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Ai preât la biele stele

Luigi Pigarelli
Lingua: Friulano

Lista delle versioni e commenti


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(Dan Kennedy)


Una preghiera contro la guerra in lingua friulana, interpretata poi anche da Lino Straulino

Lino Straulino (a sinistra).
Lino Straulino (a sinistra).


Dal sito Parole di Pace di Paolo Rusconi, il primissimo che ha ospitato le "Canzoni contro la guerra" e dal quale l'iniziativa è nata. [RV]
Ai preât la biele stele,
ducj i sanz dal Paradîs.
Che 'l Signôr fermi la uere
e'l gnò ben torni in paîs.

Ma tu stele, biele stele
và palese 'l gnò destin.
Và daûr di che montagne
là ch'al è il gnò curisin.

Ma tu stele, biele stele
và palese 'l gnò destin.
Và daûr di che montagne
là ch'al è il gnò curisin.

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Italiano

Mia mamma me la cantava così
Pregai la bella stella,
tutti i santi del Paradis
che il Signor fermi la guerra,
che il mio ben torni in paes.

Ma tu stella, bella stella,
fai palese il mio destin.
vola oltre le montagne,
là dov'è il mio cuoricin.

Ma tu stella, bella stella,
fai palese il mio destin.
vola oltre le montagne,
là dov'è il mio cuoricin.

inviata da DonQuijote82 - 24/5/2011 - 15:11




Lingua: Italiano

Versione italiana:
HO PREGATO LA BELLA STELLA

Ho pregato la bella stella,
tutti i santi dal Paradiso
che il Signor fermi la guerra,
che il mio ben torni in paese.

Ma tu stella, bella stella,
rendi noto il mio destino.
Vai oltre quelle montagne,
là dove si trova il mio cuoricino.

Ma tu stella, bella stella,
rendi noto il mio destino.
Vai oltre quelle montagne,
là dove si trova il mio cuoricino.



Lingua: Spagnolo

Traduzione spagnola di Eduardo Dino Baschera.

Toda la tristeza y el profundo sentimiento religioso del pueblo friulano que sufrió en carne propia todo el dolor de la guerra. Sus hombres combatiendo en el frente, sus mujeres, las portatrice carniche sosteniendo el frente cada día llevando alimentos, municiones y bajando heridos y muertos.
Sufrieron el exilio y la invasión de sus casas, el dolor de la derrota, la victoria que fue amarga y muy costosa.
Los friulanos de Argentina honramos la memoria de nuestros padres y abuelos que sufrieron en la Primera y Segunda Guerra Mundial.
LE HE REZADO A LA BUENA ESTRELLA

Le he rezado a la Buena Estrella
todos los Santos del Paraíso
que el Señor pare la guerra
y que mi amor vuelva al pueblo.

Pero tu, estrella, Buena estrella
muéstrame mi destino
ve tras aquellas montañas
allá donde está mi corazoncito.

Pero tu, estrella, Buena estrella
muéstrame mi destino
ve tras aquellas montañas
allá donde está mi corazoncito.

inviata da Eduardo Dino Baschera - 24/2/2016 - 14:27




Lingua: Portoghese

Versione portoghese da "L'Italia in Brasile"
OREI PARA A BELA ESTRELA

Orei para a Bela Estrela,
para todos os Santos do Paraíso,
porque o Senhor pare a guerra,
que o meu bem volte para o vilarejo.

Mas tu Estrela, Bela Estrela,
revela o meu destino,
vai além daquelas montanhas,
lá onde está o meu coração.

Mas tu Estrela, Bela Estrela,
revela o meu destino,
vai além daquelas montanhas,
lá onde está o meu coração.

inviata da DonQuijote82 - 1/2/2012 - 14:03


Complimenti. Son figlio, per metà,di Furlans ma ho molta difficoltà ad interpretare la lingua. Questo sito mi ha dato lopportunità di capire alcuni passaggi linguistici e devo dire che apprezzo ancor di più questo canto meraviglioso che ho imparato da mia Madre, quando me la cantava ed ero bambino.

6/2/2013 - 18:40


E' una canzone di autore anonimo risalente alla Grande Guerra. Luigi Pigarelli non è l'autore.
Testo originale e traduzione si trovano in ‎“Canti ‎della Grande Guerra”, due volumi a cura di A. Virgilio Savona e Michele L. ‎Straniero, Garzanti, 1981.‎

Bernart - 25/10/2013 - 10:40


nei miei libri trovo la canzone pubblicata:
la prima volta nella raccolta Canti di soldati, che Piero Jahier (Genova 1884 - Firenze 1966) riunisce riportando i canti dalla viva voce dei suoi soldati, facendone trascrivere le musiche dall’amico Vittorio Gui, e pubblica in diverse edizioni a partire dal 1918; nella terza edizione, casa musicale Sonzogno, Milano, 1919, a p. 28, nella sezione che riunisce le canzoni friulane, c’è il testo in ladino friulano, traduzione in italiano e musica, a tre voci nella tonalità di si bemolle maggiore.
poi in Canzoni della montagna - terza edizione completamente rifatta, Edizioni Tridentum, Trento, per i tipi dell’Istituto tipografico Mariani & Bossi - Milano - 1941; musica raccolta e trascritta da Guido Gabrielli; è a p. 50, con la sola indicazione “Canzone friulana” e la melodia a due voci in la bemolle magg.
poi in Ta-pum - canzoni in grigioverde, edizioni Piccinelli, Roma, senza data (ma dopo il 1940, probabilmente 1943); nella raccolta, in cui le canzoni sono dette “commentate, armonizzate, illustrate da Salsa, Piccinelli, Bazzi”, alle p. 151-154 si trova ancora testo, traduzione e musica a tre voci in la bemolle maggiore
si trova naturalmente anche nella splendida antologia Villotte e canti del Friuli di Giso Fior, Edizioni Piva, Milano 1954, a p. 295, soltanto testo e traduzione, ma con la citazione di un’armonizzazione di Franco Escher
e si trova naturalmente anche nelle raccolte di canti della montagna delle Edizioni Morpurgo di Roma, iniziate nel 1931; la prima che possiedo è 80 canti della montagna, 1° volume, VI edizione completamente revisionata, 1961, testi scelti da Nino Lion, revisione musicale dei maestri Guido Albanese e Antonio Cornoldi; è a p. 50, con la musica in una tonalità di sol magg. e con l’aggiunta al testo di due strofe che suonano di troppo, perché dal punto di vista della forma lo allungano troppo (la villotta friulana si caratterizza per la brevità) quando era già in sé perfettamente concluso; da quello della sostanza poi una strofa è ancora in sintonia, ma l’ultima no, è proprio una stridente spennellata patriottarda; le trascrivo così come sono, anche se l’ortografia non mi sembra corretta:

Uei fa’ fà un abit neri,
uei puortalu di ogni dì;
il mio ben l’è lat in uère
l’è in pericul di muri’.

Je l’à dit: Ciol su la spade,
si tu tornis valoros
ti darai una bussade
tu saras il mio’ moros.


Traduzione:

voglio far fare un abito nero
voglio portarlo tutti i giorni;
il mio bene è andato in guerra
è in pericolo di morire.

Io gli ho detto: Prendi su la spada
se torni valoroso
ti darò un bacio
tu sarai il mio moroso


Luigi Pigarelli (Trento 1875 - 1964), che come giustamente rilevato sopra non è autore di canzoni, ha armonizzato la villotta per il coro della S.A.T., che l’ha inciso in diverse edizioni, la prima delle quali è nel libro quinto dei Canti della montagna uscito nel 1951 (disco Odeon TW 3482)

Francesco Mazzocchi - 31/1/2019 - 18:14



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