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Quando l'anarchia verrà

anonimo
Lingua: Italiano

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Ancora un canto anarchico, per quando spariranno confini, preti e soldati!
Quando l’anarchia verrà,
tutto il mondo sarà trasformato
e nei governi sarà
il ricordo d’infame passato.

L’aborrito confin sparirà,
così pure preti e soldati
e nel mondo sol resterà
l’ideale in cui siamo animati.

E allor
nel cuor
pensando all’avvenire
cesserà
lo strazio ed il soffrire.

inviata da Renato Stecca - 26/5/2007 - 16:59



Lingua: Italiano

[fine 800]
Versione più estesa tratta da Il Deposito.
Tratta dal volume “Il canto anarchico in italia nell'Ottocento e nel Novecento", a cura di Santo Catanuto e Franco Schirone, 2009.

Autore del canto dovrebbe essere tal Sante Ferrini. Nessuna traccia di lui su Wikipedia Italia e Anarchopedia. Invece trovo qualcosa su Wikipedia Portogallo dove si dice “Sante Ferrini foi um compositor, poeta e músico italiano simpatizante do anarquismo. Compôs diversas canções que se tornaram populares no final do século XIX, entre estas ‘Quando L'Anarchia Verrà’”.

Dappertutto si dice che la melodia è quella di una canzone intitolata “Il mio ben amato papà” ma di essa non ho trovato nessun riscontro.
Il grande etnomusicologo e ricercatore Franco Coggiola - che registrò “Quando l’Anarchia verrà” ad Asti nel 1967 dalla voce di Teresa Viarengo - riferiva che la canzone era interpretata sull’aria di una canzonetta francese… (Su YouTube c’è un video che presenterebbe quella esecuzione ma, data la voce e la qualità della traccia e l’orchestrazione, escluderei proprio che si tratti della registrazione “di strada” effettuata da Coggiola…)
Piuttosto sarei propenso a ritenere che la melodia sia quella dell’aria “Il mio ben quando verrà”, da “Nina, o sia La pazza per amore”, commedia musicale del 1789 con musica del compositore Giovanni Paisiello su libretto di Giovanni Battista Lorenzi, basato sulla traduzione di Giuseppe Carpani di “Nina ou la Folle par amour” di Benoît-Joseph Marsollier de Vivetières, libretto per un'opera di Nicolas Dalayrac.

Il mio ben quando verrà

Ed ecco anche spiegato il perché della nota di Coggiola: una canzone italiana che derivava da un’opera francese.
QUANDO L'ANARCHIA VERRÀ

Quando l'anarchia verrà
tutto il mondo sarà trasformato
dei governi più non resterà
che un ricordo d'infame passato
Unita alle altre verrà
la famiglia del lavorator
ed in comune metterà
il frutto del sudato lavor.

E allor nel cuor
pensando all'avvenire
cesserà lo strazio
ed il soffrire
E allor nel cuor
pensando all'avvenire
cesserà lo strazio
ed il soffrire

La macchina aiuto darà
al progresso del nostro lavoro
il borghese non la sfrutterà
per cavarne l'infamia dell'oro
L'aborrito confin sparirà
così pure preti e soldati
e nel mondo sol spazierà
l'ideale di cui siamo animati.

E allor nel cuor
pensando all'avvenire
cesserà lo strazio
ed il soffrire
E allor nel cuor
pensando all'avvenire
cesserà lo strazio
ed il soffrire

Dovunque colpir si potrà, guerra
guerra all'odiato borghese;
finchè scendere a patti dovrà
guerra sempre in qualunque paese.
L'anarchia è propagata di già:
quindi amici da forti lottiamo,
l'ideal s'avvererà
se uniti, più forti vinciam.

E allor nel cuor
pensando all'avvenire
cesserà lo strazio
ed il soffrire
E allor nel cuor
pensando all'avvenire
cesserà lo strazio
ed il soffrire…

inviata da Bernart Bartleby - 3/1/2014 - 14:09


Curiosando su youtube ho trovato questa vecchia canzone brasiliana del 1903 che è esattamente sulla stessa aria, si tratta di "A borboleta gentil" cantata dalla "Senhorita Odette" (una delle prime due donne a cantare in un disco in Brasile).


Benni - 27/8/2018 - 13:09



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