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Les loups

Gaston Couté
Lingua: Francese


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[1910]
Versi di Gaston Couté, pubblicati sul settimanale socialista ed antimilitarista “La Guerre Sociale” (numero dal 30 novembre al 6 dicembre 1910), poi nel quarto volume de “L’Intégrale du Vent du Ch’min”, pubblicazione integrale in cinque volumi delle opere di Couté realizzata dalle edizioni “Le vent du ch'min” tra il 1976 ed il 1977 e riedita nel ‎‎2013 dalle edizioni “La Matière Noire”.
Sull’aria de Les gueux di Pierre-Jean de Béranger (1812), già utilizzata da Jean-Baptiste Clément nel 1884.

Copertina del quarto volume de L’Intégrale du Vent du Ch’min

La canzone è introdotta da questa citazione:

«La classe bourgeoise nous traquant comme des fauves va nous obliger à nous défendre comme des loups. »



Si tratta probabilmente della dichiarazione di un familiare di Jules Durand (1880-1926), un sindacalista anarchico che nel settembre del 1910 fu arrestato, insieme ai due fratelli Boyer, con l’accusa di aver ucciso tal Louis Dongé nel corso di uno sciopero di operai del carbone in corso ad Havre. La vittima, che non aveva aderito allo sciopero, aveva affrontato un picchetto e, nella rissa che ne era scaturita, aveva estratto una pistola ma, prima di poterla usare, era stato sopraffatto da tre scioperanti ed era poi morto in seguito alle percosse ricevute.
Nel corso del processo i fratelli Boyer, che non c’entravano nulla, andarono assolti, i responsabili materiali furono condannati a varie pene detentive e, con sorpresa di tutti, l’anarchico Jules Durand fu condannato a morte per istigazione all’omicidio.



Il poveretto, già alla lettura della sentenza, andò fuori di testa e, benchè fosse stato in seguito graziato e infine assolto (ma solo nel 1922) da ogni imputazione, finì i suoi giorni pazzo, rinchiuso in un ospedale psichiatrico.
L’affaire Durand fu una vera e propria congiura politico-giudiziaria, tanto da meritarsi la definizione de “Affaire Dreyfus du monde du travail”.
Parce qu'on n'veut plus être
Des moutons humbles et doux
Qui s’laiss'nt tondre par leur maître,
On nous trait' comme des loups...

Les loups, les loups !
Allons, tous debout
Et défendons-nous
Comme des loups !

Pris d'une rage incongrue,
Briand, le Grand Louvetier
Vient d'ordonner la battue :
On nous traque sans pitié !...

Notre sang rougit la terre :
Liabeuf, Aernoult, Duléry
Et bien d'autres prolétaires,
Dessous leurs coups ont péri !

Des ch'minots qui se soul'vèrent
Dans la grèv' de l'autre mois,
Et nos copains de la « Guerre »
Sont dans les griff's des bourgeois !

L'horreur de tous ces supplices
Ne leur suffit pas encor :
Voilà que les chiens d'justice
Condamnent Durand à mort !

Leur meut' s'acharne à nos trousses
Aboyant sur le chemin,
De rag' de honte et de frousse...
Qui de nous tomb'ra demain ?...

Les loups, les loups !
Les loups, malgré tout,
Ne tomb'ront pas tous
Vivent les loups !

Si parmi la meute sombre
Qui vacarme derrièr' nous,
Un grand loup sortait de l'ombre
Pour venger les autres loups ?...

Les loups, les loups !
Les loups sont à bout :
Craignez leur courroux,
Oui, gare aux loups.

inviata da Bernart Bartleby - 11/6/2015 - 16:26



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