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Carbonin

Paolo Gerbella
Lingua: Italiano


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La cena
(Paolo Gerbella)


2019
La Regina
regina


Un inizio sontuoso, dal respiro epico, Carbonin, in cui il cantautore ligure Paolo Gerbella recita alcuni versi, seguito dalle voci genovesi di Sabrina Colombo e Laura Parodi. Inizia così, dopo quattro anni di silenzioso lavorìo, il nuovo disco di Gerbella, La Regina, che aggiunge un tassello importante al quadro artistico di un cantautore sincero e colto, da tempi non sospetti impegnato nella ricerca storica a culturale, abbinandola a un suono autenticamente folk, che si serve di strumenti come ghironda, bouzouki, cornamusa, arpa, fiati irlandesi, per ricreare le atmosfere popolari di una lotta operaia.

Il racconto - canzone, come Gerbella desidera chiamarlo, costituisce un concept album in undici atti, e narra della reazione del popolo contro un decreto del 1900, che imponeva a Genova la chiusura della Camera del lavoro cittadina, considerata un crocevia del pensiero libertario. La merce del porto di Genova (chiamata appunto La Regina) per cinque giorni non venne più distribuita, e il prefetto fu costretto a ritirare il decreto: un`importante vittoria popolare, anticipatrice di altre forti battaglie sindacali.

Con un piglio spesso molto irish, alla Pogues (o, se si vuole restare in Italia, alla Modena City Ramblers), ma anche con una scrittura vicina al cantautorato genovese, Gerbella conduce l`ascoltatore attraverso i passaggi salienti della vicenda, affascinandolo proprio per la dimensione spazio - temporale tanto remota, che, lungi dall`essere percepita come estranea, suona invece eterna, universale, e quindi contemporanea.

Occorre porre molta attenzione, nell`ascoltare Un uomo libero, col suo canto spiegato e le rime che richiamano le ballate popolari, riproposta in chiusura di disco nella versione in occitano, e poi spaziare nel clima jazz della storia d`amore fra Marta e Piero, o ancora nella drammatica La vigilia, dai suoni tangueri, sottolineati da archi e fisarmoniche appassionati.

Non è un disco da easy listening, questo; gli arrangiamenti di Rossano Villa - che ha anche collaborato alla stesura dei brani - e la supervisione di Raffaele Abbate perfezionano l`idea di un artista che ha molto ben chiaro l`intento di mantenere vivo il ricordo del passato, la cultura popolare, in particolare occitana (come in Ora che o in La cena, che ospita la ghironda del Dalfin Sergio Berardo ).

Invece, questo è un disco da studiare, da assaporare e conservare, per riflettere sulla storia, sulle sue lezioni, e sul modo per metterle in pratica anche nella nostra attualità.
mescalina.it
Il calendario è un numero rosso su sfondo bianco, e per ogni foglio strappato ancora rosso ancora bianco
Il vino nutre e da pace ai tavoli l'oste ti riempie il bicchiere e si svuota le tasche.
E non si può cadere, non si può pisciare, non si deve pensare in questo sopravvivere,
del resto che importa se questo carbone ti macchia per sempre o ti scalda la pelle
pensa a mia madre quando la sera conta gli spiccioli con gli occhi amari di chi non sa che fare


E se verranno giorni migliori
getteremo le reti in mare
e se saranno tempesta e tuono
ripareremo ripareremo

daghe de paga, daghe de punta
...

E se verranno giorni migliori
getteremo le reti in mare
e se saranno tempesta e tuono
ripareremo ripareremo

inviata da Dq82 - 23/11/2019 - 16:33



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