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La planète où mourir

Charles Aznavour
Lingua: Francese

Lista delle versioni e commenti


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Versi di Bernard Dimey (1931-1981), importante poeta e compositore di canzoni francese.
Purtroppo non so da quale raccolta la poesia sia tratta.
Nell'album di Aznavour intitolato “Charles chante Aznavour et Dimey”, 1983

Charles chante Aznavour et Dimey
On a traqué le cerf, on a traqué la biche,
On a semé des fleurs tout autour des prisons
On a même invité les pauvres chez les riches
On a chanté nos larmes et pleuré nos chansons
Moi j'ai vu mes cheveux comme un arbre d'automne
Irrémédiablement chaque matin blanchir
Le monde me surprend, mais plus rien ne m'étonne
Je cherche la planète où je pourrais mourir

On a versé le sang au hasard des victoires
On a tué la colombe en plein ciel à midi
On s'est même servi du bon Dieu sans y croire
On a tout oublié de nos rêves enfuis
Moi qui sens peu à peu se refroidir ma tête
Je vous regarde en face et j'ai peine à sourire
II se peut que demain soit enfin jour de fête
Si je pouvais trouver ma planète où mourir

On a traqué le cerf, on a traqué la biche,
On a traqué les hommes et tout à l'avenant
Vous ne pouvez savoir à quel point je m'en fiche
À l'âge où me voici, je le jure et pourtant
J'avais imaginé d'incroyables voyages
Vers tous les horizons j'étais prêt à partir
Et puis je suis resté, juste un peu de courage
Et le temps de trouver la planète où mourir

inviata da Bernart Bartleby - 20/6/2017 - 21:00


La versione italiana, "Un pianeta per morire"

Bernart Bartleby - 20/6/2017 - 21:04



È morto Charles Aznavour, uno dei più amati e grandi chansonnier francesi
Il cantautore, nato a Parigi il 22 maggio 1924 ma di origini armene, si è spento all'età di 94 anni. La sua ultima esibizione su un palco italiano è stata lo scorso anno

di CARLO MORETTI

Il destino ha voluto che diventasse il più grande chansonnier di Francia, il crooner che incarnava la canzone popolare d'Oltralpe come forse nessun altro aveva saputo fare prima di lui. E questo nonostante Charles Aznavour, morto oggi a 94 anni nella sua casa delle Alpilles, nel sud della Francia, dove si era ritirato dopo avere cancellato i concerti della scorsa estate a causa di una caduta, fosse di origini armene e con le tradizioni del suo paese avesse sempre mantenuto un legame fortissimo. Nonostante poi da bambino gli fosse stata diagnosticata una paralisi che bloccava alcune corde vocali anche se questo, invece di limitarne la crescita artistica gli ha donato il caratteristico, e riconoscibile, timbro roco.

Famoso in Francia Aznavour lo è però diventato soltanto molto più tardi, essendo all'inizio poco accettato un compositore con origini armene. Le sue canzoni restarono al bando alla radio francese dalla fine degli anni Quaranta e per tutti gli anni Cinquanta. Le cose non andarono meglio in America, come egli scoprì durante un viaggio nel 1948. Il fatto è che le sue canzoni d'amore audaci, originali e sincere, abbinate a uno stile di canto limitato ma anche molto espressivo, in quegli anni disorientavano ancora il pubblico.

Famoso anche per i ruoli cinematografici che l'hanno visto protagonista, a cominciare da quello nel film di Jean Cocteau Il testamento di Orfeo e nel debutto del 1960 di Francois Truffaut Tirate sul pianista, Aznavour ha interpretato nella sua carriera alcuni brani memorabili a cominciare da La Bohème, forse il suo brano più conosciuto, Que c'est triste Venise tradotta in italiano in Com'è triste Venezia, brano diventato poi uno dei suoi più grandi successi in Italia insieme a Ed io tra di voi.

Shahnour Varenagh Aznavourian, questo il vero nome di Charles Aznavour, nacque a Parigi dove la sua famiglia si era trasferita per sfuggire ai massacri e alle deportazioni di quello che sarebbe stato definito il genocidio armeno perpetrato dai turchi dell'Impero Ottomano ai danni degli armeni tra il 1915 e il 1916. Dal padre cantante (la madre era un'attrice e a tempo perso sarta) Aznavour ereditò la passione per il canto, in un primo tempo ostacolata dal problema alle corde vocali.

opo aver mosso i primi passi a teatro a 9 anni, nella piece Un bon petite diable, da adolescente Aznavour ha affiancato nei tour alcune compagnie teatrali cominciando a scrivere i testi per le canzoni musicate da Pierre Roche e pian piano ha cominciato a interpretare da solo i brani scritti in coppia con Roche. Una mano importante, per superare le paure legate al suo handicap fisico, gli arrivò da Edith Piaf per la quale aveva cominciato a lavorare come autista. Ovviamente la Piaf cominciò poi anche a cantare le sue canzoni.

Il successo arrivò nel 1956 a Casablanca, dove la reazione del pubblico al suo ingresso sul palco durante uno spettacolo di arte varia fu così forte che Aznavour diventò l'headliner. Così nel 1958 arrivarono il primo contratto discografico e il debutto in un ruolo drammatico al cinema, oltre alla scrittura di colonne sonore. Quindi i film con Cocteau e Truffaut gli aprirono la strada in America con il primo concerto alla Carnegie Hall e il suo primo disco completamente americano con il titolo The World of Charles Aznavour per l'etichetta fondata da Frank Sinatra, la Reprise Records.

Il suo modo di cantare è stato paragonato a quello di Maurice Chevalier e di Frank Sinatra, anche se lui ha sempre pensato a se stesso più come ad un autore che come ad un interprete e cantante. La verità è che Aznavour è rimasto popolare per almeno quattro decenni, ha sempre cantato l'amore nelle sue diverse forme, come raccontano i brani Apres l'amour, J'ai perdu la tete, J'en deduis que je t'aime e Bon anniversaire. Fino all'amore gay che Aznavour ha voluto cantare con la canzone Comme ils disent.

Aznavour è stato sposato tre volte e ha avuto sei figli ed è sempre rimasto in contatto con le sue radici armene tanto da essere stato nominato ambasciatore armeno in Svizzera, dove risiedeva a Saint-Sulpice. Ha sempre continuato a coltivare la sua passione per la politica e il suo impegno per i diritti umani: "Continuo a cantare e a scrivere canzoni perché per me andare in pensione significherebbe imboccare la porta verso la morte" ci aveva detto in un incontro in occasione di un suo concerto a Roma pochi giorni dopo il suo novantesimo compleanno, "io però non ne ho ancora nessuna voglia".
repubblica.it

Dq82 - 1/10/2018 - 17:30


The great French-Armenian voice is gone. This is a sad day for all friends of his immortal chansons such as La Bohème, Hier encore and La Mamma.

Juha Rämö - 1/10/2018 - 19:52



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