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Bruce Springsteen: Streets of Philadelphia

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Lingua: Inglese

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Philadelphia
Brillante avvocato di Philadelphia è licenziato per inefficienza e inaffidabilità dal prestigioso studio legale dove lavora. È una scusa, sostenuta con mezzi ignobili: in realtà hanno scoperto che è omosessuale e malato di Aids. Sostenuto dall'affettuosa famiglia e dal suo tenero compagno, difeso da un grintoso avvocato nero, fa causa agli ex datori di lavoro. Prima produzione di alto costo (25 milioni di dollari) sull'Aids, è una lezione di tolleranza, una requisitoria sui pregiudizi, un'arringa contro l'ingiustizia affidata a uno straordinario T. Hanks, interprete simpatico e "leggero", e a D. Washington, l'avvocato che lo difende, fiero eterosessuale e a disagio con i gay, che a poco a poco disperde i suoi pregiudizi e le sue paure insieme a quelli dello spettatore. L'ottima sceneggiatura di Ron Nyswater affidata alla sobria regia di J. Demme diventa qualcosa di più di un onesto esempio di cinema civile: ne fanno testo alcune scene memorabili, la festa gay e la sequenza in cui Hanks ascolta Maria Callas in "Andrea Chénier" (terzo atto) di Giordano, e la colonna musicale in cui Mozart, Spontini, Cilea, Catalani s'alternano a Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Neil Young. Oscar a T. Hanks attore protagonista e a Springsteen per la canzone "Streets of Philadelphia".


Fin dalla sua comparsa, l'Aids ha sollevato una serie di problemi, tra cui anche quello sociale. Il contagio è stato associato fin dalle origini con comportamenti etichettati come trasgressivi, come la promiscuità sessuale, l'omosessualità, il consumo di droghe. Nella società civile la persona che ha contratto l'infezione da HIV, prima di essere accettata come cittadino con un problema di salute, è vista innanzitutto come portatrice di una malattia ‘giudicata’. Passato l'allarme legato al dilagare dell'epidemia, le informazioni sulla malattia circolano molto meno e sono essenzialmente legate all'iniziativa delle singole persone: molti non sanno come rapportarsi con persone sieropositive, quali siano i rischi e i non-rischi, prevalendo un diffuso senso di paura verso "il diverso".

Tale atteggiamento viene percepito appieno dai contagiati che sono costretti a vivere in una stretta clandestinità: le centinaia di migliaia di persone sieropositive in paesi come l'Italia di fatto non esistono. La difficoltà nel condividere con altri il proprio stato, i problemi che ne derivano, sono tra le cause di maggior sofferenza di chi è portatore del virus: tali problematiche si sono in un certo senso acuite con la cronicizzazione farmacologica della malattia, quando la scomparsa dei sintomi fisici ha messo in evidenza tutte le tematiche della malattia legate al normale vivere nella società.
I was bruised and battered and I couldn't tell what I felt
I was unrecognizable to myself
Saw my reflection in a window I didn't know my own face
Oh brother are you gonna leave me wastin' away
On the streets of Philadelphia

I walked the avenue 'til my legs felt like stone
I heard the voices of friends vanished and gone
At night I could hear the blood in my veins
Just as black and whispering as the rain
On the streets of Philadelphia

Ain't no angel gonna greet me
It's just you and I my friend
And my clothes don't fit me no more
I walked a thousand miles
just to slip this skin

The night has fallen, I'm lyin' awake
I can feel myself fading away
So receive me brother with your faithless kiss
or will we leave each other alone like this
On the streets of Philadelphia

inviata da DoNQuijote82 - 16/1/2014 - 23:40



Lingua: Italiano

Traduzione italiana
STRADE DI PHILADELPHIA

Ero malridotto e malconcio e non riuscivo a capire cosa sentivo
Ero irriconoscibile a me stesso
Ho visto il mio riflesso in una vetrina e non ho riconosciuto il mio proprio volto
Oh fratello mi lascerai a consumarmi
Sulle strade di Philadelphia

Ho camminato lungo il viale finché le gambe sono diventate pietra
Ho sentito le voci di amici spariti e andati
Di notte potevo sentire il sangue nelle vene
Nero e battente come la pioggia
Sulle strade di Philadelphia

E non c'è un angelo che venga a salutarmi
Ci siamo solo io e te, amico mio
E i miei vestiti non mi vanno più bene
Ho camminato mille miglia
solo per sfilarmi da questa pelle

La notte è arrivata, sono disteso ma sveglio
Sento che sto per andarmene
Allora accoglimi fratello con il tuo bacio senza fede
o dovremo lasciarci così, soli
Sulle strade di Philadelphia

1/12/2014 - 20:04


La GIORNATA MONDIALE CONTRO L'AIDS ci ricorda che nessuno (etero o omo) può considerarsi immune dal virus, quindi usiamo il preservativo, facciamo il test e informiamoci bene per evitare pregiudizi e superstizioni.

Informazioni generali su Hiv/Aids

Daniele - 1/12/2014 - 19:53



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