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Sogno Otro Mundo

Après La Classe



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2022
Sogno Otro Mundo
feat. Manu Chao
otro
Si veda Otro Mundo

Il brano vede la partecipazione del già leader dei Mano Negra Manu Chao, intervenuto alle session di registrazione della canzone - che nel testo mischia spagnolo, francese e italiano - incidendo parti di voce e chitarra.

“Correva l’anno 2001, a una manciata di giorni dalla mai dimenticata morte di Carlo Giuliani, deceduto durante gli scontri del G8 a Genova, manifestazione di risonanza planetaria fece anche da apripista alla prima delle tre date in Italia del tour di Manu Chao”, ha raccontato a Rockol la band a proposito del proprio rapporto d’amicizia con l’artista nato a Parigi sfociato nella recente collaborazione: “E fu così che per fortuna, o magari per un gioco del destino, che durante quel periodo di grande subbuglio - caratterizzato dall’inizio di un nuovo millennio dal boom del Web e dalle prime contestazioni al processo di globalizzazione - che ‘la Pulce’ approdò con ‘Radio Bemba’ proprio a Melpignano, Salento, in Italia, a circa 5 anni dallo scioglimento dei Mano Negra, padri fondatori del genere musicale battezzata da loro stessi patchanka. Una sorta di ‘lavatrice’ dove poter buttare qualsiasi genere musicale, lingue diverse e con una velocità di crociera a quota 145 bpm circa”.

“Ci presentammo ai cancelli d’ingresso con altre 26.000 persone scalpitanti, proprio nel luogo dove si consuma ogni anno il Concertone della Notte della Taranta”, proseguono gli Après la Classe: “Eravamo estremamente curiosi, perché conoscevamo a menadito la magia e i suoni di ‘Clandestino’, il suo album uscito circa un paio d’anni prima. Come soldati fedeli al loro generale eravamo pronti a cantare tutti i pezzi al suo fianco: prima della sua uscita sul palco si respirava un'aria magica, piena sia dai fumi delle canne d’erba albanese che girava in quel periodo che dai fiumi di birra venduta a 2.500 lire a bicchiere. Ci aspettavamo un set cantautorale in perfetto stile hippy, e invece no! Il concerto partì con la forza di uno tsunami e Manu irruppe sul palco accompagnato da un band composta da dieci musicisti, pescati tanto tra le sue nuove amicizie quanto dai suoi ex compagni di viaggio”.

“Assistemmo impotenti ed estasiati a quel terremoto che stava capitando davanti ai nostri occhi, quella notte rimase tatuata sulla nostra pelle per sempre”, ricorda la band: “Fu un live che cambiò per sempre la nostra storia e la nostra carriera. In quel periodo stavamo registrando il nostro album d’esordio, che nei giorni successivi fu pesantemente plasmato dalla visione di quella performance. Da lì in poi capimmo quali erano le orme da seguire per poter andare avanti nel nostro percorso, e così - a distanza di un anno - iniziò la nostra intensa attività musicale, che ci portò a tenere migliaia di concerti indimenticabili, sia per noi che per i nostri fan. In men che non si dica arrivò il 2009: in quel periodo stavamo scrivendo l’album ‘Mammalitaliani’, e per la prima volta dopo otto anni ininterrotti di tour - e con tre album all’attivo - decidemmo di prenderci un anno sabbatico. Ma quelli come noi sono difficili da fermare. Durante le registrazioni a Puccia un bel giorno venne l’idea di formare una band che riprendesse pezzi dei Mano Negra e di ‘Radio Bemba’. Con un giro di telefonate formammo la crew dando vita a quella band di folli che sono stati i Papa Chango: restammo folgorati dal successo immediato che riscosse il progetto, rivelato tanto dall’affluenza di migliaia di ragazzi che gremivano le piazze del Salento quanto dall’energia che si creava tra noi e loro durante i concerti. Uno dei luoghi preferiti per i nostri live era il Parco Gondar di Gallipoli, posto che ha ìnsito il concetto di fare festa. E qui entra in gioco Ferruccio, proprietario dello spazio che aveva il sogno nel cassetto di riportare Manu in Italia proprio lì, a più di quindici anni di distanza dalla sua ultima esibizione Italiana. A nostra insaputa realizzò un video all’interno del parco durante una delle nostre esibizioni, e poco dopo salì su un aereo diretto a Parigi per incontrare di persona il grande Manu”.

“Come un vero segugio riuscì a strappargli un colloquio in un bistrot sotto casa sua, e così - sfruttando le sue parole e il nostro video - riuscì a persuaderlo”, spiegano gli Après la Classe: “Così, in occasione della sua data nel leccese andata sold-out già diversi giorni prima, attendemmo il suo arrivo dietro i camerini con l’entusiasmo di bambini che aspettano i regali di Natale. A pensarci, lo rivediamo ancora oggi venirci incontro con il suo solito sorriso smagliante per abbracciarci: finalmente eravamo riusciti ad avere il primo approccio con il nostro mito. Quella stessa sera Manu invitò i fiati della nostra Papa Chango - Gabriele Blandini e Ria - a suonare con lui quattro canzoni: in breve tempo se ne innamorò a tal punto da farli entrare in pianta stabile nella sua band. A distanza di un paio d’anni ritornò per un’altra serie di concerti in Italia: durante uno di questi ci invitò a salire sul palco per esibirsi con lui, consolidando così il nostro meraviglioso rapporto d’amicizia e rispetto che abbiamo maturato fino ad oggi. Durante questi suoi periodi di andirivieni tra Europa e Italia iniziammo a produrre quello che oggi è il nostro nuovo singolo realizzato con lui”.

“Tornò nuovamente a trovarci, ma in veste di turista”, ha concluso la band: “Durante la sua permanenza cogliemmo l’occasione per fargli ascoltare la demo del singolo: il pezzo gli piacque fin da subito, e decise di prestarsi al gioco. Ci recammo nel nostro studio, dove iniziammo a registrare le sue magiche tracce in due sessioni. Non potevamo credere ai nostri occhi: Manu Chao era lì, davanti a noi. Non era un sogno, stava accadendo realmente: il nostro mentore, visto per la prima volta un ventennio, prima stava segnando nuovamente il percorso delle nostre vite, anche se stavolta in maniera totalmente diversa. Siamo felicissimi di aver raccontato questa storia, in modo che il mondo possa conoscere l’incredibile storia di come i sogni nella vita si possano avverare. Anche da grandi non smarrite mai l’entusiasmo del bambino che vive in voi, perché se ci credete veramente fino in fondo, poi i sogni diventano reali. E soprattutto non dimenticate che non si può mai calcolare la felicità”.
rockol.it
Cada día me miro en un mundo al revés.
Cada día me veo, en un mundo tan fierro.
Cada día es un dia pa volver a nacer.
Cada día yo grito, a la luna mis celos.

Y ahora que… vamos a hacer Y ahora que
Y ahora que… vamos a hacer Y ahora que

Cada día es absurdo, como un pozo al caer
Cada día me espanto de tanto rebuscar
Cada día arrabiando saltando en la sarten

Y ahora que ( ahora que)
vamos a hacer ( vamos a hacer)
Y ahora que (y ahora que)
Y ahora que (y ahora que)
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que ( y ahora que)

Soñé otro mundo

J’ai fait un cauchemar au clair de la nuit sauvage
où tout est pourri sans plus de vie dans mes paysages
où il n’y aura plus de terre fraîche pour planter des arbres
un cours d’eau ou le bruit que fait un orage
même pa un poisson qui peut nager a la mer
pa meme de fleurs seulement du sable par terre
ce jour viendra pour tous et il faut pas oublier
que l’argent n’est pas bon à manger

Cada día yo lucho para no decaer
Cada día yo río para no despreciar
Cada día una suerte para saber alcanzar

Y ahora que (y ahora que)…
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que (y ahora que)
Y ahora que (y ahora que)…
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que

Soñe otro mundo
Lo conseguí soñando
Soñe otro mundo
Lo conseguí luchando

E io cammino per le strade di questa città
Che non ha imparato niente degli sbagli di anni fa
Se l’uomo illuso pensa che la terra guarirà
Se muore la natura muore chi ci abita
E sogno un altro mondo stiamo toccando il fondo
E sogno un altro mondo per chi ci abita
E sogno un altro mondo stiamo toccando il fondo
E sogno un altro mondo per chi ci abita

Y ahora que (y ahora que)…
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que (y ahora que)
Y ahora que (y ahora que)…
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que (y ahora que)

Soñé otro mundo

Y ahora que (y ahora que)…
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que (y ahora que)
Y ahora que (y ahora que)…
vamos a hacer (vamos a hacer)
Y ahora que (y ahora que)

Soñé otro mundo

inviata da Dq82 - 12/5/2022 - 09:28



Lingua: Italiano

traduzione italiana da zon.it
Ogni giorno mi ritrovo in un mondo capovolto
Ogni giorno mi ritrovo in un mondo così duro
Ogni giorno è un giorno di rinascita
Ogni giorno urlo la mia gelosia alla luna

E ora cosa faremo ed ora cosa
E ora cosa … faremo ed ora cosa…

Ogni giorno è assurdo, come cadere in un pozzo
Ogni giorno ho paura di tanto rovistare
Ogni giorno in picchiata saltando sulla brace

E ora cosa faremo
ed ora cosa
E ora cosa … faremo
Ed ora cosa…
Ho sognato un altro mondo

Ho avuto un incubo al chiaro di una notte selvaggia,
dove tutto è divenuto veleno e non c’è più vita nei miei paesaggi,
non c’è più terra per poter piantare degli alberi
ne un corso d’acqua o il rumore che fa un temporale,
neanche più un pesce che possa nuotare in mare
ne tanto meno dei fiori ma solo sabbia a terra,
quel giorno arriverà per tutti e nessuno potrà far finta di nulla
e così si ricorderanno che l’oro non si può mangiare

Ogni giorno combatto per non decadere.
Ogni giorno rido per non disprezzare
Ogni giorno una fortuna da raggiungere.

E ora cosa faremo
Ed ora cosa
ed ora cosa faremo
Ed ora cosa…
Ho sognato un altro mondo

Ho sognato un altro mondo
L’ho capito sognando
Ho sognato un altro mondo,
lo si può ottenere lottando

E io cammino per le strade di questa città
Che non ha imparato niente degli sbagli di anni fa
Se l’uomo illuso pensa che la terra guarirà
Se muore la natura muore chi ci abita
E sogno un altro mondo stiamo toccando il fondo
E sogno un altro mondo per chi ci abita
E sogno un altro mondo stiamo toccando il fondo
E sogno un altro mondo per chi ci abita

E ora cosa faremo
ed ora cosa
E ora cosa … faremo
ed ora cosa…

Ho sognato un altro mondo

E ora cosa faremo
ed ora cosa…
E ora cosa … faremo
ed ora cosa…

Ho sognato un altro mondo

inviata da Dq82 - 12/5/2022 - 09:37



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