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Dopoguerra

Vanni Scopa
Lingua: Italiano


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Masters Of War
(Bob Dylan)
La libertà
(Vanni Scopa)
Chissà perché
(Vanni Scopa)


[1977]
Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Paolo Ricci - Vanni Landi (“Vanni Scopa”)
Album / Albumi: Movimento


VANNI SCOPA: MOVIMENTO

BAZAR B 0771
Giugno 1977
Matrici: MC40-770A/MC40-770B, 31 maggio 1977
In etichetta non c'è indicazione dell'autore del testo delle versioni in italiano delle canzoni di Bob Dylan
Registrazioni effettuate nello studio 2M di Bologna
Missaggi di Annibale Modoni
Copertina di Daniele Giunchi
Sul retro di copertina i testi delle canzoni
e una nota di presentazione firmata da Adler Raffaelli
Fotografie di S. Obino


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“In un mondo dove ci sono falsità e veleni, ci sono occhi e battiti vitali che anelano luce e gioia di purezza. Fuori del soffocamento, della prigione e dell'esistenza a una dimensione c'è una libertà che è libertà. È un movimento senza definizioni e senza collocazioni: una situazione che attrae come qualcosa che si ha bisogno di provare.
Ci sono nel mondo nevrosi, delusione da risucchio e da contrazione per atti attesi ma rimasti nelle braccia valide, nel cuore e nel cervello tenuti in riposo.
Un'andatura di suoni e di parole, di gesti e di sogni apre e illumina, libera e conduce fuori, alla libertà e al movimento. Può essere. Lo è, anche. Lo prova Vanni Landi, cioè Scopa. Alla sua voce, al suo strumento egli affida onde che si trasmettono, non come in fluttuazioni istintive o in abbandonata deriva: anzi, piuttosto come in una consapevole elaborazione felice, non affaticata.
Vanni Scopa canta e suona brani di “movimento”, con ispirazione sua, di Ricci e di Dylan, col concorso degli strumenti suoi compagni.
Un incalzare collegato di esperienze, di comunicazioni, di richieste.”

Adler Raffaelli

Vanni Landi (Vanni Scopa)
Vanni Landi (Vanni Scopa)


Vanni Landi, in arte Vanni Scopa, fu attivo sin dai primi anni 70 e, come vedremo nelle bonus tracks, le sue origini vanno ricercate proprio nel campo del rock progressivo. Lo dimostrano i due singoli (con identico lato B), che registrò nel 1972 con gli Hellzapoppin, band della quale fu membro fondatore. Quello che qui presentiamo è il suo primo lavoro come solista, uscito nel 1977 per la piccola etichetta Bazar. L'album si presenta nel miglior modo possibile, grazie alla bellissima copertina dell'artista Daniele Giunchi. Ben 4 sono le cover, tutte di canzoni di Bob Dylan e tutte traslate in italiano con testi che definirei "coerenti", anche se "in etichetta non c'è indicazione dell'autore del testo delle versioni in italiano delle canzoni di Bob Dylan", come riporta il sito della "Discografia Nazionale della Canzone Italiana", organo ufficiale dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, dalla quale provengono alcune delle informazioni riportate in questo post. Presumo che l'autore in questione potesse essere lo stesso Vanni Landi. Delle quattro cover di Dylan la mia personale preferenza va a "Signori della guerra", rilettura di "Masters of war", davvero convincente anche nella versione di Vanni Scopa. Fra le canzoni inedite si segnalano il cupo blues "Dopoguerra", che apre degnamente il disco, la dolce "Appunto per gioco", le gradevolissime "Alimentazione" e "Chissà perchè", che parlano con linguaggio semplice di grandi problemi. Trovo poi molto interessante l'ultimo pezzo, "Rabbia e Movimento", dove si auspica con ottimismo di una rinascita di quel movimento che fece grandi cose nei seventies ("...E già qualcuno vive di ricordi. Ma stamattina il sole s'è svegliato e nuova luce ancora ha regalato, ha avuto la pazienza d'aspettare che se ne andasse il buio della notte. Così chi ha perso ormai ogni speranza, si guardi attorno e osservi il movimento..."). Interpretazione ancronistica questa, gli eventi lo dimostrarono, come tutti sappiamo, con l'avvento del punk e la definitiva scomparsa del movimento così come era inteso prima. Interessantissimo per approfondire queste tematiche è l'excursus storico effettuato dal nostro amico J.John di John's Classicrock, nell'articolo linkato e nei due successivi che lo completano, intitolati e dedicati proprio al Movimento del 1977.
Verso la Stratosfera

I testi dell'album (tranne 3, 4 e 5 contribuiti da Alberto) sono stati ripresi direttamente dalla fotografia del retro dell'album, passati all'OCR da DQ82 e poi rieditati (eliminando le "tutte maiuscole" e correggendo anche numerosi errori di ortografia che vi sono presenti).
Un ringraziamento particolare a Alberto che, contribuendo per il sito i testi delle traduzioni dylaniane effettuate da Vanni Scopa, ci ha permesso di scoprire questo oltremodo interessante cantautore forlivese e il suo album che qui riproduciamo integralmente.
[CCG/AWS Staff]

1. Dopoguerra
2. Capelli '67
3. Addio Angelina
4. Signori della guerra
5. I tempi stanno cambiando
6. Mr Tambourine Man
7. Appunto per gioco
8. Alimentazione
9. Chissà perché
10. La libertà
11. Vivendo, lottando, suonando
12. Rabbia e Movimento

Dopoguerra, ricostruzione, Hiroshima e Nagasaki,
Tutti quanti professano pace e speranze
in progressi mai visti, si firmano trattati.
Quattro anni. Poi la Corea e le bombe cadono ancora.
Ma in compenso ci sono novità.
Una televisione per tutti e un posto nell'industria.
Si abbandonano i campi, scatta la gara
Scatta la corsa al benessere sociale
Progredisce la scienza, manca l'affetto
Ma c'è già pronto il nuovo tranquillante.

Dopoguerra, tecnologia, la nevrosi bussa alla porta
E si vive di nuovi alimenti, coloranti è conservanti,
La mutua per tutti.
Si abbandonano i campi, scatta la gara
Scatta la corsa al benessere sociale
Progredisce la scienza, manca l'affetto
Ma c'è già pronto il nuovo tranquillante.
...Poi arriva il miracolo “che sia la guerra
che ci ha insegnato a stare bene?”

...Ma che cosa succede? ”c'è già qualcuno
che si lamenta e non sta bene.”

...Ma che cosa succede? ”c'è già qualcuno
che si lamenta e non sta bene.”

inviata da Riccardo Venturi - 24/5/2019 - 20:33



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