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نیست شوقی که زبان باز

Nadia Anjuman / نادیا انجمن
Lingua: Persiano


Lista delle versioni e commenti


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naset shewqa keh zeban baz
[2005]
شعر / Poesia / A Poem by / Poème / Runo :
Nadia Anjuman / نادیا انجمن

تفسیر شده توسط / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat
1. دخترای ناشناس/ Sconosciute / Unknown / Inconnues / Tuntematon

2. Miriam Guidetti

پس زمینه موسیقی / Sottofondo musicale / Music background / Fond de musique / Taustamusiikki
Christopher Gunning

3. unaisladeideas




Nadia Anjuman fine poetessa afghana, scomparsa a 25 anni, sembra avere proiettato su di sé tutte le contraddizioni di un popolo schiacciato tra sovrastrutture feudali e modernità. È il paradigma della donna afghana, essere considerato marginale, ridotto a oggetto, immagine reificata della violenza. Fu uccisa dal marito durante una lite violenta.

Sulla condizione femminile in Afghanistan

Secondo il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, la popolazione afghana nel 2022 é di circa 41 milioni, per il 51,7% maschi e 48,3 % femmine. Il tasso di crescita annuo è 3%.
Il tasso di analfabetismo della popolazione adulta (superiore ai 15 anni) è il 76% per le donne, 48% per gli uomini.
Il tasso di analfabetismo della popolazione giovane (inferiore ai 15 anni) è il 54% per le ragazze, 30% per i ragazzi.
L’Afghanistan occupa uno degli ultimi posti nella graduatoria mondiale per tasso di alfabetizzazione.
Secondo le statistiche dell’ILO (International Labour Organization), la forza lavoro femminile a fine 2021 è il 17% su un totale di 9,7 milioni, in progressiva contrazione. Nel 2021 secondo i dati della banca Mondiale iI tasso di attività (Labor Force participation rate) è 14,85 % per il genere femminile mentre per quello maschile è 66,52 %, entrambi con sensibile tendenza alla decrescita.
La distribuzione percentuale del lavoro femminile nei vari settori nel 2020era la seguente: 52 nell’Agricoltura, 25 nel manifatturiero tessile, 18 nella pubblica amministrazione e terziario (dati ILO)
L’Afghanistan è il paese con il più basso tasso di attività femminile nella graduatoria mondiale. Chi volesse approfondire l’analisi della questione può consultare la monografia Desai and Li Analyzing FLFP in Afghanistan, Harvard University , 2016, con l’avviso che le proiezioni indicano un peggioramento in atto degli indicatori , in relazione all’ascesa al potere dei Talebani.
Seguono alcune immagini di donne afghane in città negli anni ’70.







Sul ruolo delle donne nella società afgana non occorre spendere parole, le informazioni dei media di vari orientamenti non mancano. Desideriamo aggiungere soltanto qualche rilievo su cui il mainstream non si è soffermato, forse per la difficoltà di acquisire informazioni dirette.
Ci siamo imbattuti in un comunicato del sito afghano del Ministero della Giustizia. Spinti da curiosità abbiamo quindi potuto appurare quanto segue. Il Ministero per gli Affari femminili [ dari: وزارت امور زنان], istituito nel 2001, è stato soppresso il 7 Settembre 2021, dopo l’insediamento dei Talebani al governo. Le sue funzioni sono state trasferite al “ Ministero per la Diffusione della Virtù e Prevenzione della Depravazione” [dari: وزارت دعوت و ارشاد امر بالمعروف و نهی المنکر][sic]. Anche se nessun lettore ha conoscenze di dari, scrivente compreso, può essere interessante sfogliare le immagini del documento per farsi una vaga idea della polizia del “buoncostume” in forza al Ministero.
Seguono alcune immagini riprese di recente sulle donne afghane.

...







Alcuni fatti salienti

26 Dicembre 2021 : entrano in vigore altre restrizioni per le donne afghane. Non possono effettuare spostamenti superiori a 50 miglia (72 km) se non accompagnate dal tutore maschio, il mahram [مهرام]. Ci sono donne prive di tutore, non per volontà propria. Non sono ammesse eccezioni. I tassisti sono obbligati alla segnalazione (o alla delazione) delle trasgressioni. La polizia del buoncostume vigila.

Marzo 1922: le donne afghane non possono più accedere a voli nazionali o internazionali se non scortate dal tutore maschio, il mahram

22 Marzo 2022: vengono definitivamente chiuse le scuole per le ragazze oltre la 6^ classe

7 Maggio 2022: il suddetto Ministero emette un decreto sull’abbigliamento femminile e relative punizioni per le trasgressioni. Tutte le donne afghane sono obbligate a indossare almeno lo hijab, un velo che le copra, o una veste lunga badando che non sia aderente al corpo né sottile al punto da lasciare trasparire il sotto. Se una donna viene fermata senza lo hijab ne risponde il tutore, il mahram.
Troppo rigore? Macché, la scelta di alternative è ampia: burqa, niqab, chador, shayla, al-amira, khimar. Sulla haute couture islamoafghana non è il caso di indugiare, forse in un’altra occasione.

Informazioni recenti sulla condizione femminile in Afghanistan si possono leggere negli articoli di Ruchi Kumar, DW, Zahra Nader e di Kreshma Fakhri,


La poesia

La poesia proposta fa parte della raccolta گل دودی [Gul-e-dodi] / Fiore di fumo. Le poesie di Nadia non hanno titoli. Qualche traduttore italiano l’ha intitolata “Grido di dolore”. Altri si attengono alla prassi di ripetere il primo verso, quindi Il titolo è “Nessuna voglia di aprire bocca”.
Anche in questa poesia Nadia manifesta tutta la sua angoscia, tra disperazione soffocata e voglia di reagire. “Non sono un debole pioppo”.
Nessuna esitazione, soltanto lo sgomento di chi sino a ieri aveva creduto in una realtà diversa. “Sono stata in silenzio per troppo tempo, ma non ho dimenticato la melodia”.
Nadia non ha mezzi per protestare se non la parola: nitida, asciutta, diretta ma di uno spessore unico, lo stesso che soltanto gli esseri toccati nel profondo riescono ad esprimere con una semplicità disarmante.
Non è invocazione autoconsolatoria, è invece parola proferita “Per ricordare a me stessa che un giorno distruggerò questa gabbia e volerò via dalla solitudine”.
E’ parola che vuole materializzarsi, parola che si è fatta sangue.


Le interpretazioni

La prima interpretazione proposta è quella di due giovani afghane che, si direbbe, conoscono bene le opere di Nadia. Non sapremmo dire altro, non sono noti i loro nomi ovviamente, né l’origine della melodia, rischierebbero parecchio oltre la condanna a cui sono già sottoposte in quanto donne afghane. È noto soltanto il canale youtube che ha reso possibile la diffusione, “The last torch”.
Nella seconda Miriam Guidetti recita la poesia in italiano con notevole forza espressiva. Il sottofondo musicale è del compositore inglese Christopher Gunning.
[Riccardo Gullotta]
نیست شوقی که زبان باز کنم، از چه بخوانم؟ [1]
من که منفور زمانم، چه بخوانم چه نخوانم

چه بگویم سخن از شهد، که زهر است به کامم
وای از آن مشت ستمگر که بکوبیده دهانم

نیست غمخوار مرا در همه دنیا که بنازم
چه بگریم، چه بخندم، چه بمیرم، چه بمانم

من و این کنج اسارت، غم ناکامی و حسرت
که عبث زاده‌ام و مهر بباید به دهانم

دانم ای دل که بهاران بود و موسم عشرت
من پربسته چه سازم که پریدن نتوانم

گرچه دیری است خموشم، نرود نغمه ز یادم
زان که هر لحظه به نجوا سخن از دل برهانم

یاد آن روز گرامی که قفس را بشکافم
سر برون آرم از این عزلت و مستانه بخوانم

من نه آن بید ضعیفم که ز هر باد بلرزم
دخت افغانم و برجاست که دایم به فغانم
[1] Transcription / Trascrizione
naset shewqa keh zeban baz kenem, az cheh bekhewanem?
men keh menfewr zemanem, cheh bekhewanem cheh nekhewanem

cheh beguwam sekhen az shhed, keh zher aset bh keamem
waa az an meshet setmegur keh bekewebadh dhanem

naset ghemkhewar mera der hemh denaa keh benazem
cheh beguram, cheh bekhendem, cheh bemarem, cheh bemanem

men w aan kenej asaret, ghem nakeama w hesret
keh 'ebeth zadham w mher bebaad bh dhanem

danem aa del keh bharan bewd w mewsem 'eshert
men perebseth cheh sazem keh peraden netwanem

gurecheh dara aset khemweshem, nerwed neghemh z aadem
zan keh her lhezh bh nejwa sekhen az del berhanem

aad an rewz gurama keh qefs ra beshekeafem
ser berwen arem az aan 'ezelt w mestanh bekhewanem

men nh an bad d'eafem keh z her bad belrezm

inviata da Riccardo Gullotta - 24/8/2022 - 13:28




Lingua: Inglese

English translation / ترجمه انگلیسی / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
Mahnaz Badihian

Mahnaz Badihian é una poetessa e scrittrice iraniana, da trent'anni naturalizzata statunitense. La sua é la traduzione di riferimento per le altre lingue; senza il suo supporto non avremmo avuto cognizione delle poesie di Nadia Anjuman.
NO DESIRE TO OPEN MY MOUTH

No desire to open my mouth,
what should I sing of . . .?

I, who am hated by life.
no difference to sing or not to sing.

Why should I talk of sweetness,
when I feel bitterness?

Oh, the oppressor’s fist
broke my mouth.

I have no companion in life
—who can I be sweet for?

No difference to speak, to laugh,
to die, to live.

My strained solitude,
with sorrow and sadness,

I was born for nothingness.
My mouth should be sealed.

Oh my heart, you know it is spring
and time to celebrate.

What can I do with a caught wing,
which does not let me fly?

I have been silent too long,
but I never forget the melody.

Each moment I whisper
the songs from my heart,

reminding me of
the day I will break this cage,

fly from this loneliness
and sing like a melancholic.

I am not a weak poplar tree
to be shaken by any wind.

I am an Afghan woman—
it only makes sense to wail.

inviata da Riccardo Gullotta - 24/8/2022 - 14:59




Lingua: Italiano

Traduzione italiana #1 / ترجمه ایتالیایی / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös :
Per le traduzioni in italiano un riconoscimento va rivolto a Ines Scarparolo, scomparsa, e a Cristina Contilli.
NON HO VOGLIA DI APRIR BOCCA

Non ho voglia di aprir bocca
Per cantar cosa, poi…?

Io, disprezzata dalla vita stessa.
Cantare e non cantare? Non c’è differenza.

Perché dovrei parlare di dolcezza
Quando provo solo amarezza?

Oh, il diletto dei tiranni
Ha colpito la mia bocca

Se non ho un compagno nella mia vita
A chi dovrei dedicare il mio affetto?

Non c’è differenza fra parlare, ridere,
Morire, esistere.

Io e la mia solitudine forzata.
Insieme al dispiacere e alla tristezza.

Sono nata per il nulla.
Le mie labbra dovrebbero essere sigillate.

Oh, cuore mio, lo senti che è primavera
Ed è tempo di festa.

Cosa posso fare con un’ala intrappolata
Che mi impedisce di volare?

Sono stata zitta per troppo tempo,
Ma non ho dimenticato la melodia,

Poiché continuo a bisbigliare
Le canzoni nel profondo mio cuore,

Per ricordare a me stessa
Che un giorno distruggerò questa gabbia,

E volerò via dalla solitudine
E canterò, con la mia malinconia.

Io non sono come un debole pioppo
Che si piega al vento.

Io sono una donna afghana,
E questo è il mio lamento. 

inviata da Riccardo Gullotta - 24/8/2022 - 15:27




Lingua: Italiano

Traduzione italiana #2 / ترجمه ایتالیایی / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös :
Cristina Contilli
NESSUNA VOGLIA DI PARLARE

Nessuna voglia di parlare
Che cosa dovrei cantare?

Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare.

Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.

L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.

Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?

Non c’è nessuna differenza tra parlare, ridere,
Morire, esistere.

Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.

Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere sigillata.

Oh, il mio cuore, lo sapete, è la sorgente.
E il tempo per celebrare.

Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.

Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,

Perché ogni istante bisbiglio le canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in cui romperò la gabbia

Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona malinconica.

Io non sono un debole pioppo
Scosso dal vento

Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a lamentarmi...

inviata da Riccardo Gullotta - 24/8/2022 - 23:05




Lingua: Spagnolo

Traducción española / ترجمه اسپانیایی / Traduzione spagnola / Spanish translation / Traduction espagnole/ Espanjankielinen käännös:
Trasversales


No deseo abrir la boca
NO DESEO ABRIR LA BOCA

No deseo abrir la boca
¿A qué podría cantar?
En mí, a quien la vida odia,
tanto da cantar que callar.
¿Acaso debo hablar de dulzura
cuando siento tanta amargura?
Ay, el festín del opresor
me ha tapado la boca.
Sin nadie al lado en la vida
¿a quién dedicar mi ternura?
Tanto da decir, reír,
morir, existir.
Yo y mi forzada soledad
con mi dolor y mi tristeza.
He nacido para nada
mi boca debería estar sellada.
Ha llegado, corazón, la primavera,
el momento propicio del festejo.
¿Pero qué puedo hacer si un’ala
tengo ahora atrapada?
Así no puedo volar.
Llevo mucho tiempo en silencio,
pero nunca olvidé la melodía
que no paro de susurrar.
Las canciones que brotan de mi corazón
me recuerdan que algún día
romperé la jaula.
Volando saldré de esta soledad
y cantaré con melancolía.
No soy un frágil álamo
sacudido por el viento.
Soy una mujer afgana
Entiéndase pues mi constante queja.

inviata da Riccardo Gullotta - 25/8/2022 - 18:04




Lingua: Francese

Version française — BOUCHE CLOSE — Marco Valdo M.I. — 2022
D’après la version anglaise — NO DESIRE TO OPEN MY MOUTH de Mahnaz Badihian (Mahnaz Badihian est une poètesse et écrivaine iranienne, naturalisée américaine depuis 30 ans. Sa traduction est la référence pour les autres langues ; sans son soutien, nous n’aurions aucune connaissance des poèmes de Nadia Anjuman.)
espagnole : Trasversales : NO DESEO ABRIR LA BOCA
et italiennes : Ines Scarparolo et Cristina Contilli — NON HO VOGLIA DI APRIR BOCCA et NESSUNA VOGLIA DI PARLARE
d’une chanson en langue persane (afghane) — نیست شوقی که زبان باز — naset shewqa keh zeban baz — Nadia Anjuman — 2005

Poèsie : Nadia Anjuman

Interprétée par : 1. Inconnues, 2. Miriam Guidetti — Christopher Gunning, 3. unaisladeideas

Nadia Anjuman fine poètesse afghane, morte à 25 ans, semble avoir projeté sur elle toutes les contradictions d’un peuple écrasé entre les superstructures féodales et la modernité. Elle est le paradigme de la femme afghane, un être considéré comme marginal, réduit à un objet, une image réifiée de la violence. Elle a été tuée par son mari lors d’une violente dispute.

UNE FEMME AFGHANE - BOUCHE CLOSE  2022
UNE FEMME AFGHANE - BOUCHE CLOSE 2022


Sur la condition des femmes en Afghanistan

Selon le département des affaires économiques et sociales des Nations unies, la population afghane en 2022 sera d’environ 41 millions d’habitants, dont 51,7 % d’hommes et 48,3 % de femmes. Le taux de croissance annuel est de 3 %.
Le taux d’analphabétisme de la population adulte (plus de 15 ans) est de 76 % pour les femmes, 48 % pour les hommes.
Le taux d’analphabétisme de la population jeune (moins de 15 ans) est de 54 % pour les filles, 30 % pour les garçons.
L’Afghanistan occupe l’une des dernières places du classement mondial pour le taux d’alphabétisation.
Selon les statistiques de l’OIT (Organisation internationale du travail), la main-d’œuvre féminine à la fin de 2021 est de 17 % sur un total de 9,7 millions, et se réduit progressivement. En 2021, selon les données de la Banque mondiale, le taux de participation à la population active est de 14,85 % pour les femmes et de 66,52 % pour les hommes, avec une tendance significative à la baisse dans les deux cas.
La répartition en pourcentage de la main-d’œuvre féminine dans les différents secteurs en 2020 était la suivante : 52 dans l’agriculture, 25 dans la fabrication de textiles, 18 dans l’administration publique et le secteur tertiaire (données de l’OIT).
L’Afghanistan est le pays où le taux d’emploi des femmes est le plus faible au monde. Les personnes souhaitant analyser cette question plus en détail peuvent consulter la monographie Desai et Li Analyzing FLFP in Afghanistan, Harvard University, 2016, en précisant que les projections indiquent une détérioration continue des indicateurs en lien avec la montée en puissance des talibans.
Voir quelques photos de femmes afghanes dans la ville dans les années 1970.

Il n’y a pas besoin de dire un mot sur le rôle des femmes dans la société afghane ; les informations ne manquent pas dans les médias de diverses orientations. Nous aimerions ajouter quelques points sur lesquels le courant dominant ne s’est pas attardé, peut-être en raison de la difficulté d’obtenir des informations directes.
Nous sommes tombés sur un communiqué sur le site web afghan du ministère de la justice. Poussés par la curiosité, nous avons alors pu constater ce qui suit. Le ministère des Affaires féminines [dari : وزارت امور زنان], créé en 2001, a été supprimé le 7 septembre 2021, après la prise du pouvoir par les talibans. Ses fonctions ont été transférées au " Ministère de la diffusion de la vertu et de la prévention de la dépravation " [dari : وزارت دعوت و ارشاد امر بالمعروف و نهی المنکر] [sic]. Même si aucun lecteur n’a la moindre connaissance du dari, y compris l’auteur, il peut être intéressant de parcourir les images du document pour se faire une vague idée de la police des mœurs au ministère.

Quelques faits saillants

26 décembre 2021 : de nouvelles restrictions entrent en vigueur pour les femmes afghanes. Elles ne peuvent pas voyager à plus de 50 miles (72 km) si elles ne sont pas accompagnées par le tuteur masculin, le mahram [مهرام]. Il y a des femmes sans tuteur, pas par leur propre volonté. Aucune exception n’est autorisée. Les chauffeurs de taxi sont tenus de signaler (ou de dénoncer) les transgressions. La police des mœurs fait le guet.

Mars 1922 : les femmes afghanes ne sont plus autorisées à prendre des vols intérieurs ou internationaux si elles ne sont pas escortées par leur tuteur masculin, le mahram.

22 mars 2022 : les écoles pour filles de plus de 6ᵉ année sont définitivement fermées.

7 mai 2022 : le ministère susmentionné publie un décret sur la tenue des femmes et les sanctions en cas de transgression. Toutes les femmes afghanes sont tenues de porter au moins le hijab, un voile qui les couvre, ou une robe longue, en veillant à ce qu’elle ne soit ni serrée contre le corps ni assez fine pour qu’on puisse la voir en dessous. Si une femme est arrêtée sans le hijab, le tuteur, le mahram, est responsable.
Trop stricte ? Pas du tout, le choix des alternatives est large : burqa, niqab, tchador, shayla, al-amira, khimar. Sur la haute couture islamo-afghane, il n’y a pas lieu de s’attarder, peut-être à une autre occasion.

Des informations récentes sur le statut des femmes en Afghanistan peuvent être lues dans les articles de Ruchi Kumar, DW, Zahra Nader e di Kreshma Fakhri.

Le poème

Le poème proposé fait partie du recueil گل دودی [Gul-e-dodi] / Fleur de fumée. Les poèmes de Nadia n’ont pas de titre. Certains traducteurs italiens l’ont intitulé « Cri de douleur ». D’autres s’en tiennent à la pratique consistant à répéter le premier vers, de sorte que le titre est « Nessuna voglia di aprire bocca ».
C’est aussi dans ce poème que Nadia manifeste toute son angoisse, entre désespoir étouffé et envie de réagir. « Je ne suis pas un peuplier faible.

Aucune hésitation, seulement le désarroi de ceux qui, jusqu’à hier, avaient cru à une autre réalité. « J’ai été silencieuse pendant trop longtemps, mais je n’ai pas oublié la mélodie ».
Nadia n’a pas d’autre moyen de protestation que les mots : tranchants, secs, directs mais avec une profondeur unique, celle que seuls les êtres touchés au plus profond d’eux-mêmes sont capables d’exprimer avec une simplicité désarmante.
Il ne s’agit pas d’une invocation consolatrice, mais d’une parole prononcée « pour me rappeler qu’un jour je détruirai cette cage et m’envolerai loin de la solitude ».
C’est la parole qui veut se matérialiser, la parole qui est devenue du sang.

Les interprétations

La première interprétation proposée est celle de deux jeunes femmes afghanes qui, dirait-on, connaissent bien l’œuvre de Nadia. Nous ne pouvons en dire plus, leurs noms ne sont pas connus bien sûr, ni l’origine de la mélodie, elles risqueraient beaucoup plus que la peine qu’elles subissent déjà en tant que femmes afghanes. Seule la chaîne youtube a rendu cela possible est connue, " The last torch ".
Dans le second, Miriam Guidetti récite le poème en italien avec une force expressive remarquable. La musique de fond est due au compositeur anglais Christopher Gunning.

[Riccardo Gullotta].
BOUCHE CLOSE

Aucune envie de parler
Pour que chanter ?
De moi, la vie désespère :
Chanter ou se taire,
Parler de douceur,
Avec tant de rancœur ?
D’un tyran, la rage farouche
Bouche ma bouche.
Personne dans ma vie,
Pas de douceur amie.
Tout est indifférent : rire, dire,
Mourir, vivre.
Avec ma seule détresse,
Ma douleur, ma tristesse,
Je suis née pour le néant,
Ma bouche est condamnée.
Mon cœur, sens-tu le printemps ?
De la fête, voici le temps.
Que faire ? Mon aile brisée,
M’empêche de voler.
Longtemps, je me suis tue,
Je voilais ma mélodie perdue.
Je ressasse à présent
En mon cœur, les doux chants,
Secrets messages
Du jour où je briserai la cage,
Où je laisserai cette solitude,
Où je psalmodierai mon hébétude.
Je ne suis pas tremble tremblant,
Ballotté au gré du vent.
Je suis femme afghane,
Cela seul me condamne.

inviata da Marco Valdo M.I. - 30/8/2022 - 20:07


La versification en rimes suivies dans la version française crée un mouvement, une vague qui donne une nuance épique. La vague s'amplifie en progressant vers la fin : tremblant / vent, afghane / condamne.
Ce n'est pas seulement une traduction, c'est une recréation de l'univers de Nadia. Le résultat est surprenant.

Riccardo Gullotta - 30/8/2022 - 23:10



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