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Bessy Bell and Mary Gray

anonimo
Lingua: Scozzese


Lista delle versioni e commenti

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1. Steeleye Span, 1989, Tempted and Tried



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[XVII sec. / 17th Century]
Child #201

Dal '600 scozzese e dalle Child Ballads direttamente al Canzoniere del Coronavirus: ecco qua una delle più brevi e folgoranti ballate britanniche, “Bessy Bell and Mary Gray”. La storia di due belle ragazze che pensavano di sfuggire alla pestilenza. In un primo momento avevo pensato di ampliare un po' l'introduzione che avevo fatto in tempi lontanissimi; poi mi son detto che l'ineludibile Cattia Salto, nelle sue Terre Celtiche, doveva averci pensato in una maniera ben migliore. Detto, fatto; ed ecco l'ennesimo “furto” che compio nei suoi confronti. Furto un po' contemperato dal fatto che, con un mezzo sorriso che, di questi tempi, è un bene prezioso, mi son visto integralmente riprodotta proprio la breve introduzione alla ballata che avevo fatto nello scorso millennio (ed anche la traduzione italiana). [RV]

bessybellmarygray


Bessy Bell and Mary Gray

La ballata “Bessy Bell and Mary Gray” risale quantomeno al 1600 ed è stata stampata per la prima volta da Charles Kirkpatrick Sharpe con il titolo “The Twa Lasses“, riportata anche nelle Child Ballads al # 201. Si trova tuttavia solo in forma frammentaria per cui la storia e i suoi significati ci sfuggono o si sono stratificati nel tempo.

La leggenda scozzese

Secondo la leggenda scozzese diffusa localmente nei dintorni di Perth, Betsy Belle e Mary Gray erano due amiche  molto belle, figlie di due signori (rispettivamente il Laird di Kinvaid e il Laird di Lednock), che, per sfuggire alla peste, si costruirono un rifugio isolato nella campagna. Purtroppo morirono ugualmente, contagiate dal ragazzo che portava loro i viveri. Il luogo di sepoltura, meta di molte escursioni, sarebbe il Dranoch-haugh vicino alle rive del fiume Almond, in cui sono stati ritrovati i resti di due sepolture.

"Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle “pietre miliari” della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbandonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi, ma senza alcuna traccia della pestilenza." (Riccardo Venturi, 1983)

Bessie Bell and Mary Gray, Annie French (1872-1965)
Bessie Bell and Mary Gray, Annie French (1872-1965)


Le due fanciulle, una bionda come il grano, l’altra nera come l’ala del corvo, sono rappresentate secondo il dualismo tipico della narrativa fiabesca, in cui in genere la bionda è quella buona (servizievole, rispettosa della tradizione, piena di buoni sentimenti) mentre quella bruna è la cattiva: come ci ricorda Giordano Dall’Armellina, il corpus più antiche delle ballate medievali provengono dai paesi scandinavi  (i vichinghi invasori), “dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri.”

Qui entrambe sono buone e belle (ma a volte quando viene rivelata la loro origine, la bionda è una nobile, la bruna è una popolana) anzi, la bellezza delle due fanciulle era leggendaria e dovevano aver spezzato molti cuori tra i laird della contea, se la loro morte fu così celebrata. Alcuni insinuano che il loro rapporto fosse più che amicale e sebbene l’episodio sia riferito alla pestilenza che si abbattè sulla Scozia nel 1645 il brano potrebbe essere più antico, se nella sua versione di nursery-rhyme (trovata sia in Scozia che in America) alcuni hanno intravisto il tormentato rapporto tra Elisabetta I e la sorellastra Maria:

Bessy kept the garden gate,
And Mary kept the pantry;
Bessy always had to wait,
While Mary lived in plenty

La leggenda irlandese
La leggenda deve aver colpito l’immaginario scozzese al punto da dare il nome di Betsy Belle e Mary Gray a due colline molto simili, situate nei pressi di Omagh, Newtownstewart, nella contea di Tyrone (Irlanda del Nord) e non nel Donegal come a volte erroneamente collocate, segno che la ballata si era diffusa anche tra gli scozzesi trapiantati nell’Ulster irlandese in seguito alla politica di “colonizzazione” iniziata nel 1500 dall’Inghilterra. La leggenda ha raggiunto anche l’America e in Virginia le colline gemelle di Staunton, sono state ribattezzate col nome delle due ragazze.
Nella città di Omagh (contea di Tyrone) il racconto ricostruito nell’Ottocento vuole che le due ragazze fossero amiche, ma Bessy di nobile discendenza mentre Mary di più umili origini. La prima capricciosa e impulsiva, la seconda calma e introspettiva. Anche in questa versione è presente un ragazzo innamorato, ma non c’è la peste. [Cattia Salto]


Versione 1 / 1st Version
Cecil Kirkpatrick Sharpe, "Ballad Book" (1823), p. 62

"Questo frammento è quello riportato anche nella ballata numero 201 di Child: le due fanciulle si costruirono una capanna rudimentale su un colle (ovvero riadattarono un capanno di caccia detto Burn Braes nei dintorni di Lednock), ma furono comunque raggiunte dalla peste (forse perchè già infette). I loro corpi invece di essere sepolti al cimitero stanno a disfarsi sotto il sole… immagine cruda e crudele eppure così realistica rispetto ai cupi tempi della pestilenza! [C.S.]

Betsy Bell and Mary Gray
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae
An’ theekit it o’er wi’ rashes.
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather;
But the pest cam frae the burrows-town
And slew them baith thegither.

They thocht to lye in Methven kirk yard
Amang their noble kin;
But they maun lye in Stronach haugh,
To biek forenent the sin.
And Bessy Bell and Mary Gray,
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae,
An’ theekit it o’er wi’ rashes.

inviata da Riccardo Venturi - 4/4/2020 - 10:19




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 25-9-1983


Jyll Skinner: "Questa versione è un'inquietante nenia" [Cattia Salto]
Recorded in the Dunmore Pineapple on a freezing cold night: 13 January 2011.


Una curiosità: andando a rivedere tra i fogliacci e i quadernacci dello “scatolone delle ballate” di quarant'anni fa, mi sono accorto che la seguente traduzione è datata esattamente 25 settembre 1983: vale a dire il giorno in cui compivo vent'anni. La nota riportata è originale (ed è anch'essa riprodotta nella pagina di "Terre Celtiche").
BESSY BELL E MARY GRAY

Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.

Pensavan di riposare al cimitero di Methuen [1]
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.
Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
[1] Non è ben chiaro perchè le due ragazze non potessero essere seppellite nel cimitero, all’epoca della pestilenza i corpi venivano bruciati per evitare il contagio oppure seppelliti in fosse comuni lontani dall’abitato, oppure non c’erano abbastanza vivi da riuscire a seppellire tutti i morti soprattutto quelli che vivevano in posti isolati. Secondo la testimonianza di Don John Dowe parroco di Methuen le due ragazze sono state seppellite nei dintorni della tenuta di Lednock.

4/4/2020 - 10:27




Lingue: Scozzese, Inglese

2a versione / 2nd Version
John Cox, "Folk Songs of the South", 1925

The Grave of Bessie Bell and Mary Gray, Burn Brae, 1845, Antique Vintage Print
The Grave of Bessie Bell and Mary Gray, Burn Brae, 1845, Antique Vintage Print


"In questa versione collezionata in America è aggiunta una strofa (la terza) piuttosto oscura. Alcuni ritengono che sia migrata da un’altra ballata (senza tuttavia trovare un effettivo riscontro) ma il significato dei versi, un codice ben comprensibile ai contemporanei, a noi sfugge. Posso solo incidentalmente osservare come il verde sia considerato nelle ballate il colore dell’innocenza." - Cattia Salto (sue anche le note originali riportate).
BETSY BELL AND MARY GRAY

Betsy Bell and Mary Gray,
They were bonny lasses.
They bigget a bower on yon burnside,
And theekit it o’er wi’ rashes.

They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather.
But the plague came from the burrows-town,
And it slew them baith thegither.

They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green [1]
To ride through the streets of yarrow [2]

They thought to lye in Methren Kirk yard,
Among their noble kin.
But they maun lye in Stronach haugh,
All art beneath the sun.
[1] Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo!

[2] Scritto anche come “to walk the street of Yarrow” Yarrow è il termine inglese per indicare comunemente l’achillea, una pianta erbacea perenne (vedi). Le foglie sono caratteristiche e frastagliate e i fiori piccoli composti da tanti fiorellini bianchi o rosa (come dei gigli in miniatura) a cinque petali raggruppati nel centro e coronati da cinque petali a tre lobi. E’ anche il nome di un fiume del Lancashire e potrebbe essere inteso come il nome di un villaggio, ma in questo contesto è un modo poetico per indicare dei sentieri erbosi. Sicchè i versi stanno a dire: le due fanciulle non indosseranno scarpine elaborate e costose, ma delle più comuni scarpe verdi per camminare per i sentieri solitari tra prati e boschetti, lungo le rive del fiume.

inviata da Riccardo Venturi - 4/4/2020 - 11:12




Lingua: Italiano

Nuova versione italiana / New Italian version / Nouvelle version italienne / Uusi italiankielinen versio:
Riccardo Venturi, 04-04-2020 13:11

Nella sua pagina di Terre Celtiche, Cattia Salto riprende la mia traduzione italiana del 1983 aggiungendovi la sua traduzione della misteriosa III strofa. Ma la versione data dal Cox è, nelle strofe “canoniche”, comunque leggermente diversa da quella dello Sharpe e ho pensato quindi di rifarla “a modo mio”, proponendo una versione alternativa ritmica. Da notare comunque che la versione “americana” del Cox è molto strana testualmente: le tre strofe “canoniche” sono mantenute in scozzese, mentre la III strofa è in inglese.
BESSY BELL E MARY GRAY

Bessy Bell e Mary Gray
Sul colle in capanna fuggiasche,
Eran fanciulle belle assai
E la ricopriron di frasche.

Di verdi frasche e scopa la
Coprirono fino alla porta;
Ma venne la peste dalla città,
L'una e l'altra giace morta.

Le scarpe rosse non avran,
Né gialle come ninfea,
Con scarpe verdi calcheran
I sentieri dell'achillea.

Al camposanto di Methuen
Figlie di nobile prole
Pensavan riposar, né men
Si disfanno sotto il sole.

4/4/2020 - 13:13


Cattia Salto - 6/4/2020 - 11:06




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