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Notte di San Severo

Casa Del Vento


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(Nuto Revelli)
Fuochi sulla montagna
(Casa Del Vento)
Lettera dal campo di concentramento di Renicci
(Casa Del Vento)


San Severo è ormai un villaggio disabitato e diroccato sulle colline d'Arezzo. Davanti alla chiesa cadente resta solo un monumento con nomi e foto ingiallite di 17 uomini fucilati il 16 Luglio del '44 dai nazisti, il giorno prima della liberazione d'Arezzo. Tra questi c'era Silvestro, padre di 8 figli e nonno di Luca e Sauro, oggi voce e fisarmonica nella Casa del Vento.

Dall'album "900" di "Cisco e la casa del vento".
La canzone è cantata da Cisco Bellotti, voce dei Modena City Ramblers ed è stata reinterpretata dai MCR (insieme alla Casa del Vento) nell'album "Appunti Partigiani".

Per la storia completa della strage di San Severo rimandiamo al sito La Grande Famiglia


ciscocasaventoNel 2001 uscì per Mescal "900", un album apprezzato dalla critica e amato da un pubblico che fedelmente seguì la "Casa del Vento" attraverso una coinvolgente tournèe . "900" oltre a contenuti di spessore e suoni coloratissimi, aveva uno specialissimo ospite: "Cisco" Bellotti, cantante dei Modena City Ramblers. Il 15 Luglio 2002 Mescal e Social Forum presentano un importantissimo progetto con la band aretina. Dopo i fatti di Genova, e già sulla scia di brani intensi come A las barricadas, che trattavano questioni legati ai problemi della globalizzazione, il gruppo ha incentrato il proprio interesse artistico verso le riflessioni sociali e culturali che il movimento sta perseguendo. Con Vittorio Agnoletto e gli altri portavoce del Social Forum si è deciso di proporre anche qualcosa di musicalmente significativo per il movimento; ecco allora i due brani che la band di Arezzo aveva scritto subito dopo i fatti di Genova: "Genova Chiama" e "La Canzone di Carlo".

La prima, intitolata "Genova chiama", parafrasando una famosa canzone dei Clash (London Calling), rappresenta un vibrante richiamo ad un impegno sociale che parta "dal basso" e che porta le persone a manifestare sia il proprio dissenso verso le posizioni neo-liberiste, sia la propria voglia e necessità di costruire un mondo più giusto e con regole diverse. "Genova Chiama" è stata scelta dai portavoce del Social Forum (No Global) come inno ufficiale del movimento italiano. La seconda, "La Canzone di Carlo", citazione tratta da un film del regista inglese Ken Loach (La canzone di Carla), è una ballata dedicata a Carlo Giuliani, brano che affronta con poesia e con passione, ciò che è successo quel maledetto 20 luglio 2001.

A breve ci sarà la pubblicazione di un EP, intitolato "Genova Chiama". L'album sarà distribuito da Il Manifesto e Carta, e verrà venduto nelle Librerie Feltrinelli e in altri punti vendita della rete del quotidiano Il Manifesto. Includerà 4 brani: Genova chiama, La canzone di Carlo, Carne da cannone e Notte di San Severo (queste ultime due estratte dall'album "900" ). I proventi verranno interamente devoluti al Social Forum per il finanziamento di progetti a scopo sociale. L’operazione sarà promossa, per ciò che riguarda la carta stampata, da Il Manifesto, Carta, Liberazione e L'Unità, oltre a godere della collaborazione di Smomoranda. Vi sarà un intensa campagna di promozione e un live di presentazione su Popolare Network, partecipe nei mesi preparatori dell’anno scorso alle manifestazioni anti G8 e in seguito testimone dei gravissimi fatti di Genova. Popolare Network vuole accompagnare in modo significativo, col suo sostegno e la sua presenza, le iniziative del movimento. In questa cornice, le radio indipendenti che compongono il network sono felici di promuovere il progetto Casa del Vento & Social Forum accanto alle altre testate con cui condividono principi e valori fondamentali, che si traducono anche in informazione, cultura e musica.
Infine verranno realizzate delle presentazioni con mini set live (es: Librerie Feltrinelli). Il tutto associato ad un tam-tam con la Rete dei Forum Sociali di di tutta Italia.
La Casa del Vento si propone nella prossima estate come una delle band più attente verso le tematiche legate al No Global, trasportando nei concerti l'energia che tale progetto sta delineando. Ma nel live estivo non solo "Genova Chiama" e "La canzone di Carlo", verranno affiancate ai brani contenuti in "900" (Carne da cannone, A Las Barricadas, Novecento, Brucia la città, Notte di San Severo e altre). Saranno infatti proposte in anteprima le nuove canzoni inedite, che faranno parte del prossimo album della Casa del Vento, previsto per l’autunno 2002.








appunti partigianiModena City Ramblers Appunti partigiani

Appunti partigiani è l'ottavo album dei Modena City Ramblers (il settimo in studio). L'album riprende idealmente Materiale Resistente (con ovvi riferimenti a un periodo storico molto caro ai Modena) prodotto 10 anni prima (1995) da Giovanni Lindo Ferretti, richiama a raccolta molti ex Ramblers: Alberto Cottica, Massimo Giuntini, Luciano Gaetani e Giovanni Rubbiani, oltre ad altri compagni di viaggio Paolo Rossi, Gang, Bandabardò e Casa del vento

Bella ciao con Goran Bregović (Tradizionale)
Auschwitz con Francesco Guccini (Francesco Guccini)
Oltre il ponte con Moni Ovadia (Italo Calvino, tradizionale, Liberovici)
I ribelli della montagna con la Bandabardò (Tradizionale)
La guerra di Piero con Piero Pelù (Fabrizio De André)
Al Dievel con il Coro delle Mondine di Novi
All you fascists con Billy Bragg (Woody Guthrie)
Notte di San Severo con la Casa del Vento (Casa Del Vento)
Il sentiero (liberamente ispirato a Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino)
Il partigiano John con Bunna (Africa Unite)
L'unica superstite con Fiamma
Spara Jury - con Paolo Rossi (C.C.C.P.)
La pianura dei sette fratelli con i Gang (Marino e Sandro Severini)
Pietà l'è morta con Ginevra Di Marco (Nuto Revelli)
Viva l'Italia con Cisco, Ginevra, Piero, Morgan, Bunna, Paolo, Erriquez, Marino (Francesco De Gregori)





I primi di luglio, il Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale di Arezzo, di concerto con le formazioni in collina, decide per l'occupazione della città da parte di un nucleo di partigiani, in attesa dell'imminente attacco alleato. Reparti partigiani cominciano a scendere da Catenaia alle propaggini di Poti, occupando posizioni sempre più avanzate e attirando inevitabilmente l'attenzione dei tedeschi. Sembra addirittura che il 12 luglio lo stesso Kesserling convochi una riunione con i comandi della zona ad Antria, sede della 304ma divisione di fanteria, per allestire una massiccia operazione antipartigiana.
Il 14 i partigiani, direttisi verso la pianura per portare a termine la liberazione della città precedentemente concordata con gli inglesi, rimangono scoperti a causa del ritardo degli alleati. Considerate le proprie condizioni di drammatica inferiorità, determinate dal logoramento degli uomini e dalla povertà delle munizioni, le formazioni decidono di sganciare, sfuggendo per tempo al rastrellamento messo in atto da due grosse colonne tedesche in ritirata. Nascoste le armi e abbandonati i 17 prigionieri tedeschi in una grotta, i partigiani si mimetizzano fra i civili nelle case di Pietramala e Molin dei Falchi.
All'alba del 14 luglio i tedeschi muovono verso Pietramala e Molin dei Falchi con l'obiettivo di recuperare i commilitoni fatti prigionieri e di compiere un'operazione di controguerriglia. Costrette alla fuga le poche sentinelle disarmate e liberati i prigionieri, i tedeschi si danno alla ricerca dei partigiani, guidati da uno degli ufficiali detenuti, tale Hans Plumer, medico della prima compagnia di sanità del 171° reggimento di fanteria, particolarmente agguerrito nel sostenere un rastrellamento e una punizione totale delle persone incontrate nella zona, senza distinzione di età e di sesso: è proprio lui, nella testimonianza resa dal parroco Don Lazzeri agli inquirenti inglesi, ad indicare nei civili fatti prigionieri nei dintorni i partigiani responsabili della sua detenzione e a pretenderne la condanna a morte. I tedeschi appiccano il fuoco alle abitazioni incontrate nella loro marcia, uccidono e rastrellano. Liberandosi per la strada degli ostaggi in difficoltà (una donna incinta, sua madre, alcuni bambini e anziani), conducono poi il gruppo dei prigionieri - misto di partigiani e civili e sempre più infoltito dagli arresti compiuti nei diversi centri di Pietramala, Vezzano, Castellaccio, Molin dei Falchi - a Villa Mancini (altrimenti detta Villa Tigliosi).
Fra i 30 detenuti rinchiusi nel garage di Villa Tigliosi sono compresi alcuni notissimi capi partigiani: Eugenio Calò, Mario Sbrilli, il maresciallo di Marina Lisi, che avendo comandato la guardia ai prigionieri viene riconosciuto, interrogato senza esito e selvaggiamente percosso, Ricapito e Mattioli. Dieci uomini sono selezionati e picchiati da due ex prigionieri con un frustino e un tubo di gomma. Le percosse sono estese a tutti i 48 uomini che, ormai moribondi, sono portati nel cortile, seppelliti in tre fosse, a strati, e fatti esplodere con la gelatina.
Il disprezzo nei confronti delle vittime è dimostrato dalle modalità dell'esecuzione e dal successivo divieto di sepoltura. Quello stesso pomeriggio i tedeschi in ritirata abbandonano San Polo: soltanto il 17 luglio, dopo l'ingresso in paese degli inglesi, l'arcivescovo Don Angelo Lazzeri può riesumare e seppellire i corpi nel cimitero.
Alla strage può essere accorpato l'episodio di San Severo, effettivamente compiuto nello stesso giorno dalle stesse truppe in ritirata, appartenenti alla 305 divisione di fanteria. Il paese, dopo la rappresaglia di Staggiano era stato abbandonato dalla maggioranza degli uomini, timorosi delle ripercussioni della ritirata. Il mattino del 14, una quindicina di tedeschi provenienti da Peneto entrano in paese, radunano gli uomini presenti e, attraversato un boschetto di rovi, li portano presso un poggio, distante circa 500 m dall'abitato. Esaminati i documenti degli uomini, decidono di rilasciarne tre: accostati i restanti 16 ad un masso, li fucilano.

Partecipano all'operazione il 274° reggimento corazzato della 94a Divisione di fanteria, comandato dal ten. Ewert e assegnato temporaneamente alla 305a divisione di fanteria, e un reparto della 304ma divisione di fanteria, guidato dal generale Hauck.
Gli ufficiali ricercati dalla giustizia britannica erano il generale Hauck, il tenente Wolf Ewert e l'ufficiale medico Hans Plümer. Ma la mancata Norimberga italiana finì per seppellire l'intero procedimento. Il caso fu riaperto nel 1972 dalla procura tedesca di Gießen, ma archiviato appena un anno dopo con un nulla di fatto.
In Italia, il procedimento fu archiviato dal procuratore militare Santacroce nel 1960 e il suo fascicolo finì rinchiuso nell'ormai noto "armadio della vergogna". Trasferita presso la Procura militare di La Spezia nell'aprile 1995, l'indagine è stata prima chiusa con decreto del 22 dicembre 2000, a causa della morte del principale indiziato, il tenente Ewert, avvenuta nel marzo 1994, poi recentemente riaperta dall'attuale procuratore Marco De Paolis.
(DQ82)
L'estate del '44
Fu la più calda di tutto il secolo
Perché vent'anni di fame e miseria
Per le visioni in camicia nera
Che ci portarono in mezzo a una guerra
A cui ribellarsi era cosa seria
E la montagna fu madre
Dei combattenti bambini.

Silvestro era un uomo grande
Che conosceva espedienti a memoria
Come un albero ed il suo nome
Non si piegava alle intemperie
E così alle dittature
E alla propaganda esaltata
Che assicurava grandezza
Dove grandezza non c'era.

Ma i tedeschi che sparavano
E gridando distruggevano
E le donne che imploravano
I bambini che piangevano
E le case che bruciavano
Ed i fuochi divampavano
E le donne che imploravano
I bambini che piangevano.

Noi, saremo soli
A portare la croce e la storia
Noi, saremo soli
Contro uomini senza memoria.

Quella notte a San Severo
Si aspettava una rappresaglia
Silvestro impaurito
Non stette a pensare
Con sua moglie e i suoi otto figli
Lasciò il paese e la casa
Per passare la notte
Nella boscaglia.

La notte passò in fretta
Tra il freddo e qualche favola
Ma sembrò la più bella di tutte
Col suo cielo d'estate
Non si sentì alcun rumore
Dal paese lasciato
Silvestro decise che sarebbe tornato.

Ma i tedeschi li aspettavano
Ed i padri catturarono
E le donne che imploravano
I bambini che piangevano
E nel bosco li portarono
E poi dopo li bendarono
E da bestie fucilarono
Venti padri che morivano.

Noi, saremo soli
A portare la croce e la storia
Noi, saremo soli
Contro uomini senza memoria...

inviata da Lorenzo Masetti


Questa canzone deve far pensare... tutte quelle persone che inneggiano ancora oggi a quei periodi bui che hanno contrassegnato la storia italiana.
Io l'ho ascoltata per caso, e oggi ho messo il repeat allo stereo e l'ho sentita 6-7 volte.
È una canzone che mi fa commuovere.... non scherzo. Saluti ai compagni

thomas da livorno - 2/12/2004 - 15:48



Lingua: Inglese

Versione inglese di ZugNachPankow
THE NIGHT OF SAN SEVERO

The summer of 1944
was the hottest of the century
after twenty years of hunger and misery,
poverty, and the blackshirts
who brought us into a war
where rebellion was not an option
The mountains were a mother
to a thousand child soldiers

Silvester was a great man
who knew every trick at heart
like the tree carrying his name,
he didn't bend to the bad weather
neither did he bow to dictatorships
and exhalted propaganda
which assured prosperity
where prosperity was not.

But the Germans were shooting,
and shouting, destroying
The women begging,
the children crying
the houses burning,
the fires rising
And the women begging,
the children crying.

We will be alone, carrying the cross of history
We will be alone, against men who have no memory.

That night, in San Severo
a reprisal was expected
Silvestro didn't think twice:
with his wife and his eight children
he left his house and the town
and spent the night
in the surrounding woods.

The night went by quickly
with cold wind, and a few fairy tales
but it was the nicest of them all
with the starry summer sky
They didn't hear any noise
from the town they had left
Silvester decided he would come back

But the Germans were waiting for them
They arrested the fathers
And the women were begging,
and the children crying
They brought them into the woods,
blindfolded them,
and like beasts shot them,
twenty fathers - dying.

We will be alone, carrying the cross of history
We will be alone, against men who have no memory.

inviata da ZugNachPankow - 14/7/2016 - 20:22


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