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L'uomo che sa

Rodolfo Assuntino
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti

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a. The Rokes (1969)


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[1965]
Testo / Lyrics / Paroles / Sanat: Rodolfo (Rudy) Assuntino
Musica / Music / Musique / Sävel: Bob Dylan (Masters Of War)

Avvertenza

L'uomo che sa faceva parte delle "CCG Primitive" come canzone autonoma. Erroneamente attribuita in un primo momento a Franco Damiani, poi correttamente a Rudi Assuntino, si è rivelata essere una versione italiana di Masters Of War di Bob Dylan; di conseguenza, come tale è stata inserita sotto la relativa pagina. Nella ristrutturazione delle CCG Primitive, però, in quest'unico caso inseriamo un rimando per rispetto al "nucleo intoccabile" di questo sito, ripetendone il testo. [CCG/AWS Staff]


uomochessa


La versione, o riscrittura, di Rudi (o Rudy) Assuntino è del 1965, ma fu incisa in disco solo nell'ottobre del 1968 nell'album "La rossa provvidenza" (Dischi del Sole DS52), con Paolo Ciarchi alla chitarra. Ripresa già nel 1969 dallo storico gruppo dei Rokes. Un'incisione recente è del 2007 da parte di Shel Shapiro nell'album "Acoustic Circus" (con Fabio Treves). [RV]
La mia vita ce l'ha chi ha il potere per sé,
chi le armi prepara e chi educa me
chi mi insegna a lottare per la mia libertà
e alla gente si spaccia per l'uomo che sa.

Tu sei giovane ha detto, e se crescere vuoi
abbandona i tuoi giochi e vieni con noi
sulla nuova frontiera c'è un nemico mortal
che i tuoi sacri valori potrebbe annientar.

Mi dà in mano un fucile ma non viene con me
io mi trovo tra i morti e mi chiedo perché
son giovani i morti che la guerra stroncò
son nel fango sepolti e tacere non so

Son sepolti nel sangue ed all'uomo che sa
io domando a che serve tanta gente ammazzar
lui risponde paterno: ubbidisci non sai
tu sei giovane uccidi così capirai

Mentre urlan le bombe, io più forte urlerò
non so niente di niente ma una cosa la so
son sicuro che Cristo perdonar non potrà
i tuoi sporchi profitti sull'umanità.

E una cosa ti dico: col denaro che hai
il perdono da Dio comperar non potrai
non potrai ripagare tutto il sangue che tu
ci hai costretti a versare nel sangue quaggiù

Quando tu sarai morto a guardarti verrò
seguirò la tua bara e ti maledirò
resterò ad aspettare finché sceso sarà
un gran mucchio di terra sull'uomo che sa.

inviata da CCG/AWS Staff - 29/4/2009 - 21:13



Lingua: Francese

Version française – L'HOMME QUI SAIT – Marco Valdo M.I. – 1965
Chanson italienne – L'uomo chi sa – Rodolfo Assuntino

Cette chanson de Rodolfo Assuntino est une chanson italienne qui a de fortes accointances avec les Masters of War de Bob Dylan...; toutefois, si elle en reprend (en partie) la trame, elle en est cependant assez lointaine et différente.
L'HOMME QUI SAIT

Ma vie la tient celui qui a le pouvoir pour lui
Qui prépare mes armes et qui m'éduque
Qui m'enseigne à lutter pour ma liberté
Et se fait passer auprès des gens pour l'homme qui sait

Il a dit tu es jeune et si tu veux grandir
Abandonne tes jeux et viens avec nous
Sur la nouvelle frontière, il y a un ennemi mortel
Qui pourrait anéantir tes valeurs sacrées.

Il me donne un fusil mais ne vient pas avec moi
Je me trouve parmi les morts et je me demande pourquoi
Ils sont jeunes ceux que cette guerre enterre
Ils sont ensevelis sous la boue et je ne sais pas me taire

Ils sont ensevelis dans le sang et à l'homme qui sait
Je demande à quoi sert d'assassiner tant de gens
Il répond paterne : Obéis, tu ne sais pas
Tu es jeune, tue et tu comprendras

Tandis que les bombes hurlent, moi je hurlerai plus fort
Je ne sais rien de rien, mais je sais une chose
Je suis sûr que ton Christ ne pourra te pardonner
Tes sales profits sur le dos de l'humanité.

Et je te dis une chose; avec l'argent que tu as
Tu ne pourras acheter le pardon de ton Dieu
Tu ne pourras rembourser tout le sang que tu
Nous as forcés à verser dans le sang ici-bas.

Quand tu seras mort, pour te regarder je viendrai
Je suivrai ton cercueil et je te maudirai
Je resterai à attendre jusqu'à ce que soit versé
Un grand tas de terre sur l'homme qui sait.

inviata da Marco Valdo M.I. - 22/11/2009 - 21:40


Anche io sono qui a ringraziare Alberto Scotti per i suoi contributi veramente invaluable concernenti il progressive italiano e altre perle semisconosciute degli anni '60 e '70. Vorrei ringraziarlo anche per la sua estrema stringatezza, già quasi proverbiale: così facendo, obbliga coloro che gestiscono questo sito (tra i quali il sottoscritto) a fare ricerche, integrare, scovare dati biografici e discografici seppelliti nella Rete e quant'altro. Oltre ad arricchire il sito e la cultura musicale (e non solo) di chi lo fa e di chi ne fruisce, dà un'idea precisa della ricchezza del panorama musicale italiano non ufficiale di quegli anni, una ricchezza oramai inabissatasi. Alberto Scotti sembra essersi, mutatis mutandis formato alla scuola del sommo ed antico grammatico indiano Pāņini, che in otto capitoli e una cinquantina di pagine di un normale libro concentrò tutta la complicatissima grammatica del sanscrito (con regole enunciate spesso con una sola parola). Grazie ancora ad Alberto Scotti a nome mio e di tutto il sito.

NB. Tale ringraziamento si trova su questa pagina, perché ad Alberto Scotti è dovuta la segnalazione dell'incisione (nel 2007) di questa canzone da parte di Shel Shapiro -il cui video è stato riportato nell'apposito box. Ciò ha portato anche all'inserimento della versione eseguita nel 1969 dai Rokes (il cui video è, purtroppo, registrato a volume molto basso). Curiosamente non si trova nessun video con la versione originale di Rudy Assuntino.

Riccardo Venturi - 21/8/2020 - 10:33



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