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البحر

Sayed Hegab / سيد حجاب
Lingua: Arabo

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[2000]
شعر / Poesia / A Poem by / Poésie / Runo:
Sayed Hegab / سيد حجاب
موسيقى / Musica / Music / Musique / Sävel:
Sabreen Group / مــجــمــوعــة صــابــريــن
مترجمين / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Sabreen Group / مــجــمــوعــة صــابــريــن , vocalist Kamilya Jubran / كاميليا جبران
الألبوم / Album:
Ala Fein


Sayed Hegab e la poesia egiziana contemporanea

 Sayed Hegab / سيد حجاب


Sayed Hegab è una figura decisamente atipica nel panorama della poesia egiziana contemporanea.
La poesia ‘canonica’ ha un riferimento costante nei grandi classici, in Egitto Ahmad Shawqi (1868-1932) e Salah ‘Abd al-Sabur (1931-1981) , e negli straordinari esiti linguistici e stilistici che hanno conseguito in una lingua, l’arabo classico, tanto sensibile alla vocalità poetica quanto esposta alla minaccia costante di innaturalezza e distanza rispetto al mondo dei lettori. Per Hegab la questione della lingua è stata, ed è, centrale.
Nato nel 1940 in un piccolo paese, al-Matariya, sulle sponde del lago Manzala, sin dalle prime esperienze di vita (e quindi di poesia) ha avuto come ‘umanità’ di riferimento l’universo dei pescatori del suo villaggio e come matrice dell’immaginario la dizione orale delle epopee arabe dei Banu Hilal, delle Storie di ‘Antara e di Baybars.
E dopo una prima fase di produzione in lingua classica, in conformità alla formazione accademica che in quegli anni acquisiva, negli anni ’60 Hegab sceglieva il dialetto, pur trasfondendovi i movimenti di rima e ritmo dell’arabo classico.

Nel 1966, la sua prima importante raccolta Sayyad wa ginniya /Un pescatore e una jinn conquistava il plauso della critica, in Egitto sempre diffidente nei confronti dell’utilizzo del dialetto in funzione letteraria; alcuni critici lo paragonarono a Lorca, altri a Éluard, e tutti intravidero nel poeta una fulgente promessa della poesia egiziana. Invece, fu l’inizio di un silenzio poetico durato vent’anni. Hegab afferma di aver preso atto di un paradosso: i pescatori del suo villaggio, i soggetti che rappresentava e che avevano ispirato i suoi versi, dovevano in qualche misura partecipare al suo messaggio. Invece il suo libro a loro non è mai arrivato: il tasso d’analfabetismo all’epoca era altissimo. Ha deciso di non pubblicare più e di ‘usare la voce’ con la gente; vale a dire di diventare un qawwal, il poeta della tradizione orale. Del resto la parola shae‘r / poesia trova la sua genesi nella dimensione dell’oralità, nella recitazione in versi.

E il Kitab al-Aghani è appunto il ‘Libro dei Canti’, la cui denominazione sottolinea una componente vocale preminente sulla scrittura. Il suo contributo alla società della cultura egiziana, certo, non fu interrotto. Nel 1968 Hegab fondava con altri intellettuali la rivista Gallery 68, che vantava personalità come Ibrahim Arslan, Edwar al-Kharrat, Muhammad al-Busati: il proposito dichiarato della pubblicazione era il rinnovamento della poesia e della letteratura egiziana. Per due anni visse all’estero, in Svizzera e in Francia, per poi in Egitto sotto la spinta di un sentimento di estraneità e sradicamento dal suo popolo. Il cinema, la TV e la radio gli hanno aperto quel corridoio mediatico di massa che una volta in Egitto era dominio dei cantori che recitavano le antiche storie popolari nei caffè accompagnandosi con il rebab [strumento ad arco, protostipite del violino, ndr] . Ha scritto molte canzoni per film, per produzioni televisive, per rappresentazioni teatrali.

Ha anche tradotto L’Opera da tre soldi di Brecht in arabo e scritto i testi di canzoni egiziane di successo.
E il suo dilemma è sempre stato: come affrontare temi profondi, essere latore di un messaggio definito e semplice senza essere semplicistico? La soluzione è talvolta l’adozione della forma della poesia in fiaba/fiaba in poesia. La struttura è lineare; Hegab in genere si serve di un personaggio tipico o del dialogo tra due o più interlocutori, di natura diversa (ad esempio uomini, animali o jinn) e portatori di differenti valori, secondo la matrice fedro-esopiana. La poesia sviluppa riflessioni su temi universali (il senso della vita e della morte, la vanità dell’esistenza, la ricerca del vero) senza sfiorare mai luogo comune se non nel senso di quello spazio ideale condiviso dall’umanità intera, in bilico tra l’essere e il non-essere. Lo sguardo del poeta è disincantato; la sua voce si sovrappone a quella del Qohelet, in un difficile esilio dall’involucro transeunte della vita.
البحر

بحب البحر لما يزوم وبعشق صرخته في الريح
وأحس في موجة شوق مكتوم لناس حرة وحياة بصحيح
وأحبه لما يتهادى وادوب لما يوشوشني
ويفرش موجه سجادة في احلامي تعيشني
مالوش اول ولا اخر قراره طاوي اسراره
ودايما في الهوى مسافر ولا نهاية لمشواره
بحب البحر احب البحر واعشق ضحكته وانًه
واحب الناس احب الناس ما هم فيهم حاجات منه
واحبك ياللي احلامي في هواك زهزهوا وغنوا
يا بلدي ياللي وانا فيك عيوني اليك بيحنوا
بحب الورد فوق السور وعشق ضحكته الفانية
واحس ف ريحته شوق مسحور لناس حرة وحياة تانية
واحبه ما بين ايدين عشاق رسالة مهفهفة باشواق
وحتى وهو بين اوراق كتاب العشق ذكرى فراق
حياته في الهوى ليلتين وعمره ما كان بعمره ضنين
يرش هواه على الماشيين وبتقاسموا مع الجايين
بحب الورد احب الورد واعشق ضحكته وانًه
واحب الناس احب الناس ما هم فيهم حاجات منه
واحبك ياللي احلامي في هواك زهزهوا وغنوا
يا بلدي ياللي وانا فيك عيوني اليك بيحنوا
بحب البحر، احب الورد احب الناس واحب نعيشها احرار مرفوعين الراس
ولا تفرقنا لا الالوان ولا الأجناس وادوب في اذان يرفرف تحضنه أجراس
تعالوا نقيم لبكرة الجاي يا ناس قداس

inviata da Riccardo Gullotta - 5/11/2019 - 20:04




Lingua: Inglese

English translation / الترجمة الإنجليزية / Traduzione inglese / Traduction anglaise/ Englanninkielinen käännös
THE SEA

I love the sea when it rages and adore it shouting into the wind
I feel its waves like silent yearning for a people free and life really lived
And I love it in it's stillness and melt when it whispers to me
And spreads its waves like a carpet under my dreams, giving life to me
It has no beginning and no end its secrets in its depths are folded
Always in love it's traveling in constant journey, unending.

I love the sea love the sea and adore its laughter and weeping
And I love people love the people there's something of the sea in them
And I love you for love of you my dreams are cheering and singing
My homeland, even within you my eyes to you are longing.

I love the roses over the fence and adore their laughter passing
I feel their aroma like magic longing for a people free and a better living
And I love them in the hands of lovers like messages gilded with yearning
And even between the pages of a book of love, a memory of parting
Their lives are only two nights long and never in their lives are selfish
Sprinkling their scent on those passing by and sharing it with others arriving.

I love the roses love the roses adore their laughter and moaning
And I love people love the people there's something of the roses in them
And I love you for love of you my dreams are cheering and singing
My homeland, though I'm within you, my eyes to you are longing.

I love the sea I love the roses the people I love to live free our heads raised high
Not torn apart by colors, nor by races, and adore the muezzin's voice, fluttering
In church-bells' embraces
Come people, let's hold high mass for the coming tomorrow.

5/11/2019 - 20:05




Lingua: Italiano

Traduzione italiana/ الترجمة الإيطالية / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös :
Riccardo Gullotta
IL MARE

Adoro il mare quando è agitato e lo adoro gridando al vento
Sento le sue onde come un desiderio silenzioso per un popolo libero e la vita vissuta pienamente
E lo adoro nella sua quiete e mi intenerisco quando mi sussurra
E diffonde le sue onde come un tappeto sotto i miei sogni, ricreandomi
Non ha inizio né fine, i suoi segreti sono custoditi nelle sue profondità
Sempre innamorato, gira in un viaggio continuo , senza fine.

Amo il mare, amo il mare e adoro il suo riso ed il pianto
E adoro le persone, adoro le persone, c'è qualcosa del mare in loro
E amo te perché per amor tuo i miei sogni mi incoraggiano a cantare
La mia terra, perfino dentro di te i miei occhi ti bramano.

Adoro le rose oltre il recinto e adoro il propagarsi del loro riso
Sento il loro aroma come un desiderio magico per un popolo libero e una vita migliore
E li amo nelle mani degli innamorati come messaggi dorati di brama
E perfino tra le pagine di un libro d'amore, un ricordo di separazione
Durano solo due notti e mai in vita sono egoiste
Cospargono di profumo quelli che passano e lo condividono con chi sopraggiunge.

Adoro le rose, adoro le rose, adoro il loro riso e gemiti
E adoro le persone, adoro le persone, hanno qualcosa delle rose
E amo te perché per amor tuo i miei sogni mi incoraggiano a cantare
La mia terra, sebbene sono dentro di te, i miei occhi ti bramano.

Amo il mare, amo le rose, amo che le persone vivano libere a testa alta
Non stroncato dai colori, né dalle razze, e adoro la voce del muezzin, che svolazza
Tra gli abbracci delle campane delle chiese
Venite gente, celebriamo una messa solenne per il prossimo domani.

inviata da Riccardo Gullotta - 5/11/2019 - 20:07



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