creyera en el delirio
si no creyera en la esperanza.

Si no creyera en lo que agencio
si no creyera en mi camino
so no creyera en mi sonido
si no creyera en mi silencio.

Qué cosa fuera, que cosa fuera
la maza sin cantera.
Un amasijo hecho de cuerdas y tendones
un revoltijo de carne con madera
un instrumento sin mejores pretensiones
de lucecitas montadas para escena.
Qué cosa fuera corazón, que cosa fuera
qué cosa fuera la maza sin cantera.
Un testaferro del traidor de los applausos
un servidor de pasado en copa nueva.
Un eternizador de dioses del ocaso
jubilo hervido con trapo y lentejuela
qué cosa fuera corazón qué cosa fuera
qué cosa fuera la maza sin cantera

Si no creyera en lo más duro
si no creyera en el deseo
si no creyera en lo que creo
si no creuera en algo puro

Si no creyera en cada herida
si no creyera en la que ronde
si no creyera en lo que esconde
hacerse hemano de la vida.

Si no creyera en quien me escucha
si no creyera en lo que duele
si no creyera en lo que quede
si no creyera en lo que lucha.

Qué cosa fuera, que cosa fuera
la maza sin cantera.
Un amasijo hecho de cuerdas y tendones
un revoltijo de carne con madera
un instrumento sin mejores pretensiones
de lucecitas montadas para escena.
Qué cosa fuera corazón, que cosa fuera
qué cosa fuera la maza sin cantera.
Un testaferro del traidor de los applausos
un servidor de pasado en copa nueva.
Un eternizador de dioses del ocaso
jubilo hervido con trapo y lentejuela
qué cosa fuera corazón qué cosa fuera
qué cosa fuera la maza sin cantera

inviata da Marcia - 23/9/2009 - 19:43



Lingua: Italiano

Versione italiana dal blog di Filippo Canzani
IL PICCONE

Se non credessi alla follia
che sta nella gola del sinsonte (*)
se non credessi che la montagna
nasconde il suo canto e la paura

Se non credessi alla bilancia
alla ragion dell’equilibrio
se non credessi nel delirio
se non credessi nella speranza

Se non credessi in ciò che faccio
se non credessi nel mio cammino
se non credessi nel mio suono
se non credessi nel mio silenzio.

Cosa sarebbe, cosa sarebbe,
il piccone senza la cava
un impasto di corde e tendini
un ammasso di carne e legno
uno strumento senza altro splendore
che piccole luci sulla scena
Che cosa sarebbe – amore mio – cosa sarebbe
che cosa sarebbe il piccone senza la cava.
Un complice del rubapplausi
un servo antico in veste nuova.
Un sublimatore di divinità decadute
gioia mischiata a stracci e lustrini
che cosa sarebbe – amore mio – cosa sarebbe
che cosa sarebbe il piccone senza la cava.

Se non credessi in ciò che è difficile
se non credessi al desiderio
se non credessi in ciò in cui credo
se non credessi in qualcosa di puro.

Se non credessi in ogni ferita
se non credessi in ciò che lacera
se non credessi nel mistero
di diventare fratello della vita

Se non credessi in chi mi ascolta
se non credessi in quello che duole
se non credessi in quello che viene
se non credessi in quello che lotta.

Che cosa sarebbe, che cosa sarebbe
il piccone senza la cava
un impasto di corde e tendini
un ammasso di carne e legno
uno strumento senza altro splendore
che piccole luci sulla scena
Che cosa sarebbe – amore mio – cosa sarebbe
che cosa sarebbe il piccone senza la cava.
Un complice del rubapplausi
un servo antico in veste nuova.
Un sublimatore di divinità decadute
gioia mischiata a stracci e lustrini
che cosa sarebbe – amore mio – cosa sarebbe
che cosa sarebbe il piccone senza la cava.
NOTA

(*) Sinsonte (Italiano: Centonsle) Specie di merlo bianco o nero dal canto più modulato di quello dell’usignuolo.
sinsonte

23/9/2009 - 23:48


Ero abituata ad ascoltare le versioni di León Gieco e Mercedes Sosa ma ho trovato bella anche quella di Andrea Parodi e struggente quella di Beppe Dettori quando l'ha cantata in concerto come tributo ad Andrea nel giorno del suo compleanno.

Marcia - 24/9/2009 - 00:57


E' bellissima anche la versione con Mercedes Sosa e Shakira la cui voce, in questa canzone, e' commovente

Maurizio Cetica - 14/11/2014 - 12:39



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