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Non maledire questo nostro tempo (25 Aprile 1945)

Luigi Lunari
Lingua: Italiano

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25 aprile 1945 interpretata da Milva


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[1967]
Testo di Gigi Lunari
Musica di Lino Patruno dei Gufi (per "Non maledire questo nostro tempo") (come confermato dallo stesso Patruno)
Musica di Gino Negri (per "25 aprile 1945")

"Non maledire questo nostro tempo" è stata interpretata dai Gufi nello spettacolo "Non so, non ho visto, se c'ero dormivo" (1967)

non so non ho visto

"25 aprile 1945" è stata interpretata da Milva nell'album "Libertà" del 1975.

Milva Libertà


Nella sua parte iniziale, il testo sembra mostrare precise influenze di An die Nachgeborenen ("A coloro che verranno") di Bertolt Brecht. [RV]

dubbioATTENZIONE

Abbiamo scelto di incorporare nella stessa pagina due canzoni con testo simile ma melodie diverse (anche se il ritmo presenta affinità notevoli).


"25 aprile 1945" è stato cantato da Milva su musica di Gino Negri, mentre la versione musicata da Lino Patruno è stata incisa dai Gufi. L'incisione dei Gufi è precedente a quella di Milva.

Per questo abbiamo scelto di attribuire la canzone all'autore del testo, che è sicuramente lo stesso per le due versioni. [CCG/AWS Staff]


nonmaled

Riportiamo qui per prima la versione interpretata dai Gufi
Non maledire questo nostro tempo
non invidiare chi nascerà domani
chi potrà vivere in un mondo felice
senza sporcarsi l'anima e le mani

Noi siam vissuti come abbiam potuto
negli anni oscuri, senza libertà
siamo passati fra le forche ed i cannoni
chiudendo gli occhi ed il cuore alla pietà

Ma anche dopo il più freddo degli inverni
ritorna sempre la dolce primavera
la nuova vita che comincia stamattina
in queste mani sporche ha una bandiera

Non siamo più né carne da cannone
né voci vuote che gridano di sì
a chi è caduto per la strada noi giuriamo
per i loro figli non sarà così

Vogliamo un mondo fatto per la gente
di cui ciascuno possa dire è mio
dove sia bello lavorare e far l'amore
dove il morire sia volontà di Dio

Vogliamo un mondo senza patrie in armi
senza confini tracciati coi coltelli
l'uomo ha due patrie una è la sua casa
l'altra è il mondo e tutti siam fratelli.

Vogliamo un mondo senza ingiusti sprechi,
quando c'è ancora chi di fame muore.
Vogliamo un mondo in cui chi ruba va in galera,
anche se ruba in nome del Signore.

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Italiano

Versione cantata da Milva con la musica di Gino Negri

Milva
25 APRILE 1945

Non maledire questo nostro tempo
Non invidiare chi nascerà domani,
chi potrà vivere in un mondo felice
senza sporcarsi l'anima e le mani.

Noi siam vissuti come abbiam voluto
negli anni oscuri senza libertà.
Siamo passati tra le forche e i cannoni
chiudendo gli occhi e il cuore alla pietà.

Ma anche dopo il più duro degli inverni
ritorna sempre la dolce primavera,
la nuova vita che comincia stamattina,
di queste mani sporche a una bandiera.

Non siamo più né carne da cannone
né voci vuote che dicono di sì.
A chi è caduto per la strada noi giuriamo
pei loro figli non sarà così.

Vogliamo un mondo fatto per la gente
di cui ciascuno possa dire "è mio",
dove sia bello lavorare e far l'amore,
dove il morire sia volontà di Dio.

Vogliamo un mondo senza patrie in armi,
senza confini tracciati coi coltelli.
L'uomo ha due patrie, una è la sua casa,
e l'altro è il mondo, e tutti siam fratelli.

Vogliamo un mondo senza ingiusti sprechi,
quando c'è ancora chi di fame muore.
Vogliamo un mondo in cui chi ruba va in galera,
anche se ruba in nome del Signore.

Vogliamo un mondo senza più crociate
contro chi vive come più gli piace.
Vogliamo un mondo in cui chi uccide è un assassino,
anche se uccide in nome della pace.

31/3/2007 - 18:00




Lingua: Francese

Version française - 25 AVRIL 1945 / NE MAUDISSEZ PAS NOTRE TEMPS – Marco Valdo M.I. – 2011
Chanson italienne – 25 Aprile 1945 / Non maledire questo nostro tempo – Luigi Lunari
Texte de Luigi Lunari – Musique Gino Negri / Lino Patruno.
NE MAUDISSEZ PAS NOTRE TEMPS

Ne maudissez pas notre temps
N'enviez pas celui qui naîtra demain
Qui pourra vivre dans un monde heureux
Sans se salir l'âme et les mains.

Nous avons vécu comme nous avons voulu
Dans des années obscures sans liberté.
Nous sommes passés entre les gibets et les canons
En fermant les yeux et le cœur à la pitié.

Mais même après le plus dur des hivers
Revient toujours le doux printemps
La vie nouvelle commence ce matin
De ces mains salies à un drapeau.

Nous ne sommes plus chair à canon
Ni voix vides qui disent toujours oui.
À celui qui est tombé en chemin nous jurons
Que pour ses enfants, ce ne sera plus ainsi.

Nous voulons un monde fait pour les gens
Où chacun pourra dire « me voilà » ;
Où il sera bien de travailler et de faire l'amour,
Où on mourra naturellement.

Nous voulons un monde sans patrie ni armes,
Sans frontières découpées au couteau.
L'homme a deux patries, une est sa maison
Et l'autre est le monde, et nous sommes tous frères.

Nous voulons un monde sans mépris,
Où il y a encore celui qui meurt de faim.
Nous voulons un monde où celui qui vole va en prison,
Quand il vole au nom de son Seigneur.

Nous voulons un monde sans croisade,
Contre celui qui vit comme il lui plaît.
Nous voulons un monde où celui qui tue est un assassin,
Même s'il tue au nom de la paix.

inviata da Marco Valdo M.I. - 28/4/2011 - 13:53




Lingua: Spagnolo

Traducción al castellano de la segunda versión (Milva) - Gustavo Sierra Fernández

Conmemorando la fecha de la liberación oficial de Italia, el dramaturgo Luigi Lunari escribió un poema, muy influenciado por el poema “An die Nachgeborenen” (“A los que vendrán” o “A los hombres futuros”) de Bertolt Brecht, al que Gino Negri puso música. No es exactamente una canción de la victoria, pues no celebra realmente la victoria, sino más bien es una súplica por no cometer los mismos errores del pasado y la expresión del deseo de un mundo más justo.
25 DE ABRIL 1945 (No maldigáis este tiempo nuestro)

No maldigáis este tiempo nuestro
No envidiéis a quien nacerá mañana
que podrá vivir en un mundo feliz
sin ensuciarse el alma y las manos.

Nosotros hemos vivido como quisimos
en los años oscuros sin libertad.
Pasamos tras los patíbulos y los cañones
cerrando los ojos y el corazón a la piedad.

Pero incluso después del más duro de los inviernos
vuelve siempre la dulce primavera,
la nueva vida que comienza esta mañana,
de estas manos sucias en una bandera.

No seamos más ni carne de cañón
ni voces vacías que dicen sí.
A quien ha caído en el camino nosotros le juramos
por sus hijos que no será así.

Queremos un mundo hecho por la gente
del que todos puedan decir “es mío”,
donde sea bueno trabajar y hacer el amor
donde el morir sea voluntad de Dios.

Queremos un mundo sin patrias armadas,
sin fronteras trazadas con cuchillos.
El hombre tiene dos patrias, una es su casa,
y la otra es el mundo, y todos somos hermanos.

Queremos un mundo sin injustos residuos,
cuando todavía hay quien muere de hambre.
Queremos un mundo en el que quien robe vaya a la cárcel,
aunque se robe en el nombre del Señor.

Queremos un mundo sin más cruzadas
contra el que vive como más le place.
Queremos un mundo en el quien mata es un asesino,
aunque se mate en nombre de la paz.

inviata da Gustavo Sierra Fernández - 3/11/2011 - 20:48


Cari amici,
solo due parole per precisare che la versione originale è quella di Lunari e Negri e il vero titolo 25 aprile 1945, mentre la versione dei Gufi è un rifacimento.
Ciao e buona strada.
(Paolo d'Alessandro)

Grazie, abbiamo corretto. Ci sai dire qualcosa di più sui due autori?

31/3/2007 - 18:00


G. Negri è sicuramente Gino Negri, anche per lo stile musicale. Suppongo una canzone quindi tra fine anni 50 e i primi 60.
Letizia liqui

letizialiqui - 11/4/2008 - 10:40


Sono un musicologo esperto di Gino Negri, e non ho mai trovato una fonte che mi confermi il vostro dato su questa canzone. Ho il sospetto che si tratti in realtà di una canzone di Lino Patruno. Mi potete dire dove avete trovato l'informazione che "25 aprile 1945" è di Gino Negri? - Oltre a ciò, forse vi può interessare il fatto che la canzone, col titolo "Non maledire questo nostro tempo", si trova facilmente su Youtube, cantata dai Gufi. Ciao e complimenti per il vostro sito!

Marco Moiraghi - 11/8/2010 - 19:44


Carissimo Moiraghi, se ben mi ricordo le notizie sull'autoria "Lunari/Negri" provenivano da "La musica dell'altra Italia", sito non più esistente e poi confluito nel Deposito - Canti di lotta (il curatore è lo stesso, Sergio "Sergej" Durzu). Dico "se ben mi ricordo" perché "Non maledire questo nostro tempo" appartiene alle 600 canzoni originali di questo sito (quelle che nel nostro gergo chiamiamo le "CCG primitive", e quindi, per l'inserimento in questo sito si va al febbraio/aprile 2003 (oltre 7 anni fa). Per il resto la pagina si è evoluta autonomamente coi contributi di tutti; in rete, un discreto numero di siti e blog riporta peraltro l'autoria Lunari /Gino Negri, ma è possibile che la cosa si basi proprio sulla nostra pagina. Per il resto saprei dire ben poco altro, ma naturalmente l'attribuzione della canzone ai Gufi è possibilissima (almeno un sito riporta infatti tra gli autori della canzone "L.Patruno", ma sempre unito a "Lunari"). Potrebbe anche trattarsi di un'autoria fittizia, non infrequente in passato (si confronti ad esempio i "Pontiack/Verona" autori nominali e fittizi di qualche canzone di Francesco Guccini). Grazie ancora per il suo intervento, con la speranza di sapere a breve qualcosa di più su questa canzone e sui suoi autori!

CCG/AWS Staff - 11/8/2010 - 21:23


In effetti, vedendo quali sono i siti che parlano di questa canzone, ho la netta impressione che l'attribuzione a Lunari/Negri sia dovuta essenzialmente a questa pagina su cui scriviamo: tutti infatti riportano le stesse cose, dette anche nello stesso modo. Comunque ho contattato Patruno per chiedergli se la canzone sia effettivamente sua (come credo): attendo una risposta, poi vi faccio sapere. Su Gino Negri, se fosse il caso, io avrei tanto da dirvi; ma aspettiamo di sapere di chi sia la canzone!
(Intanto forse però vi può interessare l'esistenza di due canzoni di Gino Negri contro la guerra: sono due traduzioni e adattamenti dallo spettacolo "Oh! It's A Lovely War!", di cui voi avete inserito uno dei pezzi principali; Negri ne ha curato la versione italiana, facendo due canzoni antimilitariste, pubblicate nel 1963)

Marco Moiraghi - 11/8/2010 - 23:15


Ovviamente attendiamo notizie, e il suo contatto diretto col maestro Patruno non potrà essere che una fonte definitivamente attendibile (nel qual caso cambieremo immediatamente l'attribuzione, stabilendo se ai Gufi o a Lino Patruno stesso). È del resto il metodo di lavoro del nostro sito: non appena giungono notizie più precise, la pagina viene immediatamente modificata. Sul maestro Gino Negri confessiamo di essere colpevolmente ignoranti, quindi qualsiasi forma di collaborazione al riguardo da parte sua sarà oltremodo ben accetta; nel frattempo ne approfittiamo per un...restauro preventivo della pagina.
Ancora mille ringraziamenti, Moiraghi, per i suoi interventi davvero opportuni e preziosi.

CCG/AWS Staff - 11/8/2010 - 23:39


Per me è un piacere poter collaborare ad un archivio come il vostro. Appena avrò la risposta da Patruno vi farò sapere: spero che non mi faccia attendere troppo.
Intanto, se vi interessa, vi posso fornire ogni dato relativo alle due canzoni di cui vi ho detto, dallo spettacolo "Oh what a Lovely War" tradotto in italiano. Voi avete inserito "Oh! It's a Lovely War", che è una delle canzoni centrali; Negri invece ha tradotto le successive "When this Lousy War is over" (diventata "Finirà 'sta sporca guerra") e "I want to go Home" (diventata "Voglio andar via"). Sono due piccole cose, certo; ma sono perfettamente adatte al vostro sito. Inoltre tenete presente che ci sono ancora i vinili delle versioni sia inglese sia italiana (con parecchie altre canzoni interessanti); lo spettacolo italiano ha il titolo generale "Oh! Che bella guerra!" (1963-65).
Credo che indagando bene nell'archivio (in buona parte inedito) delle oltre 200 canzoni di Negri (archivio che sto personalmente ordinando e studiando: sarà oggetto di varie pubblicazioni in un futuro non lontano) si possano trovare altre cose contro la guerra; è questione di tempo, posso provare a cercare.
Vi lascio la mia email per approfondire il contatto, sempre che vi interessi. A presto!

Marco Moiraghi - 12/8/2010 - 16:57


Sono felice di potervi dire che stamane ho ricevuto da Lino Patruno la risposta desiderata: mi dice che la musica di "Non maledire questo nostro tempo", su testo di Gigi Lunari, fu composta da lui. Aggiunge anche che non gli risulta esistere il titolo "25 aprile 1945". Direi che la conferma è autorevole e può essere considerata definitiva; e oltretutto va a rassicurarmi su un punto importante: la musica di questa canzone a me non sembrava affatto di Negri (contrariamente a quanto afferma Letizia Liqui), il cui stile musicale conosco molto bene; ma nel dubbio non potevo escludere totalmente l'attribuzione a Negri solo a partire da un'impressione d'ascolto. Ora vorrei dunque sapere (perché il dubbio è sempre occasione di conoscenza, e non si sa mai...) da Paolo D'Alessandro dove aveva trovato la notizia che la canzone si chiamava originariamente "25 aprile 1945", e che era di Negri, mentre quella dei Gufi un rifacimento. Se D'alessandro è ancora in contatto, dia un segnale!

Marco Moiraghi - 13/8/2010 - 11:32


No, la musica della canzone è di Gino Negri: almeno nella versione intitolata "25 aprile 1945", che si trova facilmente incisa da Milva nell'album "Libertà" (Dischi Ricordi, SMRL 6172). Fatemi sapere se vi serve il testo ed il file mp3 della canzone, ve le posso mandare tramite email. Saluti, Vito Vita

Vito Vita - 27/4/2011 - 10:55


Su Gigi Lunari, autore del testo, potete trovare notizie su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Lunari
Idem per Gino Negri:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Negri

Vito Vita - 27/4/2011 - 11:05


Ho anche verificato presso il sito Siae: "25 aprile 1945" risulta scritta da Lunari per il testo e da Negri per la musica, potete controllare da soli (in ogni caso, mi sono salvato lo screenshot).

Vito Vita - 27/4/2011 - 11:09


Veramente sul sito della SIAE per "Non maledire questo nostro tempo" risulta:

DEPONTI MANSUETO Compositore Musica (C)
PATRUNO LINO Compositore Musica (C)
LUNARI GIGI Autore del Testo (A)
EMI MUSIC PUBLISHING ITAL Editore Originale (E)

Lorenzo - 27/4/2011 - 11:20


Scusate, mi intrometto ancora nella discussione, a distanza di oltre un anno, per fare una doverosa precisazione. Sto sistemando l'intero archivio personale di Gino Negri, per cui ho sottomano tutto il materiale necessario per una verifica. La questione è resa complessa dal fatto che ci sono due canzoni diverse: "Non maledire questo nostro tempo" ha la musica di Lino Patruno, come già confermato anche, addirittura, dalla viva voce dello stesso Patruno: dunque non andrebbe più messa in discussione, perché è un'attribuzione più che sicura! Poi c'è "25 aprile 1945", che è una diversa canzone (anche se ha contenuti molto simili), ed effettivamente ha musica di Gino Negri: ho trovato poco tempo fa la partitura originaria manoscritta (ma incompleta) di Gino Negri. Altra questione ancora: forse "25 aprile 1945" ha ispirato "Non maledire questo nostro tempo"? Credo proprio di sì, è molto probabile; ma ancora è da dimostrare, dunque ci vuole cautela anche per questo aspetto del problema. Cordiali saluti, Marco Moiraghi

Marco Moiraghi - 21/9/2011 - 11:38


Caro Marco, grazie per queste precisazioni interessanti. Naturalmente ora aspettiamo il testo di questa "25 aprile 1945" con musica di Gino Negri!

CCG/AWS Staff - 21/9/2011 - 12:10


D'accordo, ma vi ricordo che, come diceva giustamente Vito Vita qui sopra, "25 aprile 1945" con musica di Negri è presente nel citato album di Milva, dove dovrebbero essere contenute anche le necessarie precisazioni riguardanti la paternità creativa di questa canzone. Se vi interessa, è uscito in queste settimane un mio libro dedicato a Negri (presentato ieri pomeriggio a Milano al Piccolo Teatro, con la presenza al mio fianco nientemeno che di Milva: vedete sito del Festival MiTo), con 2 CD allegati contenenti canzoni in parte inedite: alcune (almeno due) sono adattissime per il vostro sito-archivio; potete acquistare il volume coi CD ordinandolo sul sito web di Squilibri Editore, Roma. Cari saluti

Marco Moiraghi - 21/9/2011 - 13:47


Allora ho riascoltato le due versioni. Questa è la versione di Milva. Il testo che canta è il primo riportato in questa pagina



Questa invece è la versione dei Gufi. La musica è in effetti diversa ed il testo è quello riportato come "versione dei gufi" in questa pagina ed è molto simile al primo.



Quindi non mi sentirei di dire che sono due canzoni differenti, ma semmai due versioni diverse. Per la seconda Patruno ha riscritto probabilmente la musica, ma mi sembra che anche se non la melodia mantenga il ritmo della musica originale (di Gino Negri). Lascio ai musicologi più esperti giudicare su questo punto.

Lorenzo - 21/9/2011 - 20:24


Riporto un commento dal blog Il negozio di Euterpe che bene riassume la questione:

I Gufi avevano inciso “Non maledire questo nostro tempo” in quanto faceva parte del loro spettacolo “Non so non ho visto se c’ero dormivo” (1967, cfr. album omonimo), su testi, appunto, di Lunari (con cui il gruppo avrebbe collaborato anche in seguito). La musica di quella versione è di Lino Patruno, quindi è completamente diversa da quella composta da Negri, anche se alcune idee, come la progressione armonica per semitoni, sono quasi comuni. Direi che è proprio il testo a suggerire un’enfasi musicale. Il testo, a un primo raffronto, riporta un lieve cambiamento solo nel finale.
Non so se la versione di Negri (tra le maggiori figure della musica contemporanea e della “nuova canzone” in Italia, oltre che della didattica, mancato vent’anni fa) fosse comunque anteriore, e fosse stata eseguita da altri, per cui, nel caso, Lunari avrebbe poi “riciclato” il testo per lo spettacolo, ma non ho trovato nulla che faccia pensare a questa ipotesi.

(Giuliano)

21/9/2011 - 23:08


La musica di Non Maledire Questo Nostro Tempo (testo del sottoscritto Luigi Lunari in uno spettacolo dei Gufi, intitolato Non so, non ho visto, se c'ero dormivo, è di Lino Patruno. Credo che poi ahche Gino Negri abbia musicato lo stesso testo ex novo, forse per Milva. Ma non ricordo niente di preciso in proposito.
Luigi Lunari

luigi Lunari - 9/2/2013 - 22:49


Non so se sono già intervenuto sulla questione (la mia memoria ha dei buchi) ma posso precisare che la canzone Non Maledire questo Nostro Tempo è stata scritta da nel nel 1967 per i Gufi (nello spettacolo NON SO, NONN HO VISTO, SE C'ERO DORMIVO, sempre del sottoscritto, La canzone è stata musicata da Lino Patruno; la versione di Gino Negri, usata da Milva, è successiva. E io devo dire - con tutto l'affetto per Gino Negri - che la semplice e lineare interpretazione di Patruno è più "adeguata" ed è quella che preferisco. Colgo l'occasione per segnalare che recentemente (dicembre 2013) l'editore Book Time di Milano ha pubblicato i due testi da me scritti per i Gufi nel 1967 e '68: oltre a quello citato, che contiene la canzone in oggetto, si tratta del testo NON SPINGETE, SCAPPIAMO ANCHE NOI.
Grazie per l'attenzione e molti cordiali saluti
Luigi Lunari
luigi.lunari@libero.it
www.luigilunari.com

Luigi Lunari
Luigi Lunari

Luigi Lunari - 1/2/2014 - 11:16


Ricorda, o cittadino, questa data, lapide sul vecchio palazzo comunale di Scandicci, Firenze.
Ricorda, o cittadino, questa data, lapide sul vecchio palazzo comunale di Scandicci, Firenze.


"Ricorda, o cittadino, questa data
E spiegala ai tuoi figli
E ai figli dei tuoi figli
Racconta loro
Come un popolo in rivolta
Si liberasse un giorno
Dall’oppressore
E narra loro
Le mille e mille gesta di quei prodi
Che sui monti, nei borghi e in ogni passo
Sbarrarono il passo all’invasore
Né ti scordar dei morti
Né ti scordar di raccontare
Cos’è stato il fascismo
E il nazismo
E la guerra
Ricorda le rovine, le stragi, la fame e la miseria
Lo scroscio delle bombe e il pianto delle madri
Ricordati di Buchenwald
Delle camere a gas, dei forni crematori
E tutto questo
Spiega ai tuoi figli
E ai figli dei tuoi figli
Non perché l’odio e la vendetta duri
Ma perché sappian quale immenso bene
Sia la libertà
E imparino ad amarla
E la conservino intatta
E la difendano sempre."

Bernart Bartleby - 17/8/2016 - 21:24



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