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Hitler in galera

Piero Ciampi
Lingua: Italiano

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[Ciampi-Marchetti]

Ciampi.


Una surreale canzone in cui si immagina un Hitler...pentito. Nel pieno e inconfondibile stile di Piero Ciampi. Una canzone di pace "alla sua maniera".
Il pene, si appoggiò su una palude,
appena dopo, si celebrò la nascita
di una sporca follia.

Lui atterrì, imprecò,
pianse ed urlò, disperò.
Ora era là la realtà,
il cappio e l'eternità.

"Io non voglio morire,
non farò più del male,
vi scongiurò, provate,
io sarò la bontà."

Lui rifiutò, pazientò,
poi richiamò gente sua,
che lotta fu, una follia,
per l'altra vita terrore.

"Vi prego, non fatemi del male,
farò quel che volete,
ne ho ammazzato milioni
ma io sarò l'amore."

Il boia entrò, salutò,
il cappio ancora aspettò.
Ora era là la verità,
il delirio e l'eternità.

"Vi scongiuro, provate,
io non voglio morire,
se fate così mi dannate,
non ce la faccio più!"

E così sia!

inviata da Riccardo Venturi


"Sarà dannato per l'eternità, questo uccellone di Hitler. Io l'ho messo in galera e ci starà per l'eternità. Eh...vi immaginate l'eternità in galera? Eccolo, 'sto vigliaccone maledetto!" (P. Ciampi, 1977). La canzone originariamente si intitolava "Cristo in galera" (Hitler visto come un povero Cristo in attesa solo della morte). L'idea di annullamento della pena capitale è ripresa da "Memorie dalla casa dei morti" di Dostoevskij e quindi dalla nota vicenda personale legata alla condanna a morte per cospirazione poi commutata in lavori forzati.

Flavio Poltronieri - 18/11/2015 - 09:22



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