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Robespierre

Davide Giromini



Caduto fu l'ultimo re
secondo l'ultima moda,
ho sfilato io, caro Voltaire,
nel tuo teatro di posa.
Scenografie di crani al fard,
lucenti, impalate, bianche,
non pensavo, caro il mio Rousseau,
di vedervi tanto sangue.

I tre stati sono poco più di me
e io sono niente senza te...
E ora che assoluto e sangue blu
ho spazzato via,
ci dissolve e piange in me
questa tirannia...
Se dovessi morire io, caro Marat,
vai avanti, conserva il fuoco
che ci brucerà.

Fai giocare i bambini inchiodati
nel vento a un aquilone,
fatto con gli abiti tolti al grembo
della mia rivoluzione,
fatto con gli abiti tolti al grembo
della mia rivoluzione sequestrata,
alla mia coscienza dannata,
all'uso di un robot
che ama per me
e lavora per me...

Ritorneranno i nostri re
a cantare sul mondo,
e infiniti altri Robespierre
perderanno il controllo
di un etereo, magnifico boulevard
sotto un cielo bianco,
e detesteremo la libertà
con giarrettiere di spine sul fianco
del mondo,
sul fianco
del mondo.

Se dovessi morire io, caro Danton,
vai avanti, preserva il seme
che ci condannò
a cullare bambini in un letto
di sangue di cotone,
tolto alle teste cadute in grembo
alla mia rivoluzione,
tolto alle teste cadute in grembo
alla mia rivoluzione sequestrata,
alla mia coscienza malnata
per l'uso di un robot
che ama per me
e lavora per me...

Si tu es le roi
je suis la reine,
si tu es le ciel
je suis le soleil,
ne m'oublie pas,
je suis la reine
qui t'emmenera
hors la vie cruelle.


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