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Halala Afrika

Johannes Kerkorrel
Lingue: Afrikaans, Xhosa

Lista delle versioni e commenti


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[1992]
Testo e musica / Woorde en musiek / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Ralph John Rabie [Johannes Kerkorrel]
Album / Albumi: Bloudruk

bloudrukSi dice che Johannes Kerkorrel (si chiamava Ralph John Rabie; “Kerkorrel”, in afrikaans, vuol dire “organo da chiesa”), e assieme a lui tutti quelli del movimento rock Voëlvry (“Liberi come gli uccelli”) degli anni '80 e '90 in Sudafrica, abbiano provocato agli Afrikaners e ai razzisti in generale più danni della grandine, e molti di più che se avessero cantato in inglese. Johannes Kerkorrel e i voëlvryers cantavano rigorosamente in afrikaans, la lingua dei boeri e dell'apartheid, l'olandese dei colonizzatori che si era trasformato in terra africana, la lingua dei Botha e dei Terreblanche. Semplicemente inconcepibile che cose del genere potessero essere scritte e cantate in afrikaans, anche perché testimoniavano una cosa importante: non tutti gli Afrikaners erano appiattiti nella mentalità e nell'oppressione razzista. Cantare in afrikaans di sfruttamento, di schiavitù e di distruzione dell'ambiente fu ritenuto semplicemente scioccante. E centrò il bersaglio, poco prima che tutto il castello dell'apartheid crollasse, restituendo tra l'altro l'afrikaans alla sua natura di lingua africana, nata in Africa e multicolore nonostante fosse stata parlata e usata da chi, di colori, non ne voleva che uno solo, il bianco. L'intero album Bloudruk ("Pressione sanguigna"), da cui è tratta questa canzone, ne è un esempio; tra le altre cose, vi sono mischiati l'afrikaans e lo xhosa. Lo xhosa era la lingua materna di Nelson Mandela; e Johannes Kerkorrel fu chiamato a cantarla all'insediamento di Mandela come presidente, nel 1994. Afrikaner antirazzista, portatore di tutti i diritti, gay dichiarato, uomo libero. Si uccise il 12 novembre 2002 a Kleinmond, nella provincia del Western Cape, impiccandosi all'età di 42 anni. [RV]
Toe die wêreld hier nog jong was
En die horison wyd en oop,
Was dit groen hier in die halfrond,
Suid van die Ewenaar.
En in die skemer as die son sak
En die beeste huis toe loop
Klink die roepstem van die vrouwe
Oor die heuwels van die land:
Halala, halala, ewig is ons Afrika,
Halala, halala, ewig is ons Afrika

Thula thula mtanami,
Thula thula sanaboni,
Thula thula mtanami,
Ubab uzobuya sihlale naye,
Ubab uzobuya sihlale sonke,
Hmmm-Hmmm

Toe kom die skepe uit die weste,
Wit seile oor die see
Om te vra vir kos en water
En te bly vir so veel meer.
En die land wat een tyd oop was,
Die land het ons verruil,
Vir die ghetto's van die stede
Is ons koperdraad gegee.
Halala, halala, ewig is ons Afrika,
Halala, halala, ewig is ons Afrika

Thula thula mtanami,
Thula thula sanaboni,
Thula thula mtanami,
Ubab uzobuya sihlale naye,
Ubab uzobuya sihlale sonke,
Hmmm-Hmmm

Daar was rykdom in die maag
Van ons moeder Afrika,
Diamante en ook steenkool,
Goud, edel metaal,
En die mense word die slawe hier
Want die mense word betaal
Om te tonnel in die aarde
Elke greintjie uit te haal.
Halala, halala, ewig is ons Afrika,
Halala, halala, ewig is ons Afrika

Thula thula mtanami,
Thula thula sanaboni,
Thula thula mtanami,
Ubab uzobuya sihlale naye,
Ubab uzobuya sihlale sonke,
Hmmm-Hmmm

En die groot en oop grasvlaktes
Span dit toe met doringdraad
En van die olifant tot die gemsbok
Al die diere moes kom buig
Voor die mag van die grootwildjagter
Voor die mag van sy groot geweer
Totdat net die stilte oorbly,
Totdat net die stilte heers.
Halala, halala, ewig is ons Afrika,
Halala, halala, ewig is ons Afrika

Thula thula mtanami,
Thula thula sanaboni,
Thula thula mtanami,
Ubab uzobuya sihlale naye,
Ubab uzobuya sihlale sonke,
Hmmm-Hmmm

inviata da Riccardo Venturi - 17/9/2019 - 20:43



Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 17-09-2019 20:48
HALALA AFRIKA

Allora il mondo era ancora giovane
E l'orizzonte vasto e aperto,
Tutto era verde in questo emisfero
A sud dell'Equatore.
Al crepuscolo, quando cala il sole
E gli animali corrono a casa,
Risuona la voce delle donne
Sulle colline del paese:
Halala, halala, eterna è la nostra Africa,
Halala, halala, eterna è la nostra Africa

Zitto zitto bimbo mio,
Zitto zitto piccino mio,
Zitto zitto bimbo mio,
Il babbo sta per tornare, saremo a casa,
Il babbo sta per tornare, saremo tutti,
Hmmm-Hmmm

Arrivano navi da occidente,
Bianche vele sopra il mare
Per chiedere acqua e cibo
E per restare per molto di più.
E la terra, un tempo di tutti,
La abbiamo dovuta abbandonare
Per i ghetti delle città,
Ci hanno dato filo spinato.
Halala, halala, eterna è la nostra Africa,
Halala, halala, eterna è la nostra Africa

Zitto zitto bimbo mio,
Zitto zitto piccino mio,
Zitto zitto bimbo mio,
Il babbo sta per tornare, saremo a casa,
Il babbo sta per tornare, saremo tutti,
Hmmm-Hmmm

C'era ricchezza nel ventre
Della nostra madre Africa,
Diamanti e carbone,
Oro, metalli preziosi.
E la gente diventa schiava
Perché viene pagata
Per scavare nella terra
E cavare ogni granello.
Halala, halala, eterna è la nostra Africa,
Halala, halala, eterna è la nostra Africa

Zitto zitto bimbo mio,
Zitto zitto piccino mio,
Zitto zitto bimbo mio,
Il babbo sta per tornare, saremo a casa,
Il babbo sta per tornare, saremo tutti,
Hmmm-Hmmm

E le grandi e vaste savane
Sono recintate di reticolati,
E, dall'elefante fino all'orice,
Tutti gli animali devono piegarsi
Alla potenza del cacciatore,
Alla potenza del suo grosso fucile
Finché non resta che silenzio,
Finché solo il silenzio regna.
Halala, halala, eterna è la nostra Africa,
Halala, halala, eterna è la nostra Africa

Zitto zitto bimbo mio,
Zitto zitto piccino mio,
Zitto zitto bimbo mio,
Il babbo sta per tornare, saremo a casa,
Il babbo sta per tornare, saremo tutti,
Hmmm-Hmmm

17/9/2019 - 20:49


Grazie Riccardo per questa splendida canzone, in una lingua di dominatori che, paradossalmente, mi ricorda non poco quella di altri dominati, l'Yiddish.

Non so perchè Rabie Kerkorrel si sia ammazzato a soli 42 anni, ma non deve essere stato facile per lui, in quegli anni, essere portatore di tanti diritti, come dalla tua bella introduzione.

Per fortuna non sono negro nell'apartheid, e non sono bianco in un regime razzista e fascista, e non sono gay dove m'imprigionano e mi ammazzano per esserlo, e per fortuna non sono ecc. ecc. ecc.... Per fortuna sono solo un fortunato cinghiale solitario che si crogiola tra le sue ghiande ed il suo sterco... Di male può solo capitarmi un cacciatore di giorno o un'auto di notte. Ma è un attimo.

Saluzzi

B.B. - 17/9/2019 - 22:35


Caro BB, che l'afrikaans ti ricordi un po' lo yiddish è abbastanza naturale: sono entrambe, formalmente, lingue germaniche con molte cose in comune. L'afrikaans nacque in una maniera incredibilmente rapida: nel giro di un paio di generazioni, l'olandese del XVII secolo portato nell'Africa meridionali dai colonizzatori olandesi (e dai profughi ugonotti francesi che lo adottarono, da qui i tanti cognomi francesi tra gli Afrikaners), fu letteralmente massacrato e spolpato dai bambini, probabilmente per il contatto con le "tate" africane che lo parlavano seguendo la struttura delle loro lingue, eliminando desinenze, irregolarità e quant'altro, e trasformandolo in una lingua diversa. Per questo parlo di una lingua africana in toto, sebbene ancora chiaramente imparentata con l'olandese. E ha avuto poi una storia molto più variegata e complessa, tenuta in gran parte nascosta dagli Afrikaners bianchi di stretta osservanza. E' parlato, ad esempio, dai Coloreds, i discendenti delle unioni miste tra bianchi e asiatici (perlopiù indiani); in Namibia lo parlano come madrelingua anche numerose persone di colore, persino degli Herero. E' esistita anche un'incredibile forma di afrikaans parlata da una comunità musulmana, e nella quale furono scritti trattati religiosi in alfabeto arabo (il cosiddetto "Arabiese Afrikaans", nato verso il 1830 in una madrasa di Città del Capo. Da notare che, all'epoca, l'afrikaans non veniva ancora scritto: lo parlavano tutti, ma scrivevano rigorosamente in olandese standard, la lingua ufficiale e ecclesiastica. L'afrikaans dei bianchissimi superbianchi rigidamente protestanti è quindi affiorato alla scrittura per la prima volta per mano di pochi musulmani, e in alfabeto arabo!). Come dire: quasi sempre le lingue, fortunatamente, vanno per conto proprio, non curandosi dei "monocolori" originari.

Johannes Kerkorrel suscitò un terremoto nel Sudafrica degli anni '80, che stava emettendo rabbiosamente gli ultimi rantoli dell'apartheid. La sua band si chiamava "Gereformeerde Blues Band", un nome che prendeva pesantemente in giro la Chiesa Riformata Olandese, predominante tra gli Afrikaners e che asseriva tranquillamente e a chiare lettere che i bianchi erano per natura "superiori" ai neri persino nelle sue scritture "religiose". Tra i giovani Afrikaners dell'epoca successe di tutto, con una storia che non è stata ancora scritta del tutto: era la prima volta che certe cose e certe rabbie venivano espresse in afrikaans, una cosa che aveva il sapore e la consistenza del proibito. Si cominciarono ad avere, tra i giovani Afrikaners, rifiuti sempre più numerosi di andare a servire nell'esercito bianco agli ordini dei razzisti al potere. Il movimento musicale che supportava questo cambiamento e questa ribellione non era formato solo da Johannes Kerkorrel; ma era anche un affermato e dotato giornalista, e ben presto assunse il ruolo di portavoce di una generazione. Ne conseguì che Johannes Kerkorrel fu posto ben presto sotto stretta sorveglianza da parte della Polizia sudafricana.

Il governo nazionalista ne fu scosso alla base. Secondo Koos Kombuis, si trattò "di un sassolino che, una volta lanciato, contribuì a abbattere la muraglia". I motivi per cui Johannes Kerkorrel si uccise non sono mai stati accertati; furono ipotizzati problemi finanziari, ma il fatto è stato assolutamente smentito dalla sua ex moglie, con cui era rimasto in buoni rapporti anche dopo che si era rivelato gay dichiarato. Vi è poi anche il fatto che Kerkorrel fu trovato impiccato; ma secondo alcuni, non si era affatto suicidato. E' possibile che sia stato "suicidato".

Riccardo Venturi - 17/9/2019 - 23:45


Già, leggo che nel 2005 venne condotta un'inchiesta giornalistica sulla sua morte. Ne scaturì un documentario dal titolo significativo: "Who Killed Johannes Kerkorrel?"...

Un "suicidio" che ricorda quello di Neil Aggett, trovato impiccato in cella nel 1982...

B.B. - 18/9/2019 - 08:49



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