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O cara mama

anonimo
Lingua: Italiano

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(Stelios Kazantzidis / Στέλιος Καζαντζίδης)


‎[primo dopoguerra]‎
Canto di risaia facente parte del repertorio del Coro El Castel di Sanguinetto, provincia di Verona, e ‎anche del coro Stelutis di Bologna fondato nel 1947 dal maestro Giorgio Vacchi.‎
Raccolto nel 1976 da Dino Coltro a Verona dall’informatrice Bruna Campara.‎
Dal disco del Coro Stelutis intitolato “Per amore o per forza”, 1989‎
Testo trovato sul sito del Coro Stelutis

Per amore o per forza

Con “O cara mama” torniamo nel mondo del lavoro femminile: a migliaia, d'estate, le donne ‎partivano per il lavoro in risaia. Trovavano il caldo, l'acqua stagnante, le zanzare, il mangiare ‎cattivo; in cambio pochi soldi e, spesso, la salute rovinata. (dall’introduzione sul sito del Coro ‎Stelutis)‎


‎Mondine‎
Mondine
O cara mama vienimi incontra
che ho tante cose da racontare
che nel parlare mi fan tremare
la bruta vita che ho passà
che nel parlare mi fan tremare
la bruta vita che ho passà.‎

La bruta vita che ho passato
là sul trapianto e su la monda
e la mia facia l'era rotonda
e come prima non sarà più
e la mia facia l'era rotonda
e come prima non sarà più.‎

A la matina quei mosserini
suchiavan sangue sulla mia pelle
a mezogiorno quel forte sole
lui mi faceva abrustolir
a mezogiorno quel forte sole
lui mi faceva abrustolir.‎

A mezogiorno fagioli e riso
e poi la sera riso e fagioli
e poi quel pane non naturale
che l'apetito ci fa mancar
e poi quel pane non naturale
che l'apetito ci fa mancar.‎

E ale nove la ritirata
e ale dieci c'è l'ispezione
c'è l'ispezione del sior padrone
e tute in branda a riposar
c'è l'ispezione del sior padrone
e tute in branda a riposar.‎
O cara mama vienimi incontra
che ho tante cose da racontare. ‎

inviata da Dead End - 13/3/2013 - 13:05



Lingua: Italiano

O CARA MAMMA VIENIMI INCONTRO

O cara mamma vienimi incontro
Che ho tante cose da raccontare
Che nel parlare mi fan tremare
La brutta vita che ho passà

La brutta vita che ho passato
E nel trapianto e nella monda
La mia bella faccia rotonda
Che come prima non la vedi più

A la mattina il latte freddo
E a le nove la pagnutina
E la povera mondina
Tutto il giorno a lavorar

A la mattina c’è i moschini
E a le nove c’è i tafani
Al mesogiorno quel brutto sole
Che mi faceva inrostolir

A mesogiorno risi e fagioli
E a la sera fagioli e risi
E di quel pane e naturale
Che l’appetito ci fa mancar

E per dormire un po’ di paglia
E tutta piena di bestioline
E sembra proprio una prigione
E dove dormono i carcerà

E a le nove la ritirata
E a le dieci c’è l’ispezione
E l’ispezione e del padrone
E tutte in branda a riposar

inviata da Bernart Bartleby - 10/8/2016 - 08:28



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