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Il povero cristo

Marco Rovelli
Lingua: Italiano


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Sezione La guerra del lavoro, immigrazione
Non sono io che cammino sui naufragi
Non sono io che risorgo dagli abissi Ho solo un corpo
ch'è una zattera bucata
Una ferita da cui sgorga della vita
 
Non sono io che ho parole di conforto
Il mio regno è un mare immenso il mio regno è un legno storto
Non ho parole dolci e tonde
Io porto solo spada e fuoco dalle onde
 
Non sono io che sto in alto su una croce
Io sono quello che non senti la sua voce
Quando trema e fa esplodere il calvario
non c’è canto che può stare in un sudario

Non sono io che guarisco ciechi e sordi
Non ho miracoli per quanto io ricordi
Non son io che trasformo l'acqua in vino
sarebbe stato ben diverso il mio destino
 
Non sono io che son stato incoronato
la mia testa é nuda, e nudo io mi trovo qui scacciato
Bandito da ogni terra
E non c'é tregua, e trovo sempre nuova guerra
 
Non sono io che una legge s'é inventato
Io esistevo solo, ed é per questo che m'han condannato
É un reato da punire
Non aver nome ma una vita da salvare
 
Ma ogni cosa torna infine al suo deserto
Perché io sono al mondo e questo mondo é uno spazio aperto
E adesso qui non é finita
È questa la mia via mia verità e mia vita.
 
Non sarò  io assiso il giorno del giudizio
Se so una cosa é che non serve mai il supplizio e che la vita
É un infinito canto
Io sono quello che troverete accanto

15/10/2020 - 10:29



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