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Sueño con serpientes

Silvio Rodríguez
Lingua: Spagnolo


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[1974]
Parole e musica di Silvio Rodríguez
L'introduzione parlata è la versione spagnola di una strofa dalla “Kantate zu Lenins Todestag”, la “Cantata in morte di Lenin” di Bertolt Brecht e Hanns Eisler.
Nell'album di Silvio Rodríguez intitolato “Días y flores”, pubblicato nel 1975
Interpretata anche da Luis Eduardo Aute, Mercedes Sosa, León Gieco e Los Bunkers
Testo trovato su Cancioneros.com

Sul sito carusopascoski trovo una bella descrizione di questa canzone, messa in relazione con il 25 aprile e con Stefano Giaccone e i suoi Franti, mitico gruppo hardcore folk torinese degli anni 80:

Qui la storia di una delle più belle canzoni antifasciste che conosca, sulla forma più subdola e pericolosa di fascismo che si insinua anche nelle più celebrate democrazie: l’imperialismo. Buona liberazione!

Días y flores

Un pomeriggio d’estate, in un prato fresco dietro a una casa di campagna, ho ascoltato con qualche amico Stefano Giaccone che cantava una canzone del cubano Silvio Rodríguez, “Sueño con serpientes”, che non conoscevo. La melodia è di una bellezza accecante, le parole mi sembrano utili per descrivere una delle pietre di cui è fatto il giardino dei Franti. In apertura viene declamato Brecht, da In morte di Lenin: “Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi / altri che lottano un anno e sono più bravi / ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi / però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”. Nella canzone Rodríguez racconta un incubo ricorrente, popolato di serpenti di mare: dopo averne sconfitto uno, dandogli da masticare una colomba e avvelenandolo con il bene, un altro ancora più grande lo insegue, spalanca la bocca spaventosa, e lo afferra. Il mostro vuole vincere la sua preda inseguendola strisciante, con la calma di chi sa che le prede si conquistano aspettando un segno di debolezza, un passo insicuro. Intervistato da un giornalista che insisteva, come altri prima di lui, per sapere che cosa rappresentassero i serpenti, un giorno l’autore decise di non ignorare la domanda: “Compañeros, las serpientes son los imperialistas!”. Nel sogno il poeta sceglie l’unica via possibile per la propria salvezza: si lascia ingoiare e, mentre passa per l’esofago, proprio lì, quando aspetta di essere digerito, recita un verso che distrugge lo stomaco del serpente, e mette fine all’incubo. La canzone non ci dice che in quel verso c’è l’arte, la bellezza, la commozione o lo stupore. Ci dice che in quel verso c’è la verità. Ho pensato subito che valesse anche per i Franti, che in fondo forse, più di tutto hanno cercato un verso di verità per far esplodere il serpente. “Días y flores” è l’album che contiene la canzone, insieme ad altre perle che meritano di essere ascoltate e valgono l’inserimento in qualsiasi kit che consideri verità e bellezza strumenti di sopravvivenza, e sappia custodire il coraggio degli indispensabili, quelli che lottano tutta la vita.
Hay hombres que luchan un día
y son buenos.
Hay otros que luchan un año
y son mejores.
Hay quienes luchan muchos años
y son muy buenos.
Pero hay los que luchan toda la vida:
esos son los imprescindibles.

Bertolt Brecht


Sueño con serpientes, con serpientes de mar,
con cierto mar, ay, de serpientes sueño yo.
Largas, transparentes, y en sus barrigas llevan
lo que puedan arrebatarle al amor.

Oh, la mato y aparece una mayor.
Oh, con mucho más infierno en digestión.

No quepo en su boca. Me trata de tragar
pero se atora con un trébol de mi sien.
Creo que está loca. Le doy de masticar
una paloma y la enveneno de mi bien.

Oh, la mato y aparece una mayor.
Oh, con mucho más infierno en digestión.

Ésta al fin me engulle, y mientras por su esófago
paseo, voy pensando en qué vendrá.
Pero se destruye cuando llego a su estómago
y planteo con un verso una verdad.

Oh, la mato y aparece una mayor.
Oh, con mucho más infierno en digestión.
Oh, oh, oh, la mato y aparece una mayor...

inviata da Bernart Bartleby - 28/2/2017 - 22:54



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