Lingua   

Columbus Stockade Blues

Tom Darby & Jimmie Tarlton
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


Ti può interessare anche...

No, prigioniero no!
(Rita Pavone)
Ghetto 02
(Banda Bassotti)
Devarìm (dal Deuteronomio)
(Stormy Six)


Testo, Musica e Interpretazione: Tom Darby & Jimmie Tarlton

Columbus Stockade Blues


E’ una canzone popolare negli Stati Uniti , scritta nei Roaring Twenties, più noti come gli anni del proibizionismo. L’America era avviata ad un periodo di prosperità che sarebbe durato sino al crollo di Wall street del ’29. Il settore industriale tirava forte ma l’agricoltura soffriva anche per lo spostamento delle masse rurali verso le città, circa 4 milioni su una popolazione totale di 105 milioni.

Il sistema penitenziario spostò gradualmente la sua funzione da servizio con funzione correttiva a quella di organo deputato al mantenimento dell’ordine sociale e alla segregazione degli elementi indesiderabili. Nel 1920 la popolazione carceraria negli Usa era di 103.000 unità, nel 1930 era salita a 146.000.

La Columbus Stockade è un edificio in mattoni rossi ubicata a Columbus, Georgia, al 622 della 10th Street. Fu costruito verso la metà del XIX secolo per essere adibito a carcere della contea di Muscogee. E’ una struttura detentiva tuttora in funzione per arresti di durata limitata.

La canzone composta da Thomas Darby and Jimmie Tarlton fu incisa per la Columbia Records nel 1927. Tra le interpretazioni notevoli si segnalano quelle di Doc Watson e di Woody Guthrie.

Il tema fa venire in mente “Green, Green Grass of Home” resa celebre dalla indimenticabile interpretazione di Joan Baez del 1969. In entrambe si narra delle sofferenze di chi è privato della libertà e si rifugia nella fantasia. Nel blues di Darby e Talton protagonista è il farmer , il vagabondo che qualche anno dopo si sposterà di nascosto da un treno all’altro per sbarcare il lunario; invece nella canzone di Putnam si intravede nel condannato a morte la figura di un anello debole dell’alienazione nel fordismo in piena espansione.
Dai Roaring Twenties sarebbero dovuti trascorere quattro decenni perché si cominciasse a mettere seriamente in discussione le distorsioni del sistema carcerario e ad analizzare criticamente il suo nesso con la american way of life.
Way down in Columbus, Georgia,
Want to be back in Tennessee.
Way down in Columbus Stockade,
Friends have [1] turned their backs on me.

Chorus:
Go and leave me if you wish to,
Never let me cross your mind.
In your heart you love some [2] other,
Leave me darling, I don't mind.

Many a night with you I've rambled,
Many an hour I've been with you.
Thought I'd gained your heart forever,
Know'd you'd have to follow me.

Chorus:
Go and leave me if you wish to,
Never let me cross your mind.
In your heart you love some other,
Leave me darling, I don't mind.

Last night while I lay sleeping,
I dreamed that I was in your arms [3].
When I awoke I was mistaken,
I was peering through the bars.

Chorus:
Go and leave me if you wish to,
Never let me cross your mind.
In your heart you love some other,
I've got the walking blues.[4]
The above text is the original one as you can hear from the Tom Darby & Jimmie Tarlton recording.
The only reliable web source on the matter is : Columbus Stockade Blues

As far as the other interpretations are involved the following are worth knowing:

In some versions stanzas #3 and #5 are exchanged between them.
[1] elsewhere: all
[2] elsewhere: another
[3] elsewhere: you were in my arms
[4] in most versions the last line is “Leave me darling, I don't mind”

inviata da Riccardo Gullotta - 17/8/2019 - 19:13



Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Gullotta
BLUES DEL CARCERE DI COLUMBUS

Parecchio giù a Columbus, in Georgia
avrei voluto essere tornato nel Tennessee
parecchio giù in quel carcere di Columbus
i miei amici mi hanno voltato le spalle.

Vai e lasciami se vuoi
non farmi passare per la tua mente
se nel tuo cuore ne ami un altro
lasciami cara non mi dispiace.

Tante notti siamo andati in giro con te
ho trascorso tante ore con te
pensavo di avere il tuo cuore
sapevo che avresti dovuto venire con me.

Vai e lasciami se lo desideri
non farmi passare per la tua mente
se nel tuo cuore ne ami un altro
lasciami cara non mi dispiace.

Ieri sera mentre dormivo disteso
ho sognato di stare tra le tue braccia
quando mi sono svegliato mi ero sbagliato
stavo ancora a sbirciare attraverso le sbarre.

Vai e lasciami se lo desideri
non farmi passare per la tua mente
se nel tuo cuore ne ami un altro
ho con me il blues del vagabondo.

La mancanza della punteggiatura è intenzionale.

inviata da Riccardo Gullotta - 17/8/2019 - 19:17



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org