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Proposta (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)

I Giganti
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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(I Giganti)
Bum Bum
(Irene Grandi)


[1964]
Testo di Enrico Maria Papes
Musica di Enrico Maria Papes e Sergio Di Martino

I Giganti: Sergio e Giacomo Di Martino, Checco Marsella e Enrico Maria Papes.
I Giganti: Sergio e Giacomo Di Martino, Checco Marsella e Enrico Maria Papes.


Alzi la mano chi non conosce almeno il sottotitolo di questa canzone?

Nell'introduzione a cappella le quattro voci giocano in contrappunto raccontandoci l'antefatto. Poi su un riff del pianoforte, la voce baritonale di E.M.Papes avvia l'inchiesta. A questo punto, uno dopo l'altro, si succedono gli interventi soli degli altri intervallati dal ritornello. Lo schema si ripete. I personaggi intervistati-interpretati abbracciano diverse classi sociali dall'operaio al giovane "figlio di papà"; il messaggio è palese...una ballata di pace. Il gioco è nuovo, ben realizzato, presentato al festival di Sanremo del 1967 si classificò al terzo posto avendo un notevole successo discografico.
(da Milano Spettacoli).


Many prog fans from outside Italy probably only know "I Giganti" for their much looked-after Terra in bocca album, but this band from Milan was formed in 1964 with the same line-up and was one of the most successful beat groups in Italy during the sixties, with two albums and around 15 singles before a short split. They even played with the Beatles during one of their italian dates. All the members were also good singers and the nice contrast between their different voices (including the characteristic bass tone of drummer Enrico Maria Papes) was one of the most impressive elements in their 60's production.
"Terra in bocca" is a very ambitious concept album about mafia, with strong and brave lyrics and complex music arrangements, that sometimes are not perfectly combined with text. All the tracks are connected to form two side-long suites. For its contents the album was also banned by the italian radio.
Some guests appear on it, among which Area's bass player Ares Tavolazzi, drummer Ellade Bandini, guitarist Marcello Dellacasa from Latte e Miele and composer Vince Tempera (who also played with "The Pleasure Machine" and "Il Volo").
This is an interesting work though a bit disjointed, very hard to follow for non italian listeners, the album is rare and well regarded by many. A single was also taken from the LP, having the same cover design (by Gianni Sassi and his al.sa studio before he founded the Cramps label), and the band released another 7" single a year later before disbanding.
Keyboardist Marsella was involved in the only album by Track in 1974, along with members of Nuova Idea and Jumbo.
Guitarist Mino Di Martino was briefly involved in Telaio Magnetico, then formed the avantgarde group Albergo Intergalattico Spaziale in late 70's, releasing a rare album in 1978, and has collaborated with Franco Battiato and Claudio Rocchi. Bassist Sergio Di Martino died in 1996.
Two of the original members have played many times under the name Giganti in the latest years.
From Italian Project.


CONCLUDE IL TEMA: ENRICO MARIA PAPES!
di Marco Cavalieri (intervista effettuata nell'ottobre 2005)
da Bielle

proposta Di pacifismo ed antimilitarismo ne avevano parlato (forse per primi) in tempi non sospetti. Un occhio di riguardo per l’ambiente e la natura l’hanno sempre avuto. Quindi, vedere un gruppo del genere all’interno di una manifestazione come “Stradarolo” (sottotitolo di questa edizione Ciclo, riciclo e triciclo”) era forse la cosa più naturale del mondo.

Tranne, forse, per il fatto che questo gruppo, dal nome “I Giganti”, nato nel 1964 e scioltosi nel 1972, si è riformato dopo 28 anni di assoluta inattività. Altro che Eagles! Ma la bella novità è che, oltre ai fan di allora, i nostri hanno trovato ad attenderli ai loro concerti anche schiere di ragazzini che, quando “Tema” o “Proposta” dominavano le classifiche, non erano neanche nati.

E così noi, che non abbiamo mai smesso di trasmettere la loro musica, abbiamo raggiunto telefonicamente Enrico Maria Papes, quello che - tanto per intenderci - concludeva in maniera baritonale il Tema (nella foto di sopra l'ultimo a destra, negli anni '60).

"Beh, innanzitutto tengo a dire che siamo curiosissimi riguardo a questa manifestazione e personalmente mi attira molto l’idea di fare musica per strada. Poi ci han dato carta bianca, quindi ..."

Ecco Enrico, dicevi del suonare per strada, fenomeno che dalle nostre parti é stato sempre stato riservato a giovani alle prime armi o a vecchie star decadute. Invece, all’estero (mi vengono in mente ad esempio l’Irlanda, ma anche New Orleans e gran parte degli Stati Uniti) c’é tutta una cultura, un pubblico, un attenzione speciale per questo genere di manifestazioni.

Certo, é un fenomeno che parte da lontano. È un colore particolare della musica. In Italia, purtroppo, pare che sia quasi impossibile o, come dicevi tu, un qualcosa riservato a chi non é ancora o più sulla cresta dell’onda.

E allora parliamo un po’ di voi. I Giganti nascono nel 1964 e suonano insieme fino al ‘72, quando si sciolgono. Poi, nel ‘96 purtroppo scompare il bassista Sergio Martino ma proprio da lì a due anni il gruppo tornerà al successo grazie ad una trasmissione televisiva di Paolino Rossi, nella quale riscuoterete un successo di pubblico superiore ad ogni aspettativa. Nessuno si era dimenticato di voi, nessuno giudicava la vostra musica datata. Poi cosa succede?

Succede che io e Checco Marsella decidiamo di rimettere in piedi il gruppo.

Con “l’appoggio esterno”, come si dice in politica, di ... ?

Esatto! (ride) Con il sostegno di Mino di Martino.

La vostra grandezza, al di là della musica, delle melodie in stile fuga bachiana e della lungimiranza dei testi era dovuta secondo me anche ad un altro fatto. In un periodo in cui gli artisti proponevano solo o cose melodiche (per non dire melense) in piena tradizione italiana oppure cover tradotte di grandi successi internazionali, voi proponevate qualcosa di decisamente originale. È così? E da dove traevate la vostra creatività?

È così. Ma lasciami dire che quello era un periodo in cui era normale fare cover. Ne abbiamo fatte anche noi. Però noi avevamo il coraggio di andarci a pescare brani assolutamente sconosciuti, a differenza di altri che hanno sfruttato il successo del momento.

Siete andati a riproporre “Fuori dal mondo”, che era “Keep searching” di Del Shannon! Ma come avete scelto quel brano?

Guarda, purtroppo io son famoso per non aver memoria, non mi ricordo niente! (ride). Poi è vero che la maggior parte dei successi dei Giganti erano brani di cui eravamo noi gli autori

A proposito di cover. Qui mi devi tranquillizzare la nostra Cinzia, che ha sempre amato e ballato la vostra “Una ragazza in due” (traduzione italiana di “Down came the rain” di Mitch Murray) anche se alla fine- dice - sembrava emergere un po’ di maschilismo. A parte che qualche anno più tardi Patty Pravo esprimerà lo stesso concetto dall’altro punto di vista ... Ma la vostra traduzione era ironica e scanzonata o si atteneva strettamente all’originale?

No, decisamente ironica! Come tutte le traduzioni che facevamo, ci mettevamo dentro un pizzico di goliardia. Di’ a Cinzia che può continuare a ballare quel disco (ride).

Avete diversi primati. Sicuramente siete stati tra i primi a toccare certi temi, allora tabù e siete stati anche tra i primissimi ad incorrere più volte nella censura della radiotelevisione italiana. Addirittura nel 1967 per un brano, “Io e il presidente”, dove si volle vedere un attacco all’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone ... Era vero?

Beh, é vero senz’altro che ce l’han censurata (ride) ed era un brano che seguiva “Tema”, “Proposta” ... Per cui tutti pezzi di gran successo. Contavamo tanto su questo brano, presentato al “Cantagiro”. Siamo arrivati terzi al Cantagiro, ma il brano fu un flop, perché ovviamente non veniva passato né in radio né in televisione. All’epoca none esistevano le radio libere. Oltretutto nel pezzo non dicevamo nulla di sconveniente. Semplicemente esprimevamo questo concetto: visto che oggi in Italia c’è la libertà, oggi posso essere nessuno, ma domani potenzialmente potrei diventare Presidente della Repubblica.

tibPoi censura ancor più grave a mio avviso, perché strisciante, nel 1971, proprio per il vostro ultimo lavoro. Era un concept, si parlava di mafia e di problemi che esploderanno in futuro ma che già all’epoca attanagliavano il nostro paese. Si chiamava “Terra in bocca”, ebbe ottime recensioni dagli addetti ai lavori, ma venne passato una volta sola in radio...

Ma vedo che sei informatissimo! È vero, è passato una sola volta, per intero, e poi silenzio.

Avranno tolto di mezzo anche il dj che lo passò quell’unica volta ... La cosa più grave é che, soprattutto a causa delle tensioni dovute a questa censura, poi decideste di sciogliervi.

Certo. “Terra in bocca” era un ottimo lavoro, ci credevamo tantissimo, ci avevamo lavorato molto. Avevamo con noi Vince Tempera, Ares Tavolazzi, Ellade Bandini ... È un lavoro al quale ancora oggi penso e credo sarebbe giusto recuperarlo in teatro. Solo che non è facile ....

Inoltre, una copertina splendida ...

Beh, lì c’era la mano e soprattutto la testa del grande Gianni Sassi, di lì a poco fondatore della Cramps, per cui Area, Finardi, Battiato ... Fu il primo lavoro che fece nell’ambito della musica, non aveva ancora fondato la Cramps, nacque subito un buon feeling tra di noi.

E per chi oggi volesse sentire ancora i Giganti?

Come dicevi, da quattro anni siamo tornati insieme, stiamo girando, facciamo tournee, soprattutto d’estate. Va tutto molto bene, anche se io mi meraviglio sempre di vedere ragazzi di quindici-sedici anni che cantano le nostre canzoni di quarant’anni fa. Non so come facciano (ride).

C’è anche qualcosa di nuovo nel repertorio che proponete?

Ecco questo è un discorso lungo, ci vorrebbe un’altra intervista. Noi avremmo anche cose nuove, ma sembra sia impossibile. I discografici non ne vogliono sapere degli artisti Anni ‘60. Stiamo cercando di dare una svolta e uscire da questo vicolo. D’altra parte, eccezion fatta per i Nomadi o i Pooh, sono tutti nelle nostre condizioni.

Ma come sai i Pooh sono come l’Universo ... sono sempre esistiti.

(ride) Esatto. Speriamo bene per i nostri progetti. Ti terrò informato se ho novità. Intanto un grazie a te, alla Radio e a tutti quelli che continuano a seguirci.
Mettete dei fiori nei vostri cannoni
era scritto in un cartello
sulla schiena di ragazzi
che senza conoscersi,
di città diverse,
socialmente differenti
in giro per le strade della loro città
cantavano
la loro proposta,
ora pare che ci sarà un'inchiesta

tu come ti chiami?
Sei molto giovane

Me ciami Brambilla e fu l'uperari
lavori la ghisa per pochi denari
e non ho in tasca mai
la lira
per poter fare un ballo con lei
mi piace il lavoro,
ma non son contento
non è per i soldi che io mi lamento,
ma per questa gioventù
c'avrei giurato che mi avrebbe dato di più

Mettete dei fiori nei vostri cannoni
perché non vogliamo mai nel cielo
molecole malate,
ma note musicali
che formino gli accordi
per una ballata di pace,
di pace, di pace

Anche tu sei molto giovane,
quanti anni hai?
E di che cosa non sei soddisfatto?

Ho quasi vent'anni e vendo giornali
girando quartieri fra povera gente
che vive come me,
che sogna come me
sono un pittore che non vende quadri
dipingo soltanto l'amore che vedo
e alla società non chiedo
che la mia libertà

Mettete dei fiori nei vostri cannoni
perché non vogliamo mai nel cielo
molecole malate,
ma note musicali
che formino gli accordi
per una ballata di pace,
di pace, di pace

E tu chi sei?
Non mi pare che abbia di che lamentarti...

La mia famiglia è di gente bene
con mamma non parlo,
col vecchio nemmeno
lui mette le mie camicie
e poi critica se vesto così
guadagno la vita lontano da casa
perché ho rinunciato ad un posto tranquillo
ora mi dite che ho degli impegni
che gli altri han preso per me

Mettete dei fiori nei vostri cannoni
perché non vogliamo mai nel cielo
molecole malate,
ma note musicali
che formino gli accordi
per una ballata di pace,
di pace, di pace



Lingua: Inglese

English version by Riccardo Venturi
January 16, 2008
Versione inglese di Riccardo Venturi
16 gennaio 2008


Maybe it's time that also English-speaking readers may have access to this most famous Italian song, one of the first protest and peace song of the 60's in our country. [RV]
A PROPOSAL
PUT FLOWERS IN YOUR GUNS

Put flowers in your guns
this stood on signs
shouldered by boys
each unknown to the other
coming from different towns
and of different classes.
They walked thru
the town streets singing
their proposal:
an inquiry is likely to be opened.

What's your name?
You're so young

My name's Smith,
I'm an underpaid steel worker
and I never got in my pocket
enough money to take
my girlfriend to the dancing hall
I like working
but I'm not happy
I'm not complaining about money
but about the way I'm living my youth
I thought it would give more to me

Put flowers in your guns
we don't want sick molecules
to float in the sky
but musical notes
forming the chords
of a peace song,
a peace, peace song

You're so young, too
how old are you?
What are you unsatisfied of?

I'm nearly twenty and sell newspapers
going round the poor slums
among people living just like me
dreaming just like me
I'm a painter but my works don't sell
I paint only the love I see
and I don't ask anything to the society
but my freedom

Put flowers in your guns
we don't want sick molecules
to float in the sky
but musical notes
forming the chords
of a peace song,
a peace, peace song

And who are you?
I don't think you have anything to complain about…

I come from a well-to-do family
but I never talk with mom
either do I with my father
he puts on my shirts
and then he criticizes my way of dressing
I earn my life away from home
'cause I renounced a safe job
and now you tell me I have commitments
that other took in my name

Put flowers in your guns
we don't want sick molecules
to float in the sky
but musical notes
forming the chords
of a peace song,
a peace, peace song

16/1/2008 - 20:39




Lingua: Francese

Version française – PROPOSITION : METTEZ DES FLEURS À VOS CANONS – Marco Valdo M.I. – 2009
Chanson italienne – Proposta : Mettete dei fiori nei vostri cannoni – Giganti – 1964

Faut bien dire, dit Lucien l'âne aux yeux bleus clairs quand ils reflètent le ciel sans nuage, faut bien dire qu'en plus de ne pas connaître grand chose à la langue italienne, tu ne connais pas du tout la chanson italienne...

Tu ne devrais pas dire ça, mon ami Lucien tout âne que tu es, de quoi je vais, que dis-je, on va tous les deux avoir l'air à présent. Imagine qu'on a traduit un tas de chansons... Évidemment que ce que tu dis est vrai, mais c'est précisément pour ça qu'on s'est mis à traduire ces chansons... Pour savoir ce qu'elles racontaient...

Et avec le retard que tu te payes, il y a du boulot..., dit Lucien l'âne en grimaçant.

Mais enfin, Lucien mon ami aux oreilles si droites dans le vent qu'on dirait que tu écoutes de la musique, tu sais aussi bien que moi qu'une chanson traduite, c'est une chanson traduite... et que notre retard est celui d'une grande partie des gens de nos pays. Mais en effet, d'autres plus expérimentés devraient le faire à notre place. Mais en attendant, je reviens à la chanson des Giganti, qui date quand même de presque un demi-siècle. Cela dit, ils ont refait surface dans le deuxième millénaire.

Mais que dit-elle cette chanson ? Demande l'âne quand même un peu intéressé....

Disons, Lucien mon ami l'âne pressé, qu'elle raconte une histoire de jeunesse et d'entrée difficile dans la vie. Bref, la routine pour des millions et des millions de jeunes de par le monde.

En effet, dit l'âne Lucien venu tout droit de l'antiquité, ce n'est pas nouveau. En fait, avec des variantes, j'ai toujours connu ça....

Et il en sera ainsi tant que durera cette foutue Guerre de Cent Mille Ans que les riches mènent depuis si longtemps contre les pauvres pour maintenir leur domination absolue et pour mieux les exploiter. Il suffit de regarder autour de soi pour voir combien cela est vrai. Les riches se comportent selon les trois A : Ambition, Avidité, Arrogance.

Cela résume assez bien leur façon d'être, répond l'âne Lucien. Raison de plus pour leur tisser un linceul à leur vieux monde exécrable et cacochyme.

Ainsi parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane
PROPOSITION : METTEZ DES FLEURS À VOS CANONS

Mettez des fleurs à vos cannons
C'était écrit sur un placard
Sur le dos des gars
Qui sans se connaître,
de villes différentes,
Socialement différents,
En balade par les rues de leur cité,
Chantaient
Leur proposition,
À présent, dit-on, il va y avoir une enquête.

Toi, comment tu t'appelles ?
Tu es bien jeune.

Je m'appelle Brambilla et je suis ouvrier
Je travaille la fonte pour quelques liards
Et je n'ai jamais en poche
Une lire
Pour pouvoir aller danser avec elle
Mon travail me plaît,
Mais je ne suis pas content
Ce n'est pas à cause des sous que je me lamente,
Mais pour ma jeunesse
On m'en avait promis bien plus.

Mettez des fleurs à vos cannons
Car nous ne voulons pas dans notre ciel
Des molécules malades
Mais des notes de musique
Qui font des accords
Pour une ballade de paix,
De paix, de paix.

Toi aussi, tu es bien jeune
Quel âge as-tu ?
Et de quoi n'es-tu pas satisfait ?

J'ai presque vingt ans et je vendais des journaux
Dans le quartier au milieu des pauvres gens
Qui vivent comme moi
Qui rêvent comme moi
Je suis un peintre qui ne vend pas de toiles
Je peins seulement l'amour que je vois
Et je ne demande à la société
Que ma liberté...

Mettez des fleurs à vos cannons
Car nous ne voulons pas dans notre ciel
Des molécules malades
Mais des notes de musique
Qui font des accords
Pour une ballade de paix,
De paix, de paix.

Et toi, qui tu es ?
Il ne me semble pas que tu aies de quoi te lamenter...

Ma famille, ce sont des gens de biens
Avec maman, je ne parle pas,
Avec le vieux, pas plus.
Il met mes chemises
Et puis il me critique si je m'habille ainsi
Je gagne ma vie loin de chez moi
Car j'ai renoncé à un poste tranquille
Maintenant, on me dit que j'ai des engagements
Que les autres ont pris pour moi.

Mettez des fleurs à vos cannons
Car nous ne voulons pas dans notre ciel
Des molécules malades
Mais des notes de musique
Qui font des accords
Pour une ballade de paix,
De paix, de paix.

inviata da Marco Valdo M.I. - 5/12/2009 - 16:46


E' bellissimissima

elia piras - 23/5/2006 - 12:03


sempre attuale purtroppo! grande canzone

valter - 2/8/2006 - 12:30


mitici i Giganti e le loro canzoni

Emanuele - 15/10/2006 - 15:47


canzone manifesto di una generazione.. e nonostante abbia 22 anni la canto spessissimissimo.. siete grandi ;)

Miss Cerasella - 21/10/2006 - 12:22


Penso proprio che la canterò con gli amici piero, silvano, marcello, totò e andrea alla prossima festa

Buon divertimento ragazzi! [RV]

claudio - 23/11/2006 - 11:33


questa canzone è la protesta contro guerre ingiuste. Bravi giganti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mely 93 - 22/5/2007 - 19:08


complimenti.....questa canzone,anche se non amo il genere anni 60,mi ha affascinata

jesse... - 4/6/2007 - 17:19


La vita ci insegna che vale solo l'amore...

eliana - 16/1/2008 - 17:05


Una proposta che almeno una volta nella storia sembra sia stata accolta:

Lisbona, 25 aprile 1974. Il ten. Maia Salgueiro guida la Rivoluzione dei Garofani.
Lisbona, 25 aprile 1974. Il ten. Maia Salgueiro guida la Rivoluzione dei Garofani.

Riccardo Venturi - 16/1/2008 - 17:41


ricordatevi sempre che la pace e' l'unica vittoria...
e il coraggio di amare e' cio' che muove il mondo...

alidor - 4/2/2008 - 10:57


l'autore non fu Papes, bensì Carisch e Martelli

19/4/2009 - 02:34


guerra vuol dire non amare, odio; oppure per interessi di capitalisti. ciao sergio.

sergio - 18/9/2009 - 15:33


Voglio segnalare che, correttamente, il testo originale (almeno nella versione "live" che ho io) recita: "che formino gli accordi".
Meraviglioso sito, grazie del vostro lavoro!

erri - 17/8/2014 - 20:52


un grazie non costa niente, grazie per un grazie :)

krzyś - 18/8/2014 - 03:52



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