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Figli dell'ottantanove

Alfonso Borghi
Lingua: Italiano



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(Alfonso Borghi)


Quando vedevi Antonio sopra l’uscio
sbirciare torvo un milite distante
e con la mano fracassare il guscio
di cinque noci nello stesso istante,

allora il mondo si tingeva in rosso
e l’aria attorno greve, imbalsamata,
aveva odore di salnitro e addosso
un canto antico d’anarchia umiliata.

Parma chiudeva dentro i suoi bastioni
un dedalo di strade,tane, anfratti:
Borgo Naviglio, nido di passioni,
Borgo Catena con i suoi misfatti.

Dal buio delle porte, spiritati,
sbucar vedevi gli occhi popolani,
mentre nell’osteria degli impiccati
gli anarchici cantavano l’Ernani.

Quando notte in cielo copra
Tu ne avrai compagni all’opra
Dagli sgherri di un rivale
Ti fia scudo ogni pugnale

Quando notte in cielo copra
Tu ne avrai compagni all’opra
Dagli sgherri di un rivale
Ti fia scudo ogni pugnale

L’Italia era una bolgia di pirati,
sansepolcrini, reduci, ribelli,
nazionalisti, cortigiani armati
di gagliardetti, spranghe, manganelli.

Dopo la sbornia arriva la tempesta:
davanti al mare livido, tremendo,
i proletari calano la testa
e il sogno partorisce un mostro orrendo.

Agosto 22: camicie nere
da Mantova, Cremona e da Ferrara;
la terra brucia, brucian le bandiere,
tutta l’Emilia è un gemito, una bara.

Agosto 22: uccelli neri,
ma un microbo resiste in quelle alcove:
gli Arditi di Picelli e Antonio Cieri
figli del lampo e dell’ottantanove.

Sciopero generale il primo agosto;
in piazza Garibaldi, in via Farini
le biciclette invadono ogni posto
“Che fa il Governo contro gli assassini?”

Arrivano le prime dai compagni:
scioperano fornai, pastai, tranvieri,
facchini, edili, fornaciai, magnani,
tessili, muratori, carrettieri.

In Borgo Inzani, in Borgo Corridoni
c’è aria di tregenda e di bufera;
cantano i fanti di Borgo Cocconi
“Per far contro il nemico una barriera…”

“Se arriva Balbo con i suoi segugi,
se ostenta il cuore di Ravenna uccisa,
poniamo fine al tempo degli indugi:
fuori il fucile, addosso la divisa”.

E vedi dalle porte, spiritati,
sbucare gli occhi ardenti, popolani,
mentre nell’osteria degli impiccati
gli anarchici ricantano l’Ernani.

inviata da alfonso borghi - 4/10/2023 - 22:28




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