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Ζαβαρακατρανέμια

Nikos Xylouris / Νίκος Ξυλούρης




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Zavarakatranémia
Στίχοι: Γιάννης Μαρκόπουλος
Μουσική: Γιάννης Μαρκόπουλος
Πρώτη εκτέλεση: Νίκος Ξυλούρης
Άλλες ερμηνείες: Χαράλαμπος Γαργανουράκης || Χαρούλα Αλεξίου
Versi: Yannis Markopoulos
Musica: Yannis Markopoulos
Primo interprete: Nikos Xylouris
Altri interpreti: Haralambos Garganourakis / Haroula Alexiou


zavarakatra


Ho visto anche che Giuseppino Sifis ha preso l'aire, è un piccolo fenomeno, davvero. La sua ultima mi ha fatto venire in mente un bel video su You Tube, dove le immagini - fortissime -che commentano Ζαβαρακατρανέμια di Markopoulos cantata da Xylouris sono dedicate a Gaza. Non avevo mai pensato di mandartela, perché il testo è del tutto privo di significato apparente. Ho provato a vedere in stixoi se da qualche commento dei (numerosissimi) visitatori se ne ricavi qualcosa: e qualcosa c'è. Sembra sia stata una "sfida" di Markopoulos alla Giunta: un testo incensurabile per una musica che tutti avrebbero capito nel suo senso verace. E così fu, pare. Si ricava anche altro: per esempio un tentativo di spiegare certe parole, come si faceva a scuola con Pape Satan: ma lascio fare a te. Leggi quello che dicono e, se sei d'accordo, mettila, perché con queste spiegazioni la canzone - oltre che essere bella e ben cantata - costituirebbe un caso davvero singolare. - Gian Piero Testa

In effetti, sia leggendo i commenti su stixoi, sia agendo in proprio, qualcosa di ben più preciso se ne può ricavare. Come dire, il testo "non vuol dire niente" solo in apparenza, quasi fosse una sorta di...canzone in codice. Ma rimando per questo al commento apposito [RV]
Ζαβαρακατρανέμια ζαβαρακατρανέμια
Αλληλούια αλληλούια

Ζαβαρακατρανέμια ίλεως ίλεως
λάμα λάμα νάμα νάμα νέμια
Αλληλούια αλληλούια

Ίλεως ίλεως ίλεως
ίλεως ίλεως νέμια
Ίλεως ίλεως ίλεως ίλεως
λάμα λάμα νάμα νάμα νέμια
Αλληλούια αλληλούια

Ζαβαρακατρανέμια ζαβαρακατρανέμια
Αλληλούια αλληλούια

Ζαβαρακατρανέμια ίλεως ίλεως
λάμα λάμα νάμα νάμα νέμια
Αλληλούια αλληλούια
Αλληλούια αλληλούια

inviata da CCG/AWS Staff - 7/6/2009 - 13:58




La trascrizione del testo in caratteri latini. Si tratta di una trascrizione di massima, semifonetica, a corredo del testo originale.
ZAVARAKATRANEMIA

Zavarakatranémia zavarakatranémia
Aliluia aliluia

Zavarakatranémia íleos íleos
láma láma náma náma némia
aliluia aliluia

Íleos íleos íleos
íleos íleos némia
íleos íleos íleos némia
láma láma náma náma némia
aliluia aliluia

Zavarakatranémia zavarakatranémia
aliluia aliluia

Zavarakatranémia íleos íleos
láma láma náma náma némia
aliluia aliluia
aliluia aliluia

inviata da Riccardo Venturi - 7/6/2009 - 14:30


Come brevemente accennato nell'introduzione, Zavarakatranemia rappresentò una sorta di scommessa per Yannis Markopoulos. Come commenta un anonimo su stixoi.info: "Ζαβαρακατρανέμια". Το τραγούδι έχει γραφτεί επί χούντας και ήταν ένα "στοίχημα" του Μαρκόπουλου με τον εαυτό του άν μπορεί να γράψει ένα τραγούδι που στην ουσία να μην λέει τίποτα, να περάσει τη λογοκρισία, και να συγκινήσει τον κόσμο. Στην ουσία δηλαδή, δεν έχει "κάποιο νόημα". Ο Μαρκόπουλος όμως τα κατάφερε και το τραγούδι τραγουδιέται ακόμη... . “Zavarakatranemia: la canzone fu scritta contro la Giunta ed era una 'scommessa' di Markopoulos con se stesso, se fosse capace di scrivere una canzone che in realtà non volesse dire nulla, per passare la censura, ma che potesse suscitare l'emozione della gente. In effetti, non ha alcun significato. Eppure Markopoulos ce la fece, e la canzone viene ancora cantata...”

Però non è del tutto vero che le parole della canzone non abbiano “alcun significato”. Tutt'altro, a partire dallo stesso titolo (che viene ripetuto spesso nel testo). Lo stesso Markopoulos ebbe a spiegare successivamente che era formato da “antiche parole greche”:

  • ζάβαρα = λάβαρα “bandiere” (cfr. il latino labarum e l'italiano labaro);
  • κάτρα = μαύρα “nere” (derivato dall'italiano catrame);
  • νέμια = forma verbale iperdemotica (o semplicemente storpiata?) dell'aoristo ανέμισαν = “sventolarono”

  • La frase significherebbe quindi: “Sventolarono bandiere nere”. Ciò sembra riportare a dei “pirati”, ma la cosa è ovviamente benissimo adattabile ai veri pirati del tempo e alle loro bandiere nere, i militari fascisti che avevano in mano la Grecia (e che ospitavano e addestravano in territorio ellenico ogni sorta di neofascisti europei, in primis quelli italiani). La cosa comincia quindi ad apparire piuttosto chiara.

    Quanto a ίλεως, altra parola chiave e ripetuta molto spesso nel testo, Markopoulos non si pronunciò al riguardo. Esistono due ipotesi entrambe plausibili: che si tratti di un omofono di είλεος, variante di έλεος “pietà, misericordia” (si avrebbe quindi qualcosa come: “Sventolarono bandiere nere; (e noi chiediamo) pietà!”; oppure, mantenendoci sulle “antiche parole greche” suggerite da Markopoulos, ancora più probabilmente (e semplicemente) è l'aggettivo greco classico (con “declinazione attica”) ἵλεως “mite”, “soave”, in greco neotestamentario “pietoso, misericordioso” e anche “propizio”: ἵλεώς σοι ὁ Θεός “Dio abbia pietà di te”, “Iddio ti sia propizio”.

    Quanto al resto, il carattere di invocazione sembra essere confermato da αλληλούια (l'unica parola che abbia un senso del tutto chiaro); per λάμα e νάμα si tratta di parole greche esistenti, la prima derivata dall'italiano e con il significato di “lama, coltello, arma da taglio” e la seconda con il significato proprio di “acqua pura di fonte” (già nel greco classico νᾶμα), ma anche, ben più interessante, "vino da messa" e con quello traslato di “dogma di fede” (specialmente al plurale: νάματα). Con una frase ellittica (tipica della lingua greca in tutte le sue fasi storiche) λάμα νάμα si può intendere come “la lama (il coltello, la spada) è il loro dogma di fede”, confronta frasi italiane come “fratelli, coltelli”. Si potrebbe quindi ricostruire una sorta di “traduzione”:

    Sventolarono bandiere nere, sventolarono bandiere nere
    alleluia alleluia

    Sventolarono bandiere nere, Dio abbia pietà di noi!
    Brandirono la spada come un dogma di fede
    alleluia alleluia

    Sventolarono bandiere nere, Dio abbia pietà di noi!
    Brandirono la spada come un dogma di fede
    alleluia alleluia

    Dio abbia pietà di noi!
    Dio abbia pietà di noi, brandirono
    la spada come un dogma di fede
    alleluia alleluia

    Sventolarono bandiere nere, sventolarono bandiere nere
    alleluia alleluia

    Sventolarono bandiere nere, Dio abbia pietà di noi!
    Brandirono la spada come un dogma di fede
    alleluia alleluia
    alleluia alleluia


    Una vera e propria canzone in codice, dunque, ed un esempio perfetto di come si possa beffare la censura durante una dittatura. E, se l'ipotesi della "lama come dogma di fede" è anche in parte corretta (o anche la "lama come vino da messa"), appare esattamente quel che fu la dittatura dei colonnelli sorretta -come dubitarne!- dalla chiesa ortodossa: la "lama", cioè la violenza delle armi, con il conforto del dogma di fede (o del vino da messa). Non per niente lo slogan della Giunta, creato da Papadopoulos in persona, era (in katharevousa): Ελλάς Ελλήνων χριστιανών "Grecia dei greci cristiani".

    Riccardo Venturi - 7/6/2009 - 14:56


    Un saluto ai moderatori e agli utenti.
    Markopoulos, persona di poche parole, premette:

    ίλεως = έλεος
    νάμα = βάπτισμα
    λάμα = μαχαίρι

    poi decripta il testo nel seguente modo (lascio a Voi la traduzione):

    Δύναμη (κράτα) ενάντια στην σκουριά. Αλληλουχία.

    (Αλληλουχία = invito alla coesione contro il nemico?)

    Vasiloukos - 30/8/2015 - 23:28


    Gentile Vasiloukos,

    Innanzi tutto un caro saluto a Lei e benvenuto in questo sito.

    L'interpretazione, o decrittazione, fornita da Markopoulos ("abbi forza contro la ruggine, coerenza/consequenza") dev'essere presa semplicemente così com'è, in quanto fonte assolutamente primaria, e La ringraziamo per avercela voluta fornire.

    Non so, sinceramente, se l'αλληλουχία menzionata da Markopoulos possa essere interpretata come un "invito alla coesione contro il nemico"; è senz'altro possibile, anche se potrebbe essere interpretata anche come un invito alla coerenza con le proprie idee e con le proprie azioni. Geniale comunque la "mascheratura" con Αλληλούια, l'alleluja biblico insomma, che significa alla lettera, come Lei sicuramente saprà, "lodiamo Iddio", dall'ebraico הַלְּלוּיָהּ.

    Ci scuserà se abbiamo riportato le parole greche menzionate nel Suo intervento nell'alfabeto greco di competenza; in questo sito, noto per la sua estrema cura testuale, non è accettato l'orripilante "Greeklish" che lasciamo volentieri ai "social networks" e ai telefonini. Piuttosto, per cortesia, usi una trascrizione italiana di massima; ma sarebbe bene che qualsiasi cosa in greco fosse scritta nell'alfabeto originale.

    Grazie e ci scusi ancora, rinnovandoLe il nostro benvenuto. Cordiali saluti.

    Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 31/8/2015 - 04:56


    Ringrazio per il benvenuto e per la risposta. Avete fatto bene a trascrivere in greco. Io non ho i caratteri greci sul PC e non so mai se scrivere come si pronuncia e se mantenere la h per eta e la w per omega, la x poi è un bel problema perché il Lettore dovrà indovinare se si tratta di x rossa o x blu, per dirla con Margherita Guarducci (x nel senso di ks oppure di aspirazione) quando classificò gli alfabeti greci di Sicilia e Magna Grecia. Eccellente il Vostro sito e la acribia profusa nel redigerlo.

    Vasiloukos - 31/8/2015 - 11:18


    Se posso permettermi un suggerimento per una più agevole fruizione del sito:
    nonostante io abbia inserito la mia mail prima di scrivere il commento, non ho mai ricevuto notifica quando aggiungete una risposta; devo quindi o lasciare sempre aperta la tab nel browser ed aggiornare per vedere se c'è qualche risposta oppure ricordarmi le parti del sito in cui ho scritto. Sarebbe peccato che mi sfugga qualche risposta. Se non funziona la notifica via mail quale è allora lo scopo del campo mail? Grazie.

    Vasiloukos - 31/8/2015 - 13:22


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