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La morte di Corbari

Lennon Kelly
Lingua: Italiano



Si rovesciavano come spighe di grano
con delle bestemmie che sembravano preghiere
e verso il cielo
palle di schioppo sputate tra i denti
andava il nome di Maria e degli altri santi
Il primo a cadere fu Corbari
e per il tonfo
tremò la terra e fu subito sera
Lì disteso, ribelle senza più ali
raspava dal male
con quella manaccia grande e contadina
buona era la terra
grassa e fine
Raspa Corbari, raspa se vuoi trovare
l’eterno concime della libertà:
il sangue romagnolo
che ha ubriacato ogni cuore
Stringi, stringi la terra
è sempre quel profumo
è sempre l’amore della stessa mamma
che ti fa da letto povero figlio di Romagna
Stringi ed alza la testa, su “canaglia”!
Si alza la camicia insanguinata
sembra un lume a marzo, lume di primavera
è bello finire la vita per una bandiera
E quando la prima sfoglia di sole
spolvera d’oro tutta la campagna
il partigiano muore
Vicino a lui un popolo di contadini
prega e bestemmia a testa bassa
Sopra di lui una banda d’assassini
ride con la vergogna in faccia
Il sole che nasce da vita alla brezza
nudo come Cristo inchiodato in una treggia
passa per l’amica campagna
l’ultimo re della montagna
Brigante della libertà e prepotente
ma schietto come è schietta la sua gente
schietto come i nostri giorni passati vicini alle stelle
tra il pianto di mamma e quello del parabello


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