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Ci andai perché ci si crede

Valentino Naldi
Lingua: Italiano


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La ballata di Franco Serantini
(Canzoniere del Proletariato)


[aprile 1975]

Canzone mai incisa su disco, ispirata all'uccisione dell'anarchico Franco Serantini a Pisa, il 5 maggio 1972 (si veda anche "La ballata di Franco Serantini"). (Riccardo Venturi)
Santo Catanuto e Franco Schirone informano nella pagina dedicata a questa canzone nel volume "Il canto Anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento" (2a edizione, ed. Zero in Condotta, Milano 2009, p. 318): "Pubblicata sul settimanale anarchico 'Umanità Nova', è accompagnata da una breve lettera alla redazione in cui l'autore informa di avere abbozzato questa canzone-ballata nell'aprile 1975 e definitivamente ultimata nel settembre 1976, dopo aver letto una poesia di Dario Brondello di Torino da cui ha tratto liberamente il testo per la canzone."
Era Franco Serantini
e non era fra i primi
a morire per i calci di scarpone.

Ci andò "perché ci si crede"
fu malmenato sul marciapiede
e in prigione lasciato senza assistenza.

È lontana la Sicilia
il collegio che famiglia!
Ci guadagni a vivere tra i compagni.

Hai vent'anni e mille affanni
nella vita solo inganni
è un potere che uccide sempre.

Vaffanculo alla magistratura:
è la solita fregatura,
78/72 è chiuso il caso.

Resta in pace non parlare
già sappiam che cosa fare:
«Ci andai perché ci si crede»

inviata da Riccardo Venturi



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