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Zelot

Frændur
Lingua: Faroese

Lista delle versioni e commenti


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(GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG)
Friðarsangur
(Frændur)
Arbeiðskvinnan
(Steintór Rasmussen)


[1986]
Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Rani Nolsøe - Eyðun Nolsøe - Steintór Rasmussen
Album / Albumi: Frændur II

fraendurdueQuesta è una canzoncina rock proveniente dalle Føroyar, o Fær Øer. È dei Frændur, i “Parenti”; su 4 canzoni presenti finora nel sito in lingua faroese, tre sono loro. Questa è la quinta in faroese, e la loro quarta. Un rock della metà degli anni '80, forse invecchiato, forse ingenuo, non lo so, e perdipiù un rock delle Fær Øer, che i più considereranno improbabile. Invece era probabilissimo, quello del gruppo dei fratelli Nolsøe (Rani e Eyðun) e di Steintór Rasmussen. Come ho conosciuto i Frændur e il loro secondo album, Frændur II, l'ho già raccontato dieci anni fa; e anche questa canzone proviene da quell'album. A modo suo, quindi, è una perfetta “dimenticanza delle CCG”, perché, con tutto il suo rocchettino ingenuo e quel che si vuole, è una canzone parecchio particolare e non certo banale. Mi spiego meglio: nel mondo, e in questo sito, abbiamo bizzeffe di canzoni provenienti da tutto il mondo che ci parlano del sig. Gesù Cristo come portatore di un “messaggio d'amore, pace e libertà” altamente rivoluzionario, e sarà anche così, per carità; c'è chi, come Fabrizio De André, ci ha costruito un album intero attorno al '68, figuriamoci. Però, mai un accidente di canzone che rovesci un po' la cosa e si occupi degli “zeloti”, di Barabba, dei palestinesi di duemila e rotti anni fa che erano insorti contro i Romani finendo massacrati a migliaia e migliaia mentre il sig. Gesù Cristo diceva che bisognava dare a Cesare quel che è di Cesare eccetera, almeno secondo le storie ufficializzate. E se invece, si chiedeva il gruppo rock delle isole Fær Øer nel 1986, il messaggio d'amore e di libertà lo avessero portato invece quei poveri cristi, loro sí, che si fecero massacrare per spezzare le catene della schiavitù? E se invece un discorso molto chiaro agli oppressi lo avessero fatto loro, e non il sig. Figlio-di-Dio? Si dicono sempre i “Parenti” di quell'arcipelago in mezzo all'Atlantico settentrionale, un paradiso da cartolina dove tanti anni fa ho messo piede per un solo giorno: ora che siamo arrivati all'era atomica e in un mondo superarmato e costantemente in pericolo e in procinto di esplodere, 'sti profeti che diavolo vogliono? Loro che sono rimasti zitti e impotenti, assistendo a migliaia di guerre fatte in loro nome, loro che dicevano che “non si può servire al tempo stesso Dio e Mammona”, che cosa vogliono in un mondo e in una storia dove il vero dio è proprio Mammona, ovvero il denaro, e che lui solo è stato servito? Sarebbe quindi il momento di rivalutare un po' gli Zeloti del tempo che fu, facendo un esercizio di lotta contro l'ipocrisia. Tutto questo, ripeto, in una canzoncina di 33 anni fa cantata in una lingua che, in Italia, conoscono probabilmente in due: il dott. Gianfranco Contri, console onorario d'Italia a Tórshavn che pubblicava dispense di grammatica e dizionarietti fotocopiati con sopra un orripilante disegno della Torre di Pisa e di una falesia in basalto, e il sottoscritto che a suo tempo fotocopiò anche quelle fotocopie dattiloscritte. Ritirando fuori, all'alba di un primo di marzo che già fa primavera, anche il vecchio Føroysk-donsk orðabók i cui due volumi si erano incollati da soli tra di loro. Mi piace pensare che ne sia valsa la pena. [RV]
Tit søgdu nei til trælahald,
nei til rómverskt vald,
talan var greið til ta kúgaðu fjøld
sum fjøtrað av rómverjum var,
tá Pilatus alt vald hevði har.

Palestina tit vildu hava frælst
og hóast leinkjan tó aldri brast,
so var tað eitt kærleiks- og frælsisboð
sum í uppreistri tykkara lá,
og øllum kúgaðum hvílur á.

Men nú stendur kærleiksboðið veikt,
frælsið lýsur bleikt,
tí tíðirnar broyttust og hvør segði nei,
tá atomøldin reisti seg
og við vápnum slóðaði veg.

So hvat vilja profetarnir í dag,
sum tigandi hava sæð
seg sjálvar alt meira fløktar inní,
eina yvirvápnaða verð
har Mammon gudurin er.

inviata da Riccardo Venturi - 1/3/2019 - 07:22




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 1-3-2019 07:24
ZELOTA

Avete detto no alla schiavitù,
no alla potenza romana,
il discorso era chiaro per gli oppressi
incatenati dai romani,
allora era Pilato che aveva tutto il potere.

Volevate una Palestina libera,
e sebbene la catena non si sia mai spezzata
c'era nella vostra rivolta
un messaggio di amore e di libertà
che è di conforto per tutti gli oppressi.

Ma ora il messaggio d'amore si è indebolito
e la libertà è impallidita
perché son cambiati i tempi e ognuno ha detto no,
e allora è sorta l'era atomica
e con le armi si è fatta strada.

E allora cosa vogliono oggi i profeti
che si son visti, restando zitti,
sempre più impotenti dentro,
e un mondo superarmato
dove Mammona è il dio.

1/3/2019 - 07:24




Lingua: Inglese

English translation / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
Riccardo Venturi, 1-3-2019 07:25
ZEALOT

You said no to slavery,
you said no to Roman power,
this was clearly addressed to the oppressed
who were put in chains by the Romans,
it was Pilatus, then, who held all the power.

You wanted free Palestine
and though the chain never broke
there was in your rebellion
a message of love and freedom
comforting all the oppressed.

But now the message of love has grown weak
and freedom has grown bleak
because the times have changed and everyone said no,
and then the atomic age rose
and pushed its way through with weapons.

So, what do prophets want now,
them, feeling powerless inside,
who didn't say anything and keep quiet
now that they see an overarmed world
where Mammon is god.

1/3/2019 - 07:27




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish translation / Traduction finnoise / Suomennos: Juha Rämö
SELOOTTI *)

Sinä sanoit ei orjuudelle
ja ei Rooman vallalle.
Osoitit sanasi sorretuille,
jotka roomalaiset olivat panneet kahleisiin
siihen aikaan, kun Pilatuksella oli kaikki valta.

Sinä halusit vapaan Palestiinan,
ja vaikka kahleet eivät koskaan murtuneet,
sinun kapinassasi oli
rakkauden ja vapauden viesti,
joka lohdutti kaikkia sorrettuja.

Mutta nyt on rakkauden voima hiipunut
ja vapauden viesti haalistunut,
sillä ajat ovat muuttuneet ja kaikki sanoneet ei
ja ydinvoiman aika on koittanut
ja raivannut tiensä aseiden voimalla.

Mitä siis haluavat profeetat nyt -
nuo, jotka sisäisessä heikkoudessaan
eivät sanoneet mitään vaan vaikenivat -
nähdessään aseita pursuavan maailman,
jossa mammona on jumala?

* ) Selootit, joista Uudessa testamentissa käytetään nimitystä kiivailijat, olivat juutalainen puolue, joka kannatti aseellista taistelua Rooman valtaa vastaan. Vuonna 66 selootit nousivat kapinaan roomalaisia vastaan. Kapina kukistettiin, ja kaikki 900 seloottia perheineen tekivät joukkoitsemurhan.

inviata da Juha Rämö - 1/3/2019 - 16:38


Aggiornamento linguistico sul faroese per dovere di completezza (e anche per simpatia, ovviamente). A Gianfranco Contri e al sottoscritto occorre aggiungerne un terzo, vale a dire Luca Taglianetti, che ha tradotto le Fiabe faroesi per l'Iperborea (ovviamente), e Gianluca Falanga, che ha tradotto e curato, invece, i Carmi di Sigurd (Sigurd è Sigfrido, ndr) per la Carocci. Gianfranco Contri nel 2004 ha pubblicato anche un dizionario faroese-italiano a Tórshavn. Così ora siamo in quattro (io con te, tu con me ecc. ecc.), di cui tre noti e con case editrici, e il quarto che traduce le canzoni dei Frændur sulle CCG. Nulla da fare: per me essere l'anello debole della catena è una vocazione ! :-)

Riccardo Venturi - 1/3/2019 - 12:49


In the English translation of the song, I think it should read NOW instead of NOT in the first line of the 3rd stanza.

Juha Rämö - 1/3/2019 - 16:36


@Juha Rämö

Yes, I confirm. It was a typo.

Riccardo Venturi - 1/3/2019 - 17:55



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