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Canzone per Italo Meschi, l'ultimo trovatore italiano

Joe Natta
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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[2020]
Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Joe Natta
(Brano regolarmente depositato in SIAE)

Italo Meschi


Nato a Lucca nel 1887 e morto a Carignano (Lu) nel 1957, la figura di Italo Meschi, chitarrista, anzi, “chitarpista” lucchese mi ha da sempre affascinato.
Capelli e barba lunghissimi, a Lucca lo chiamavano “Il Cristo” proprio per questo, occhi azzurri e sorriso malinconico, costruì la sua arpa-chitarra (che chiamava appunto “Chitarpa”) con la quale suonava e cantava canti popolari toscani, Mozart, Schubert, Wagner e altri compositori adattando tutti i brani in musica per chitarpa. Scrisse anche canzoni sue originali. La stampa inglese lo descrisse come "The Last Troubadour" (l'ultimo trovatore).
Anche se faceva concerti nei migliori ambienti sociali del tempo in Italia e all’estero (Stati Uniti, Francia, Scozia e negli anni trenta pure alla corte d’Inghilterra) Italo Meschi non ha mai commercializzato la sua musica e come pagamento gli bastava una piccola donazione per permettersi il minimo indispensabile.
Convinto pacifista, uomo coltissimo e grande amante della lettura, il Meschi ha mantenuto sempre uno stile di vita umile e ascetico.
Alla fine, dopo aver letto il libro “Italo Meschi, musico cantore della terra lucchese” che contiene anche le bellissime poesie che Italo scriveva, mi sono deciso a dedicargli una canzone perché sono convinto che il suo ricordo non vada dimenticato ma riscoperto il più possibile, per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che ci ha lasciato, per la sua musica, le sue poesie, i suoi ideali, i suoi principi, i suoi valori di pace, tolleranza e, non per ultima, la sua infinita bontà d’animo.
Joe Natta (Febbraio 2020)
Immagina.
Un mondo in cui è tornata la verità
la pace l’uguaglianza e la libertà

Se solo le cicatrici
si potessero cancellare
con l’incantesimo di un abbraccio
in uno scintillio silenzioso.
Dove passano i minuti,
dove scorre lenta la vita
senza la paura di un miraggio
vivendo sempre con coraggio
come te

Figlio della natura
umile e nobile allo stesso tempo
genuino e ascetico.
Sempre assieme alla tua “Chitarpa”
“Con un’ala dalle piume vivaci”.
Occhi azzurri, capelli lunghi e barbuto
l’unico “Cristo” in cui avrei creduto…

Immagina.
Un mondo in cui è sparita l’ignoranza
l’odio, l’egoismo e l’indifferenza.

Se solo le cicatrici
si potessero cancellare
con un canto inebriante
in uno scintillio silenzioso.
Dove passano i minuti,
dove scorre lenta la vita
senza mai tirare a campare
ma vivendo per partecipare
come te

Spirito libero
umile e nobile allo stesso tempo
genuino e ascetico.
Col tuo sorriso malinconico
e quella voce sottile e sublime.
Occhi azzurri, capelli lunghi e barbuto
l’unico “Cristo” in cui avrei creduto…

L’umanità è impazzita
non ha più rispetto per la vita.
Dalla pace si può avere tutto
con la guerra tutto si distrugge
ma sfortunatamente
continueremo
a non capire niente…

inviata da Joe - 5/3/2020 - 18:34



Lingua: Inglese

Traduzione inglese redatta da Riccardo Sarti, terzo cugino di Italo Meschi.

Aggiornamento al 9 Marzo 2020: “È stata per me una sorpresa incredibile, un piacere e un onore, ricevere una mail da Riccardo Sarti, terzo cugino di Italo Meschi e Co-autore del volume “The Last Troubadour” che dopo aver ascoltato la mia “Canzone per Italo Meschi, l’ultimo trovatore italiano” ha deciso di tradurla in inglese. Una traduzione perfetta che mantiene il significato dell’originale, le rime e il numero di sillabe della canzone. Davvero un regalo bellissimo e prezioso.”
(Joe Natta, 9 Marzo 2020)

Ecco la traduzione fatta da Riccardo Sarti:

Lyrics and music: Joe Natta
SONG FOR ITALO MESCHI, THE LAST ITALIAN TROUBADOUR

Imagine
A world wherein truth reappears,
peace, justice, liberty here.
If only one could erase,
with the spell of an embrace,
scars without a trace.
Where hours go by, where life flows by,
without any fear of an illusion, living always with resolution.
As you do.

Son of Nature
both humble and noble
sincere and austere.
To your harp-guitar, always tethered, with its “eagle wing” lively feathered.
Long blondish hair, beard, and blue eyes, the only “Christ” I would recognize...

Imagine
A world where ignorance, egoism, hate, and indifference disintegrate.
If only one could erase,
with songs of inspiring grace,
scars without a trace.
Where hours go by, where life flows by,
never coping or vegetating, but alive for participating.
As you do.

Free Spirit
both humble and noble
sincere and austere.
Melancholic smile, your voice soft and sublime.
Long blondish hair, beard, and blue eyes, the only “Christ” I would recognize...

Mankind has lost its mind,
love for life left behind.
From peace one can have it all
with war everyone will fall.
Unfortunately
we will go on
to miss it all...

inviata da Joe Natta - 10/3/2020 - 15:08


La "chitarra-lyra" di Italo Meschi, quella che si vede nel video, passò poi, come è noto, a Riccardo Marasco. La stessa foto si trova nel volume-album "Chi cerca trova", ed. Birba Firenze 1977; se ben mi ricordo (andò a controllare nel volume), Marasco raccontò la storia di quella chitarra e di come la aveva avuta dal Meschi. Grazie per questo contributo, Joe.

Riccardo Venturi - 5/3/2020 - 22:03


Una poesia di Italo Meschi datata 21 dicembre 1943, da "Italo Meschi's Poems", su Harpguitars.net



Come traspare negli ultimi versi di questa sua poesia, Meschi fu anche seguace dell'Hallesismo, una teoria economica propugnata dalla fine dell'800 dall'economista genovese Agostino Maria Trucco, con l'obiettivo di regolare in modo razionale e giusto gli scambi internazionali. Le teorie di Trucco entrarono subito in rotta di collisione col corporativismo fascista, e lui e i suoi seguaci furono ferocemente perseguitati e ridotti al silenzio. Trucco morì nel 1940, dopo essere stato perfino internato in manicomio dal regime.

Agostino Maria Trucco

Alcune previsioni storico-economiche del Trucco sembrano quasi profetiche, come quando nel 1928 egli scriveva: "Senza un grande fatto nuovo, capace di creare una nuova mentalità economico-fiscale, fatalmente, ed al più tardi entro il 1938-39, quando la leva ridarà il massimo contingente, scoppierà la grandissima guerra mondiale in gestazione." (it.wikipedia)

È PASSATO L'AUTUNNO

È passato l'autunno
domani comincia l'inverno
È finito l'anno
domani crescerà il giorno
È finito l'anno
ma non è finito
l'umano macello
insulso, vano sterminio
di vite preziose
di tante buone cose
sei lì a dimostrare
quanto l'uomo è lontano
dall'amore cristiano
Terra inzuppata di sangue
non basterà a lavarti
lacrime di tante mamme.
Odio e distruzione
ormai sono l'insegna
d'ogni civile nazione
Mentre, a tutte le persone buone
si legge chiaro in viso
tristezza, affanni, desolazione
Umanità impazzita
che adoperi i più potenti mezzi
per distruggere il meglio di tua vita.
Le cose più utili
e quelle più belle
che il tempo aveva rispettato
tutto deve essere sterminato.
Mi sento tanto triste
e penso ad un vecchio scritto
"Cercate il Regno di Dio e la Verità,
ed il resto vi verrà dato per giunta"
Questa fulgida verità
la povera umanità ancor non l'ha capita.
Ahi! Com'e dolente la Vita!
Penso a Dio
e l'animo mio
si perde entro un abisso
ove smarrisco me stesso
Dio! Amore!
Giustizia! Bellezza!...
Non la guerra maledetta.
Luce e potenza
di divino amore
datemi la forza
di far cessare quest'orrore
Sì! L'orrore potrà cessare
quando un giorno gli uomini
giustamente e liberamente
potranno scambiare, prestare
senza potersi rubare
soprattutto prestare
senza che il creditore
possa mai dominare
strozzare il debitore
L'uomo per il suo interesse
sarà costretto a questo
E finalmente la povera umanità
se stessa ritroverà
e questo ritrovarsi sarà
un po' del Regno di Dio
e della verità
che a tutti porterà
pace, ricchezza, libertà
O bella speranza mia
verde e gentile
com' erbetta di prato
sarà mai l'ideale mio
dagli uomini praticato?...

B.B. - 6/3/2020 - 21:10


Un'altra poesia di Italo Meschi, da "Italo Meschi's Poems", su Harpguitars.net

PASQUA 1944

Quant’anni son passati ormai
da quando l’innocente agnello
morì per noi
e, disgraziatamente
non s’è capito niente
Questo è palese
dalle nostre azioni
e dagli atti di certi governanti
tanto zucconi.
Nulla s’è capito
del gran sacrificio
per noi tutti compiuto
e neppure i Re
hanno ubbidito
i dieci comandamenti di Mosè
Popolo che soffri
piangi e ti disperi
in questa lunga spietata guerra
senza quartieri
pensa alla grande verità d’amore
che fu scritta in ogni cuore
povero popolo tartassato
avvilito ed angariato
da un piccolo manipolo
di prepotenti miscredenti
La parola Pasqua
ti riempirà la bocca
ma non il corpo stremato
e poco significherà
all’animo tuo smarrito.

O Santa Pasqua
che torni a fare
mentre i cristiani
seguitano ad ammazzare?...

O sacrificio
del divin agnello
per chi fu sparso il tuo sangue
se i cristiani fra loro
fan macello?...

Signore!
Abbiate pietà de’ nostri orrori
mandate un raggio di luce
ne’ pervertiti cuori.

B.B. - 6/3/2020 - 21:52



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