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Roma Maledetta

Il muro del canto
Lingua: Italiano (Laziale Romanesco)


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2018
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(Testo: Pieravanti – Musica: Il Muro del Canto)


Il primo dei monologhi del disco è Roma Maledetta. Perché secondo te questa città è maledetta? Da dove viene questa brama di sangue?
Mah in realtà io non credo che la città sia maledetta: Roma Maledetta è un gioco in cui si cerca di raccontare una storia attraverso tutti i fatti di cronaca nera, dal fratricidio di Romolo e Remo fino ad oggi; però è solo un escamotage per concludere il brano dicendo che la Roma che ci fa paura è quella indifferente. Il senso è: possono succedere tutte le cose più tremende che ci influenzano in negativo ma poi è l’indifferenza delle persone il vero problema.

E secondo te quale potrebbe essere una “cura” per questa indifferenza?
Secondo me una cura potrebbe essere interessarsi delle cose che succedono, interessarsi dell’altro e delle problematiche sociali. Porre attenzione anche verso le cose che sono di estrema attualità come le problematiche di chi viene da lontano, le problematiche di chi si trova senza casa; sono tanti gli aspetti su cui non bisogna essere indifferenti.

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Roma maledetta non sai quello che t'aspetta
mejo stassene tranquilli damme retta.
C'è ‘na linea de fattacci che attraversano la storia,
che partono dal 21 de aprile del 753 avanti cristo e arivano a quarcuno sparato ieri sera.

Ma partimo dall’inizio: Romolo e Remo gemelli in contrapposizione,
perché tra fratelli se litiga su tutto figuramose su Roma e la sua fondazione.
Ce stà Remo che aspetta er segno divino arroccato sopra l'Aventino
e Romolo che fa' lo stesso sur colle Palatino.
Dopo un po' pe' 'na storia de avvistamento de avvoltoi
pe' Remo se mette male e parte er regno de Romolo
senza bisogno de giuramenti al Quirinale.
Se po di' che tutto inizia sur Sangue de Remo,
ma quello che viè dopo ve assicuro che non è da meno.

Tu pensa che a Roma verso via Cavour
ce sta un vicolo detto “scellerato” 'ndo la figlia de Servio Tullio, sesto Re de Roma
pe' diventà regina er padre ha assassinato
e pe' nun fasse manca niente sur corpo der parente ancora callo
c'è passata sopra cor carro co' tutto er cavallo

Famo n'altro sarto avanti fino a Giordano Bruno
spojato a Campo de Fiori,
bruciato vivo perché afferma che innumerevoli terre
ruotano attorno ad innumerevoli soli.
E nel degrado de chi beve sotto la statua sua,
il martirio non è finito per il monaco domenicano,
lui che s’è battuto per l'indipendenza der pensiero
dirà che è stato tutto ‘no sforzo vano.

Roma che non sei Romano se non hai salito i tre scalini,
Roma che piange ancora oggi per il delitto Pasolini.
Dove ogni quartiere c'ha n'segreto
che è 'na perla che compone 'na collana
che gira intorno a Roma come il Raccordo
va da Centocelle fino alla Magliana.

A proposito de Magliana
che tra i tanti fatti avvolti dal mistero
c'è quello della vendetta lenta e dolorosa inflitta dar Canaro,
lui che stanco de subì le angherie de un bullo inverte i ruoli e diventa persecutore
lo chiude dentro la gabbia de un cane
e lo sevizia finchè non more.

A Roma ce piaciono le sciagure,
ne parli nei bar co' chi te capita davanti mentre mentre sfoji 'na rivista,
va tutto bene magari ce ridi pure sopra
basta che non sei tu er protagonista.

Ogni mattina che esci de casa c'hai un po' de strizza
ma nun ce n'hai vergogna,
perché quer giorno potresti esse te la vittima
oppure l'infame carogna.

Roma stanca, seduta su un marciapiede,
città piena de ricordi,
Roma che riempie piazza San Giovanni
ar funerale de Alberto Sordi.

Roma de via Rasella
dove pe' ogni sordato tedesco hanno preso dieci romani,
Roma che er 19 de luglio non se aspettava le bombe degli americani.

E se ortre tutti 'sti fattacci
te se strigne er core pe' 'na ragazza che ormai non te vole da' più retta
stai ner posto giusto, benvenuto: questa è Roma Maledetta.

Ma non è la Roma maledetta quella che ce fa paura
e nemmeno quella delinquente

La Roma che ce fa paura è la Roma indifferente.

inviata da Dq82 - 16/3/2019 - 20:43



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