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Li Troubaires de Coumboscuro e Fabrizio De André: Mis amour [Bèla calha]

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Lingua: Occitano

Lista delle versioni e commenti


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(Nadau)
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(Li Troubaires de Coumboscuro)
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fabfuma
[1995]
Da una ballata provenzale del XIV secolo, Bèla calha
Tirée d'une ballade occitane du 14ème siècle, Bèla calha
From a 14th century Occitan folk ballad, Bèla Calha
1300-luvun okitaniankielisesta kansanlaulusta, Bèla Calhasta
Arrangiamento / Arrangement / Arrangement / Järjestely: Dave Arneodo / Li Troubaires de Coumboscuro / Bruno Sorba
Interpreti / Interprètes / Performed by / Laulavat: Clareto Arneodo (Li Troubaires de Coumboscuro) / Fabrizio De André
Chitarra / Guitare / Guitar / Kitara: Franco Mussida
Album / Albumi: A toun souléi (Vinile: 1995; ristampa in CD: 2002)

atounsoulei


L' “ultimo atto” della ristrutturazione totale della Sezione del sito dedicata a Fabrizio De André (e, in ultima analisi, anche della ristrutturazione parallela della “Sezione Bretone”: le due ristrutturazioni sono andate di pari passo negli ultimi mesi) è, come dire, premeditato. Il tutto doveva terminare con Mis amour, un'antica murder ballad provenzale che, certo, è interpretata, in parte, anche da Fabrizio De André.

Dopo oltre vent'anni, la storia di Mis amour e Fabrizio De André è oramai ben nota; ma, nei primi tempi di Internet e, soprattutto, del De André in rete, la sua “scoperta” rappresentò una specie di scoop protointernettaro da parte della vecchia e irripetibile banda che girava attorno alla mailing list “Fabrizio” e al newsgroup Usenet “it.fan.musica.de-andre”. Si può dire che la “deandreologia”, e non solo in rete, abbia avuto origine da lì. Un bel giorno, verso il 1999, pochissimo dopo la morte di Faber, qualcuno si accorse che in un album, pressoché introvabile al di fuori degli specialisti e di certe aree geografiche, c'era De André che cantava in una strana lingua assieme a una bella voce di donna che, naturalmente, fu subito presa per Dori Ghezzi. E quale altra donna poteva cantare assieme a De André?

Ora, però, l'album in questione non era certo un'autoproduzione; anzi, era stato fabbricato e distribuito dalla Polygram Italia per le edizioni musicali Getar. Risaliva al 1995; solo che, già in tempi di CD trionfante, era stato prodotto e distribuito solo in vinile. Gli appassionati di De André, che stava per pubblicare Anime salve, quello che sarebbe stato l'ultimo suo album, non se ne accorsero minimamente. Si chiamava, l'album, A toun souléi (“Al tuo sole”), ed era stato pubblicato a cura del Centre Prouvençal de Coumboscuro (Centro Provenzale di Sancto Lucio de Coumboscuro, o Santa Lucia, frazione del comune di Monterosso Grana, in provincia di Cuneo).

La frazione di Sancto Lucio de Coumboscuro aveva ed ha una caratteristica: il 100% dei suoi trentacinque o quaranta abitanti parla provenzale. E il 60% dei suoi abitanti appartengono a una sola famiglia, la famiglia Arneodo. Il “patriarca”, Sergio Arneodo, nato nel 1927, è stato probabilmente il maggiore animatore culturale di quelle semispedurte vallate dove resiste ancora il provenzale in Italia; preso per assunto che tutta la sua storia di vita merita di essere conosciuta, va detto che è riuscito nel compito non indifferente non solo di salvaguardare il provenzale (o franco-provenzale) di quelle plaghe e la cultura particolarissima e antichissima che esse recano, ma anche di renderle note ben al di là di confini ristretti. Il Centro Provenzale di Coumboscuro è, manco a dirlo, opera sua.

Sergio Arneodo (1927-2013)
Sergio Arneodo (1927-2013)
Poeta, folklorista, operatore culturale, in una lingua che, oggi, definire “minoritaria” è un eufemismo. Eppure, il provenzale di Coumboscuro è una forma arcaica e assai pura dell'antica lingua d'oc; quasi logico che essa sia anche lo strumento di una ricchissima tradizione popolare, che Sergio Arneodo ha letteralmente acciuffato per il rotto della cuffia. Riproponendola non solo filologicamente, ma anche musicalmente. Sergio Arneodo, che tra le tante sua attività aveva quella di unico insegnante nella “Pluriclasse” di Sancto Lucio de Coumboscuro, un'esperienza assai simile alla Scuola di Barbiana di Don Milani e dove la lingua di insegnamento era il provenzale, è morto a ottantasei anni il 30 ottobre 2013.

I Troubaires de Coumboscuro sono stati emanazione del Centro Provenzale. E dell'intera famiglia Arneodo. A toun souléi è stato il loro album più famoso, e declinando l'elenco dei collaboratori a quell'album che quattro anni dopo ancora pochi conoscevano fa venire i brividi. C'erano, tra il collaboratori, non solo Fabrizio De André. C'erano Franco Mussida, Jahamgir Selimkanov, Gabriel Yacoub e Alan Stivell. E c'era mezza famiglia Arneodo, compreso il figlio Dave (Davide), che curò gli arrangiamenti, e la figlia Clareto (Clara). Non era di Dori Ghezzi, la voce che accompagnava De André in Mis amour; era Clareto Arneodo. Eppure, se si va a vedere in rete, la “Dori Ghezzi” gira ancora.

Clareto Arneodo smise di cantare non molto tempo dopo, per una ragione semplicissima: decise di fare la mamma a tempo pieno. Aveva avuto un figlio, che incidentalmente era anche il primo bambino nato a Sancto Lucio de Coumboscuro dopo circa quarant'anni. Ci resta quella voce che non mi perito a definire incredibile; la si sente in praticamente tutti gli album dei Troubaires. E, naturalmente, Mis amour. La quale ha una storia che sarà bene raccontare per sommi capi.

Tra le tante ballate e canzoni propriamente valligiane che i Troubaires de Coumboscuro hanno interpretato nei loro album a complemento dell'attività del Centre Prouvençal, molto probabilmente non è affatto di origine strettamente locale. Il fatto che nel suo testo si nominino una “vilo” (una città) e il Rodano, che non scorre certo in provincia di Cuneo, prova che la sua provenienza dev'essere ben altrove nell'area provenzale. La sua origine tardomedievale (probabilmente risale al XIV secolo), quindi remota nel tempo, è testimoniata dal tipico andamento stilizzato delle ballate di lunga tradizione popolare. La sua vicenda è, peraltro, comunissima in tutte le balladries europee: l'amore tra un giovane e la figlia minore, che ha quattro sorelle maggiori che si oppongono (la madre e le sorelle maggiori contrastano sempre l'amore della sorella più piccola, destinata tradizionalmente a non sposarsi perché ha il compito di restare a casa, nubile, ad occuparsi dei genitori anziani). Il giovane decide quindi di eliminare le quattro sorelle a colpi di balestra (altro particolare remoto: siamo prima delle armi da fuoco!), ma sbaglia e il primo colpo che scocca colpisce proprio la sua innamorata, uccidendola. Diventa quindi il più classico outlaw delle ballate: se passerà in città lo impiccheranno, e se attraverserà il Rodano, lo affogheranno. In fondo, si può capire perché Fabrizio De André abbia dato una mano ai Troubaires in questa canzone: è, come dire, piuttosto “roba sua”. Tra lo sfortunato protagonista dell'antica ballata provenzale e il Miché c'è fratellanza di sangue, in tutti i sensi.

Quando la ballata venne fuori in rete, qualche tempo dopo, nessuno ne conosceva il testo. Mi fu chiesto di “decifrarlo” e mi misi solerte all'opera, sbagliando clamorosamente ogni cosa. Tuttora, credo che sia la figura linguistica più cacina che io abbia mai fatto in Rete. Poco tempo dopo, Walter Pistarini (e chi altri?) ne comunicò l'esatto testo scritto in provenzale; cercai di farmi perdonare eseguendone una traduzione che, vedo, ancora è presente in rete. Per chiudere, spero degnamente, le “ristrutturazioni” di questi ultimi mesi, ripropongo in questa pagina la vecchia Murder ballad provenzale e la traduzione che ne feci; con qualche “novità”, se così la si può chiamare. Innanzitutto, declinando il titolo esatto Mis amour, con le due parole staccate (come si può vedere anche dalla copertina dell'album). All'inizio, e in moltissimi casi ancora presenti in rete e altrove, viene riportata come Misamour in un'unica parola; ma si tratta di un errore. Così come è un errore la traduzione “amori miei”: mis è un aggettivo possessivo al singolare, e l'espressione significa “amore mio”.

trubair3a


Si tratta di una canzone che, per il sottoscritto, ha avuto non una ma parecchie storie. E' legata a doppio filo a dei ricordi della mia vita, per motivi non di rado variopinti. Quelli, naturalmente, li tengo per me; ma anche essi, in definitiva, entrano nella decisione di farne una canzone-simbolo per il termine di iniziative che mi hanno impegnato per mesi trasformandomi anche in “Gaspard de la Nuit”. Non soltanto una “ristrutturazione”, ma un vero e proprio viaggio. [RV]
Aou jardin de moun paire i ha tan béu pin,
aou jardin de moun paire i ha tan béu pin,
i ha tan béu pin, mis amour, i ha tan béu pin.

O caio, belo caio, ount és toun niu?
O caio, belo caio, ount és toun niu?
Ount és toun niu, mis amour, ount és toun niu?

És pas sous la mountanho, és aou plan pais,
és pas sous la mountanho, és aou plan pais,
aou plan pais, mis amour, aou plan pais.

O caio, belo caio, que i ha dedins?
O caio, belo caio, que i ha dedins?
Que i ha dedins, mis amour, que i ha dedins?

I ha quatre demaiselhos e ieu fau cinc,
i ha quatre demaiselhos e ieu fau cinc,
e ieu fau cinc, mis amour, e ieu fau cinc.

Uno que vai a l'aigo e l'aoutro al vin,
uno que vai a l'aigo e l'aoutro al vin,
e l'aoutro al vin, mis amour, e l'aoutro al vin.

Uno que fai la duèrmo per ben durmir,
uno que fai la duèrmo per ben durmir,
per ben durmir, mis amour, per ben durmir.

Prenou moun abalestro, li vau tirar,
ai tirâ sous ma mio e l'ai tuâ,
e l'ai tuâ, misa mour, e l'ai tuâ.

Se passo par la vilo me penjaran,
se passo dins lou Rose me negaran,
Me negaran, mis amour, me negaran.

13/3/2016 - 19:00




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi (1999)

AMORE MIO

Nel giardino di mio padre ci son tanti bei pini,
nel giardino di mio padre ci son tanti bei pini,
ci son tanti bei pini, amore mio, ci son tanti bei pini.

O quaglia, bella quaglia, dov'è il tuo nido?
o quaglia, bella quaglia, dov'è il tuo nido?
dov'è il tuo nido, amore mio, dov'è il tuo nido?

Non è sulla montagna, è al paese al piano,
non è sulla montagna, è al paese al piano;
è al paese al piano, amore mio, al paese al piano.

O quaglia, bella quaglia, e che c'è dentro?
O quaglia, bella quaglia, e che c'è dentro?
Che c'è dentro, amore mio, che c'è dentro?

Ci son quattro ragazze e con me fan cinque,
Ci son quattro ragazze e con me fan cinque,
con me fan cinque, amore mio, con me fan cinque.

Una che va a prendere l'acqua e l'altra il vino,
una che va a prendere l'acqua e l'altra il vino,
E l'altra il vino, amore mio, e l'altra il vino.

Una che fa la ninna-nanna per ben dormire,
una che fa la ninna-nanna per ben dormire,
Per ben dormire, amore mio, per ben dormire.

Prendo la mia balestra, le vado a ammazzare,
ho colpito la mia amica e l'ho ammazzata,
E l'ho ammazzata, amore mio, e l'ho ammazzata.

Se passo per la città mi impiccheranno,
se attraverso il Rodano mi affogheranno,
mi affogheranno, amore mio, mi affogheranno.

13/3/2016 - 19:06




Lingua: Inglese

English translation / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös
Anonimo Toscano del XXI Secolo, 18-12-2017
MY OWN TRUE LOVE

There in my father's garden are so many pine trees,
There in my father's garden are so many pine trees,
So many pine trees, my own true love, pine trees.

Oh quail, you lovely quail, where's your nest?
Oh quail, you lovely quail, where's your nest?
Where's your nest, my own true love, your nest?

It's not high on the mountain, it's in the plain,
It's not high on the mountain, it's in the plain,
It's in the plain, my own true love, in the plain.

Oh quail, you lovely quail, what's there inside?
Oh quail, you lovely quail, what's there inside?
What's there inside, my own true love, there inside?

There are four maidens, and I am the fifth,
There are four maidens, and I am the fifth,
I am the fifth, my own true love, I am the fifth.

One goes for water, the other for wine,
One goes for water, the other for wine,
The other for wine, my own true love, goes for wine.

One sings us to sleep well with lullabies,
One sings us to sleep well with lullabies,
Us to sleep well, my own true love, with lullabies.

Now I take my crossbow to kill them all,
I hit my sweetheart and I killed her,
I killed her, my own true love, I killed her.

If I pass through the town I shall be hanged,
If I swim through the Rhône I shall be drowned,
I shall be drowned, my own true love, be drowned.

inviata da L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 18/12/2017 - 07:24


Mis amour reinterpretata da Cristiano De André e dai Marlevar [2017]





Cristiano De André : voce
Marlevar:
Luisa Cottifogli : voce
Davi Arneodo : fisarmonica
Marco Ficarra : violino
Luca Allievi : chitarra
Roberto Chiriaco : basso
Pietro Ponzone : batteria

Riccardo Venturi - 18/12/2017 - 07:36


Mis amour interpretata dal Corou de Berra

Riccardo Venturi - 18/12/2017 - 07:38




Lingua: Occitano

Bèla calha 1 (Versione completa / Complete version / Version complète / Täydellinen versio)
Damase Arbaud, Chants populaires de la Provence, tome second, Aix-en-Provence, Makaire, 1864 (p. 103)

Quaglia, Coturnix coturnix.
Quaglia, Coturnix coturnix.


Come giustamente e opportunamente suggerito da Flavio Poltronieri, “Il tema del cacciatore che uccide la sua amata è davvero molto comune nelle canzoni popolari del mondo intero. Le parole di questa in particolare richiamano sia una vecchia credenza secondo la quale il colpevole di ciò non può mai passare un fiume senza annegare (ecco perchè in questa occasione viene citato il Rodano, dato che la ballata è provenzale) sia quella indo-europea, molto più antica, che afferma che chi uccide colui che ama finisce poi per uccidere anche se stesso.” Riporto per intero le parole di Flavio perché, anni e anni dopo, permettono di situare molto meglio questa ballata. A tale riguardo, continuando le mie ricerche, mi sono imbattuto su wikitrad in un testo che mi sembra veramente quello completo, che narra cioè l'intera storia (ripreso da: Chants populaires de la Provence, tome second par Damase Arbaud, Makaire, 1864, p. 103). “Abbreviazioni” e “stilizzazioni” sono il pane quotidiano in ogni tradizione popolare; la trasmissione orale “lima” e abbrevia per forza di cose. Nel presente testo, di ben 22 strofe (rispetto, ad esempio, alla versione dei Troubaires de Coumboscuro e Fabrizio De André che, pur ben rappresentativa, ne conta solo 9), l'intera storia del cacciatore che uccide la sua amata è una narrazione veramente conseguente e svolta, e viene ampliata con le necessarie conseguenze: prima fra tutte, quella che il colpevole deve andarsene dai suoi luoghi natii e andare a “servire il Re”, a fare la guerra. Finisce quindi necessariamente, come detto da Flavio Poltronieri, per uccidere se stesso, non senza aver udito le campane a morto per il funerale della sua amata proprio mentre sta passando il Rodano.

Ma le cose da dire su questa antica ballata sarebbero enormemente tante. Sembra, a mio parere, adombrare questioni ben più antiche di essa; sembra riportare a usanze veramente preistoriche, come del resto accade in più d'una ballata consimilare, in diverse tra le più vetuste hunting ballads. La “quaglia” e la “pernice” paiono riportare alla caccia, sì, ma alla femmina. “L'uomo è cacciatore”, si suol dire, e questo detto non è riferito certamente soltanto all'attività venatoria. La presenza delle “cinque fanciulle” alle quali il protagonista della ballata va a tirare nel prato, conduce a mio parere a prassi che si perdono nella notte dei tempi; perché è del tutto esplicito che il “nostro” non va a caccia né di vere pernici o di quaglie (fra l'altro, tirare a una quaglia o a una pernice con un'arma come la balestra, significherebbe ridurle in poltiglia). Le “Ballate di caccia” sono spesso concentrati di usanze spaventosamente arcaiche; mi piacerebbe qui parlare, che so io, di cose come Johnie Cock o Young Hunting, sempre tenendo conto di quanto affermato a suo tempo nell'introduzione al brano interpretato dai Troubaires de Coumboscuro e da Fabrizio De André. Per ora mi fermo qui, per non perdermi in argomenti che, lo ripeto, sono enormi. [RV]

damasearbaud.
BÈLA CALHA

Au jardin de mon paire
Li a tant bèu pin,
Au jardin de mon paire
Li a tant bèu pin,
Li a tant bèu pin,
Mes amors!
Li a tant bèu pin.

Tots les aucèus que cantan
Li fàn son nis,
Tots les aucèus que cantan
Li fàn son nis,
Li fàn son nis,
Mes amors!
Li fàn son nis.

Hormis la bèla calha,
E la perditz,
Hormis la bèla calha,
E la perditz,
E la perditz,
Mes amors!
E la perditz.

Ai! calha, bèla calha,
Ont es ton nis ?
Ai! calha, bèla calha,
Ont es ton nis ?
Ont es ton nis ?
Mes amors!
Ont es ton nis ?

Es pas ais autas montanhas,
Es au plan país,
Es pas ais autas montanhas,
Es au plai país,
Es au plan país,
Mes amors!
Es au plan país.

Ai! calha, bèla calha,
Que li a dedins ?
Ai! calha, bèla calha,
Que li a dedins ?
Que li a dedins ?
Mes amors!
Que li a dedins ?

Li a quatre domaiselas
E ieu fau cinc,
Li a quatre domaiselas
E ieu fau cinc,
E ieu fau cinc,
Mes amors!
E ieu fau cinc.

Una que vai a l'aiga,
E l'autra au vin,
Una que vai a l'aiga,
E l'autra au vin,
E l'autra au vin,
Mes amors!
E l'autra au vin.

E l'autra fai la dòrma
Per ben dormir,
E l'autra fai la dòrma
Per ben dormir,
Per ben dormir,
Mes amors!
Per ben dormir.

Ailà en aqueles planas
Li a un prat,
Ailà en aqueles planas
Li a un prat,
Li a un prat,
Mes amors!
Li a un prat.

Les perditz e les calhas
Li van becar ;
Les perditz e les calhas
Li van becar ;
Li van becar,
Mes amors!
Li van becar.

Preni mon aubaresta
Li vau tirar ;
Preni mon aubaresta
Li vau tirar ;
Li vau tirar,
Mes amors!
Li vau tirar.

Ne'n ai tirat sus quatre
Les ai mancaas,
Ne'n ai tirat sus quatre
Les ai mancaas,
Les ai mancaas,
Mes amors!
Les ai mancaas.

Ai tirat sus ma mia,
Ieu l'ai blessaa
Ai tirat sus ma mia,
Ieu l'ai blessaa,
Ieu l'ai blessaa,
Mes amors!
Ieu l'ai blessaa.

Ai! Mia, paura mia,
T'ai ben fach mau ?
Ai! Mia, paura mia,
T'ai ben fach mau ?
T'ai ben fach mau ?
Mes amors!
T'ai ben fach mau ?

Un pauc de mau, non gaire,
Mai ne'n morrai,
Un pauc de mau, non gaire,
Mai ne'n morrai,
Mai ne'n morrai,
Mes amors!
Mai n'en morrai.

Aquèu qu'a tuat sa mia
Deu pas estar aicí,
Aquèu qu'a tuat sa mia
Deu pas estar aicí,
Deu pas estar aicí,
Mes amors!
Deu pas estar aicí.

Deu anar a la guèrra
Lo rei servir,
Deu anar a la guèrra
Lo rei servir,
Lo rei servir,
Mes amors!
Lo rei servir.

Se passi dins la vila
Me penjaràn;
Se passi dins la vila
Me penjaràn;
Me penjaràn,
Mes amors!
Me penjaràn.

Se passi dins lo Ròse
Me negaràn,
Se passi dins lo Ròse
Me negaràn,
Me negaràn,
Mes amòrs,
Me negaràn.

Au beu mitan dau Ròse
Ausèt sonar,
Au beu mitan dau Ròse
Ausèt sonar,
Ausèt sonar,
Mes amors!
Ausèt sonar

Les clars de paura mia
Qu'aviá blessaa,
Les clars de paura mia
Qu'aviá blessaa,
Qu'aviá blessaa,
Mes amors!
Qu'aviá blessaa.

inviata da Riccardo Venturi - 25/8/2019 - 23:42




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 25-08-2019 23:51


Renat Sette, Elva Lutza
BELLA QUAGLIA

Nel giardino di mio padre
Ci son tanti bei pini,
Nel giardino di mio padre
Ci son tanti bei pini,
Ci son tanti bei bini,
Amore mio!
Ci son tanti bei pini.

Tutti gli uccelli che cantano
Ci fanno il nido,
Tutti gli uccelli che cantano
Ci fanno il nido,
Ci fanno il nido,
Amore mio!
Ci fanno il nido.

Tranne la bella quaglia
E la pernice,
Tranne la bella quaglia
E la pernice,
E la pernice,
Amore mio!
E la pernice.

Ahi! Quaglia, bella quaglia,
Dov'è il tuo nido?
Ahi! Quaglia, bella quaglia,
Dov'è il tuo nido?
Dov'è il tuo nido?
Amore mio!
Dov'è il tuo nido?

Non è sulle alte montagne,
È al piano,
Non è sulle alte montagne,
È al piano,
È al piano,
Amore mio!
È al piano.

Ahi! Quaglia, bella quaglia,
Che cosa c'è dentro?
Ahi! Quaglia, bella quaglia,
Che cosa c'è dentro?
Che cosa c'è dentro?
Amore mio!
Che cosa c'è dentro?

Ci son quattro fanciulle
E con me fan cinque,
Ci son quattro fanciulle
E con me fan cinque,
Con me fan cinque,
Amore mio!
Con me fan cinque.

Una va a prender l'acqua
E l'altra il vino,
Una va a prender l'acqua
E l'altra il vino,
E l'altra il vino,
Amore mio!
E l'altra il vino.

Un'altra fa la ninna-nanna
Per ben dormire,
Un'altra fa la ninna-nanna
Per ben dormire,
Per ben dormire,
Amore mio!
Per ben dormire.

Là in quelle pianure
C'è un prato,
Là in quelle pianure
C'è un prato,
C'è un prato,
Amore mio!
C'è un prato.

Le pernici e le quaglie
Ci vanno a beccare,
Le pernici e le quaglie
Ci vanno a beccare,
Ci vanno a beccare,
Amore mio!
Ci vanno a beccare.

Ho preso la mia balestra,
Ci vado a cacciare,
Ho preso la mia balestra,
Ci vado a cacciare,
Ci vado a cacciare,
Amore mio!
Ci vado a cacciare.

Ho tirato a quattro,
Le ho mancate,
Ho tirato a quattro,
Le ho mancate
Le ho mancate,
Amore mio!
Le ho mancate.

Ho tirato alla mia amata,
La ho ferita
Ho tirato alla mia amata,
La ho ferita,
La ho ferita,
Amore mio!
La ho ferita.

Ahi! Povera amata mia,
Ti ho ben fatto male?
Ahi! Povera amata mia,
Ti ho ben fatto male?
Ti ho ben fatto male?
Amore mio!
Ti ho ben fatto male?

Un po' male, non molto,
Ma ne morrò,
Un po' male, non molto,
Ma ne morrò,
Ma ne morrò,
Amore mio!
Ma ne morrò.

Chi ha ucciso la sua amata
Non deve stare qui,
Chi ha ucciso la sua amata
Non deve stare qui,
Non deve stare qui,
Amore mio!
Non deve stare qui.

Deve andare alla guerra
A servire il re,
Deve andare alla guerra
A servire il re,
A servire il re,
Amore mio!
A servire il re.

Se passo in città
Mi impiccheranno,
Se passo in città
Mi impiccheranno,
Mi impiccheranno,
Amore mio!
Mi impiccheranno.

Se attraverso il Rodano
Mi affogheranno,
Se attraverso il Rodano
Mi affogheranno,
Mi affogheranno,
Amore mio!
Mi affogheranno.

Proprio in mezzo al Rodano
Ho sentito suonare,
Proprio in mezzo al Rodano
Ho sentito suonare
Ho sentito suonare,
Amore mio!
Ho sentito suonare

Le campane per la mia povera amata
Che avevo ferita,
Le campane per la mia povera amata
Che avevo ferita,
Che avevo ferita,
Amore mio!
Che avevo ferita.

25/8/2019 - 23:52




Lingua: Inglese

English translation / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
Riccardo Venturi, 26-08-2019 01:16


Nicòla, Ventadorn (1976)
LOVELY QUAIL

In my father's garden
There are so many pine trees,
In my father's garden
There are so many pine trees,
So many pine trees,
My true sweetheart!
So many pine trees.

All the singing birds
Make there their nests,
All the singing birds
Make there their nests,
Make there their nest,
My true sweetheart!
Make there their nests.

Save the lovely quail
And the partridge,
Save the lovely quail
And the partridge,
And the partridge,
My true sweetheart!
And the partridge.

Tell me! Quail, lovely quail,
Where's your nest?
Tell me! Quail, lovely, quail,
Where's your nest?
Where's your nest?
My true sweetheart!
Where's your nest?

It's not high on the mountains,
It's in the plain,
It's not high on the mountains,
It's in the plain,
It's in the plain,
My true sweetheart!
It's in the plain.

Tell me! Quail, lovely quail,
What's inside there?
Tell me! Quail, lovely quail,
What's inside there?
What's inside there?
My true sweetheart!
What's inside there?

There are four maidens,
Five if you count me,
There are four maidens,
Five if you count me,
Five if you count me,
My true sweetheart!
Five if you count me.

One goes for water,
The other for wine,
One goes for water,
The other for wine,
The other for wine,
My true sweetheart!
The other for wine.

One sings a lullaby
To make us sleep well,
One sings a lullaby
To make us sleep well,
To make us sleep well,
My true sweetheart!
To make us sleep well.

There's a meadow there
In those plains,
There's a meadow there
In those plains,
In those plains,
My true sweetheart!
In those plains.

Quails and partridges
Go there to pick up,
Quails and partridges
Go there to pick up,
There to pick up,
My true sweetheart!
There to pick up.

I took my crossbow,
Went a-hunting there,
I took my crossbow,
Went a-hunting there,
A-hunting there,
My true sweetheart!
A-hunting there.

I shot at four of them,
I missed them all,
I shot at four of them,
I missed them all,
I missed them all,
My true sweetheart!
I missed them all.

I shot at my true sweetheart,
I wounded her,
I shot at my true sweetheart,
I wounded her,
I wounded her,
My true sweetheart!
I wounded her.

Alas! My poor true sweetheart,
Did I make your harm?
Alas! My poor true sweetheart,
Did I make you harm?
Did I make you harm?
My true sweetheart!
Did I make you harm?

You did, not much indeed,
I'll die anyway,
You did, not much indeed,
I'll die anyway,
I'll die anyway,
My true sweetheart!
I'll die anyway.

A man who slew his sweetheart
Shall not stay here,
A man who slew his sweetheart
Shall not stay here,
Shall not stay here,
My true sweetheart!
Shall not stay here.

He shall go to war
To serve the King,
He shall go to war
To serve the King,
To serve the King,
My true sweetheart!
To serve the King.

If I pass through the town
I will be hanged,
If I pass through the town
I will be hanged,
I will be hanged,
My true sweetheart!
I will be hanged.

If I swim through the Rhône
I will be drowned,
If I swim through the Rhône
I will be drowned,
I will be drowned,
My true sweetheart!
I will be drowned.

Just swimming through the Rhône
I heard the death knell,
Just swimming through the Rhône
I heard the death knell,
I heard the death knell
My true sweetheart!
I heard the death knell

Ringing for my poor sweetheart
Whom I had slain,
Ringing for my poor sweetheart
Whom I had slain,
Whom I had slain
My true sweetheart!
Whom I had slain.

26/8/2019 - 01:16




Lingua: Occitano

Bela calha 2


Calabrun
Au jardin de mon paire
li a tant bèu pin
au jardin de mon paire
li a tant bèu pin
li a tant bèu pin
meis amors
li a tant bèu pin.

Toei leis aucèus que cantan
li fan soun nis
toei leis aucèus que cantan
lu fan soun nis
lu fan soun nis
meis amors
lu fan soun nis

Ai! calha bèla calha
que li a dedins ?
Ai! calha bèla calha
que li a dedins ?
Que li a dedins
meis amors
que li a dedins ?

Li a quatre demaiselas
e ieu fai cinc
li a quatre demaiselas
e ieu fai cinc
e ieu fai cinc
meis amors
e ieu fai cinc

Prene mon aubarèstra
li vau tirar
prene mon aubarèstra
li vau tirar
li vau tirar
meis amors
li vau tirar

Ai tirat sus ma mia
li ai blessad'
ai tirat sus ma mia
li ai blessad'
li ai blessad'
mis amors
li ai blessad'

Se passe dins la vila
me penjaràn
se passe dins la vila
me penjaràn
me penjaràn
meis amors
me penjaràn

Se passe dins lo Ròse
me negaràn
se passe dins lo Ròse
me negaràn
me negaràn
meis amors
me negaràn.

inviata da Riccardo Venturi (su imbeccata di Flavio Poltronieri) - 24/8/2019 - 12:33




Lingua: Occitano

Bela calha 3

Il presente testo di Bela calha proviene da aigliere.com (come documento .doc scaricabile) ed è più vicino a quello cantato dai Troubaires de Coumboscuro e da Fabrizio De André. Permette, tra le altre cose, di dirimere un po' la questione del blessat / blessada' sollevata da Flavio Poltronieri e dal sottoscritto: la forma participiale accordata è senz'altro blessada (al femminile), ma apocopata in blessad' per evidenti questioni metriche (e si corregge ovunque in tale senso). Nella versione dei Calabrun si corregge anche un'impossibile “soyn” in “soun”, tenendo conto che l'ortografia del testo data anche da “Paraules en òc” è molto poco conseguente. Ma l'avvertimento è, comunque, che la grafia dei vari parlari occitani (e francoprovenzali) non è unitaria, e non usa quasi mai l'ortografia unificata etimologica moderna. Un'ultima nota sul fatto della strofa “Uno que fai la duèrmo per ben durmir” del testo cantato dai Troubaires e da De André: sembra non essere presente in nessuna delle altre versioni reperite. Una strofa peculiare delle versioni delle valli occitane piemontesi? [RV]

A corredo, la versione interpretata dai Mont-Jòia, che non corrisponde comunque a questo testo.

BELA CALHA

Au jardin de mon paire, li a tant bèu pin ,
Toei leis aucèus que canton li fan son nis,
Li fan son nis
Meis amors!
Li fan son nis

Fòra la bela calha e la parditz
O calha bela calha ont es ton nis ?
Ont es ton nis ?
Meis amors!
Ont es ton nis ?

Es pas ais autei montanhas, ‘s au plan pais
O calha bela calha que li a dedins ?
Que li a dedins ?
Meis amors!
Que li a dedins ?

Li a quatre dameiselas e iéu fau cinc,
Una que va a l’aiga e l’autra au vin,
E l'autra au vin,
Meis amors!
E l'autra au vin.

Prèni mon aubaresta, li vau tirar
Ai tirat sus ma mia, iéu l’ai blessad’,
Iéu l'ai blessad',
Meis amors!
Iéu l'ai blessad'.

Ai! Mia paura mia, t’ai ben fach mau ?
Un pau de mau non gaire, mai n’en morrai,
Mai n'en morrai,
Meis amors!
Mai n'en morrai.

Se passi din la vila mi penjaran,
Se passi per lo Ròse mi negaran,
Mi negaran,
Meis amors!
Mi negaran.

inviata da Riccardo Venturi - 25/8/2019 - 20:01




Lingua: Occitano

Bela calha 4 (Version enfantine)

Nel canto popolare di ogni paese è comunissimo l'interscambio tra le ballate narrative propriamente dette e le canzoni destinate all'infanzia. Si tratta di un argomento assolutamente enorme, che riporta direttamente alla natura della “fiaba” e della narrazione; una questione troppo vasta che comunque merita un'accenno. La “versione infantile” di una ballata narrativa mantiene usualmente la struttura di fondo della ballata originale, ma diviene ovviamente una specie di filastrocca del tutto neutralizzata, come si può vedere bene in questo caso dove la “bela calha”, nell'originale un epiteto dato a una ragazza, diventa una vera e propria quaglia che fa le uova. Di converso, le “versioni infantili” trattengono spesso elementi rari nelle versioni narrative più comuni: qui, ad esempio, è presente un accenno alla strofa dell' “endormir” (si veda il testo dei Troubaires/De André). Il testo proviene da Mamalisa. Vi è poi la questione, non secondaria, che nelle ballate narrative originali, basate quasi sempre su storie tragiche, crudeli, violente e soprannaturali, non è certo che non manchino i bambini: tutt'altro. Fanno, però, di solito una bruttissima fine, oppure sono strumenti di incantesimi e protagonisti di sogni premonitori. [RV]
BELA CALHA

Oh, calha, bèla calha ont as ton nis ?
Aval, dedins la prada, lo long del riu

Oh, calha, bèla calha, de qu'es bastit ?
Es de borra de lèbre e de lapin

Oh, calha, bèla calha, qué i a dedins ?
Quatre uòus coma los autres mes pus polits

Oh, calha, bèla calha, qual te noirís ?
Son tres polidas sòrres de mon país

Una me pòrta l'aiga, l'autra lo vin
L'autra la cançoneta per m'endormir.

inviata da Riccardo Venturi - 25/8/2019 - 20:27


Molto tempo fa, mi trovavo in Rouergue e ricordo che in molte occasioni (anche festose) mi sono imbattuto in una canzone tradizionale del luogo che veniva utilizzata sia come ninnananna per addormentare i bambini, sia come bourrée per la danza collettiva. Il titolo era "La Caille" (ovvero "La Quaglia") e sia il testo che alcune parti melodiche (tragicità dell'avvenimento a parte) richiamavano indubbiamente questo....

Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 16/12/2018 - 11:36


Caro Riccardo, io credo che sarebbe meglio sostituire (nell'intestazione iniziale) il vago "da una ballata provenzale del XIV secolo" e precisando che si tratta di "Bela Calha".

Il tema del cacciatore che uccide la sua amata è davvero molto comune nelle canzoni popolari del mondo intero. Le parole di questa in particolare richiamano sia una vecchia credenza secondo la quale il colpevole di ciò non può mai passare un fiume senza annegare (ecco perchè in questa occasione viene citato il Rodano, dato che la ballata è provenzale) sia quella indo-europea, molto più antica, che afferma che chi uccide colui che ama finisce poi per uccidere anche se stesso.

Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 24/8/2019 - 09:37


Nel contributo appena inserito è un po' strana la pronuncia (la parola blessat dovrebbe essere in realtà blessada')
e nel testo provenzale mancano gli accenti sulle parole:

aubarèstra
penjaràn
negaràn

invece non dovrebbe esserci su ieu

Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 24/8/2019 - 16:34


Caro Flavio, prima di tutto grazie per l'...imbeccata che, come vedi, è stata pienamente recepita e accolta. Il testo di Bela calha l'ho ripreso da Paraulas en òc, e probabilmente lo riproduce così come è presentato nell'album dei Calabrun; ma è da tenere comunque presente che i Calabrun sono tedeschi, e magari qualche imprecisione c'è (avrai avuto modo di sentire il bretone pronunciato e cantato da dei gruppi russi, tanto per fare un paragone, visto che la musica tradizionale bretone sembra avere molto seguito nell'Impero dello Zar). Però c'è anche da dire che "blessada" al posto di "blessat" rompe la metrica passando da due a tre sillabe, e che di "licenze grammaticali" (e sintattiche) il canto popolare di tutti i paesi abbonda -a un esperto come te è inutile far presente, che so io, l'inglese delle folk ballads, spesso agghiacciante dal punto di vista della lingua corretta e letteraria; o, ancora che so io, il "Naufragio del Sirio", "E da Genova il Sirio partivano"...). Ma farò altre ricerche testuali sulla Bela calha. Per ora accolgo qui le correzioni ortografiche, ma sul "blessat / blessada" per ora no. Non conosco peraltro a perfezione le regole occitane sull'accordo del participio passato nei tempi composti, andrò a dare un'occhiata anche a quelle. Salud!

Riccardo Venturi - 25/8/2019 - 06:08


ok, tieni presente che è corretto blessada' non blessada.
Nad pell zo!
Kenavo
F

Flavio Poltronieri - 25/8/2019 - 09:28


@ Flav Kadorvrec'her

Vai a dare un'occhiata qui, dove si tenta di dare una risposta alla questione "blessat / blessada' " con un'altra versione della ballata. Salud ha kenavo!

Riccardo Venturi - 25/8/2019 - 20:10


Caro Riccardino bello, chiedo solo: ma a qualcuno interesserà mai questo nostro colloquio? Quasi certo che, come in tutti gli antecedenti casi bretoni o altro, nessuno parteciperà al forum, sarebbe stato più opportuno farlo durante l'inverno davanti al crepitare del caminetto con le babbucce ai piedi e il vin brulé in mano?

Chiudo comunque i miei interventi
con estrema dignità
informando gli interessati inesistenti
di questa curiosità:

nel brano che mi hai invitato ad ascoltare si odono all'inizio dei soavi cinguettìi che in realtà sono prodotti da una specie di terralheta, ovvero un pentolino in terracotta riempito d'acqua e munito di un fischietto che serve per imitare il canto degli uccelli

A wir galon

Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 25/8/2019 - 21:02


Ma noialtri, caro Flavio, siamo del tutto inattuali sia in inverno con le babbucce e il vin brûlé, sia in piena estate con l'acqua ghiacciata e lo sciroppo alla menta (rigorosamente senza zucchero, nel mio caso). Può darsi, chissà, che le nostre inattualità a base di quaglie, balestre, ancestrali usanze indoeuropee, terralhetas, impiccagioni, annegamenti nel Rodano e quant'altro, magari interessino più del tentativo di Zingaretti e Di Maio di fare il governo, o della Brexit. A pensarci bene, poi, Donald Trump infilzato da un bel colpo di balestra sbagliato mica sarebbe male! Salud!

Riccardo Venturi - 26/8/2019 - 00:01



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