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Addio padre e madre addio

anonimo


Lingua: Italiano


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Autore sconosciuto
(1916)



Nella nota riguardante il brano che compare su "Canzoni italiane di protesta - 1794/1974 - Dalla Rivoluzione Francese alla repressione cilena", a cura di Giuseppe Vettori, Paperbacks poeti/26, Newton Compton Editori, 1974, si possono leggere alcuni passi tratti dalle sentenze dei tribunali miltari della 1 guerra mondiale (da Forcella e Monticone, "Plotone di esecuzione", Laterza, Bari, 1972).

Riporto un paio di passi che mi sembrano significativi:

"Il 7 luglio 1916 il soldato P.G. spediva dalla zona di guerra al proprio padre una lettera in cui si diceva fra l'altro quanto segue: 'Abbiamo del gran danno, dei gran guasti alle armi. Se facciamo un altro combattimento finite a quelle restiamo senza del tutto. E quello non è niente a confronto dei tanti morti, di circa 30.000, per guadagnare 4 pietre e 4 boschi. Se non finisce queste cose si diventa matti. Con i lavori che si fa a tribolare si va fuori con la testa di tutto. Mangiare poco e male... il pane duro e pieno di muffa, la carne congelata che viene dalla America che sfocessa un ghiorno - lasciare mangiare i soldati come le bestie... pane che ha tre quarti di farina e porcherie e una di frumento: mettono dentro una biada in modo che viene duro come se fosse di cemento. Siamo sani per miracolo. Secchi, magri, senza far la barba e sporchi come le bestie. Altro che i giornali che parlano che i soldati al fronte stanno bene, mangiano e bevono. Vorrei farli provare un giorno o due ai Signori d'Italia che ridono al caffè quando leggono sul giornale Vittorie dei soldati italiani... se provassero, se vedessero un minuto solo le cose che toccano ai poveri soldati, scapperebbero sotto terra...'
[1 anno di reclusione, lire 200 di multa]

"il 16 marzo 1918 in zona di questo corpo d'armata presso reparti di prima linea, il P.F. rivolse ai soldati della 1486a compagnia mitragliatrici FIAT le seguenti istruzioni: 'Per andare a casa dovremo fare così: abbandonare le armi e andarcene; e agli ufficiali che ce ne chiedessero ragione rispondere che si agirebbe così per ordine di noi stessi; e se volessero fare qualche cosa sarebbe facile metterli a posto' tentando di togliere in tal modo ad un reparto dell'esercito operante il mezzo di agire contro il nemico, e facilitando così al nemico il modo di meglio difendersi e maggiormente nuocere. In pubblica udienza, l'accusato ha ammesso il fatto a lui addebitato."
[Contadino ventiduenne, incensurato. Condannato a morte] [Alessandro]
Addio padre e madre addio,
che per la guerra mi tocca di partir,
ma che fu triste il mio destino,
che per l'Italia mi tocca morir.

Quando fui stato in terra austriaca
subito l'ordine a me l'arrivò,
si dà l'assalto la baionetta in canna,
addirittura un macello diventò.

E fui ferito, ma una palla al petto,
e i miei compagni li vedo a fuggir
ed io per terra rimasi costretto
mentre quel chiodo lo vedo a ventr.

"Fermati o chiodo, che sto per morire,
pensa a una moglie che piange per me",
ma quell'infame col cuore crudele
col suo pugnale morire mi fé.

Sian maledetti quei giovani studenti
che hanno studiato e la guerra voluto,
hanno gettato l'Italia nel lutto
per cento anni dolor sentirà.



Lingua: Italiano

Una versione diversa, come accade spesso per le canzoni popolari
Addio padre e madre addio
che per la guerra tocca di partir
ma che fu triste il mio destino
che per l'Italia mi tocca di morir.

Lascio la moglie con due bambini
o cara mamma pensaci tu
quand sarò in mezzo a quegli assassini
mi uccideranno e non mi vedrai più.

Quando fui stato in terra austriaca
subito l'ordine a me m'arrivò
mi dan l'assalto la baionetta in canna
addirittura un macello diventò.

E fui ferito ma da una palla al petto
i miei compagni li vedo a fuggir
ed io per terra rimasi costretto
mentre quel chiodo lo vedo a venir.

Fermati o chiodo che sto per morire
pensa a una moglie che piange per me
ma quell'infame col cuore crudele
col suo pugnale morire mi fé.

Voialtre mamme che soffrite cosí tanto
per allevare la bella gioventú
nel cuor vi restano lacrime e pianto
pei vostri figli che muore laggiú.

Sian maledetti quei giovani studenti
che hanno studiato e la guerra han voluto
hanno gettato l'Italia nel lutto
per cento anni dolor sentiranno.



Lingua: Italiano

“O Germania che sei la più forte” è stata scritta durante la Resistenza sull’aria del canto più conosciuto come “Addio padre e madre addio”, ma la metrica è la stessa di “O Venezia"
O GERMANIA CHE SEI LA PIÙ FORTE

O Germania che sei la più forte
fatti avanti se ci hai del coraggio
se la repubblica ti lascia il passaggio
noi partigiani fermarti saprem.
Se la repubblica ti lascia il passaggio
noi partigiani fermarti saprem.

Al comando dei nostri ufficiali
caricheremo fucile e mitraglia
ma se per caso il colpo si sbaglia
a bombe a mano l'assalto si dà.

Quanti morti e quanti feriti
quanto sangue s'è sparso per terra
ma il partigiano sul campo di guerra
sarà difficile poterlo fermar.

6/4/2008 - 01:44




Lingua: Italiano

La versione di Paolo Pietrangeli
Da Antologia (2009) di cui era uno dei 5 inediti.



Nella versione di Pietrangeli a salutare i genitori è un figlio che lascia la sua terra e famiglia per emigrare.
ADDIO PADRE E MADRE ADDIO (IL CLANDESTINO)

Addio padre e madre addio
Che c'è una barca che salpa con me
Con cento anime la mia donna e un destino
Che in questa terra destino non c'è
Addio madre non piangere tanto
Addio padre ché io piango di più
Va via tuo figlio rimane il rimpianto
Salpa la barca e la tua gioventù.

Ti porterò per mano sull'altare
Dipingeremo casa verde e blu
Con gli stessi colori di quel mare
Che ci trasporterà laggiù
M'hai portato alla soglia dell'altare
Da quel momento non t'ho visto più
Una parola sola per spezzare
Non era il sì che t'aspettavi tu
Clandestino e tu non sei più tu
Clandestino e tu non ci sei più

Fermati giudice non fare finire
Le ore e il tempo della libertà
Ma quell'infame dal cuore crudele
Con la sua legge morire mi fa
Sian maledetti quei giovani studenti
Che hanno studiato e la guerra voluto
Hanno gettato l'Italia nel lutto
Per mille anni dolore sentirà
Clandestino e tu non sei più tu

inviata da Dq82 - 3/3/2018 - 10:54



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