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The Red Locusts

World Burns to Death
Lingua: Inglese


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Gwerz Kiev
(Denez Prigent)


‎[2008]‎
Nell’album “The Graveyard Of Utopia”‎

R-2644950-1294714370

Scoperta sul sito Gwerz Kiev del bretone Denez Prigent e appreso così del misconosciuto ‎‎“Голодомор”, letteralmente “infliggere la morte per fame”, altrimenti noto come “Olocausto ‎ucraino”, un genocidio possibilmente ancora più letale di quello ebraico, occorso una decina di anni ‎prima in Ucraina per mano del regime sovietico stalinista, scoperta dunque questa ennesima ‎terribile pagina della Storia del “secolo di sangue”, mi sono lanciato alla ricerca di canzoni che ‎potessero arricchire il sito su questa vicenda. ‎
Devo dire che non è stato facile, perché in Ucraina il tema è preda di gruppi nazionalisti (quando ‎non dichiaratamente nazisti) come i ‎‎Сейтар ‎‎(se avete voglia andatevi a leggere la loro Голодомор, ‎di cui in rete esiste anche un orrido abbozzo di traduzione italiana) o ‎i ‎‎Сокира Перуна, che nel loro logo hanno ‎addirittura una sorta di croce uncinata…‎

World ‎Burns to Death‎



Anche i texani “World Burns to Death” non hanno delle facce molto raccomandabili, ma sulla loro ‎buona fede non ci piove. La loro musica “anarco-hardcore-metal-punk”, che li avvicina a gruppi ‎come i Minor Threat e Discharge, è sempre accompagnata da testi contro il militarismo, i crimini di ‎guerra, quelli delle religioni e contro l’oppressione di classe. Inoltre il loro logo è espresso in ‎ebraico (Riccardo, correggimi se sbaglio!).‎

Sull’Holodomor rimando all’introduzione fornita da Riccardo contribuendo la canzone di Denez ‎Prigent citata all’inizio. Mi permetto di aggiungere quest’altra sintesi, tratta dal sito di ‎‎Gariwo, la foresta dei Giusti, l’organizzazione ‎presieduta dal giornalista Gabriele Nissim che ricerca in tutto il mondo i Giusti di tutti i genocidi:‎

Holodomor: un genocidio per fame

La "Grande Carestia" (Holodomor in ucraino significa "infliggere la morte mediante la ‎fame"), organizzata intenzionalmente dal regime sovietico, colpì l'Ucraina negli anni 1932-1933. ‎Secondo i dati dei ricercatori, le ragioni più colpite dalla carestia sono state: l'attuale regione di ‎Poltava, la regione di Sumy, la regione di Kharkiv, la regione di Cherkasy, la regione di Kyiv, la ‎regione di Zhytomyr, con il 52,8% delle vittime. In realtà Holodomor si estese al tutto il Centro, ‎Sud, Est e Nord dell'Ucraina. Tenuto conto che nel 1932 in Ucraina vivevano 32.680.00 persone, ‎diverse fonti convergono nella valutazione delle vittime con una stima che va dai 4.5 ai 6 o 7 ‎milioni. Il giornalista Paolo Rumiz parla di "almeno sei milioni di morti per fame nella sola ‎Ucraina" e cioè "25mila al giorno", "17 al minuto", specificando poi che "un morto su tre era ‎bambino o neonato". Andrej Gregorovich, ucrainista americano, parla della morte di 7 milioni di ‎ucraini; cita la testimonianza dello stesso Stalin a Churchill secondo cui i morti in quattro anni di ‎collettivizzazione sarebbero stati 10 milioni; afferma che "stime prudenti" ritengono che i morti ‎siano stati circa 4,8 miliioni, mentre "molti studiosi riconosciuti" hanno stimato il numero dei morti ‎oscillante dai 5 agli 8 milioni. Nel Libro nero del comunismo Nicolas Werth parla di ‎‎"oltre 6 milioni di vittime" (pag.147) e Giovanni Gozzini, nel volume dedicato alla mostra ‎‎Gulag. Il sistema dei lager in URSS ricorda che "le stime più recenti e accurate ‎condotte sulle fonti demografiche ufficiali valutano tra i 4 e i 6 milioni di morti il frutto di questo ‎uso della carestia come strumento di normalizzazione della struttura di classe nelle campagne" (p. ‎‎49), rifacendosi alla ricerca di S.G.Wheatcroft e citando anche la documentazione raccolta da A. ‎Graziosi in Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina e nel Caucaso del Nord nei rapporti dei ‎diplomatici italiani 1932-1933. Dal censimento del 1933 confrontato con quello del 1926 si ‎evince che la popolazione dell'URSS, cresciuta del 15,7%, era invece calata in Ucraina del 9,9%. ‎Gli archivi dell'epoca, accessibili solo da poco tempo, testimoniano lo sfruttamento intenzionale ‎della carestia da parte del regime sovietico per colpire i contadini nel nuovo disegno di "ingegneria ‎sociale" (cfr. G. Gozzini, Gulag. Il sistema dei lager in URSS, p. 49). Tenendo segreta ‎la verità, il potere sovietico voleva sfuggire alle proprie responsabilità.‎

Oggi non rimangono dubbi che l'Holodomor sia stato un atto di genocidio, risultato ‎delle decisioni politiche del regime totalitario di Stalin per schiacciare il popolo ucraino. ‎Ultimamente l'Ucraina ha reso noti numerosi documenti tratti dagli archivi dell'ex KGB, i quali ‎hanno rivelato gli obiettivi e i meccanismi operativi della politica che ha portato alla morte di ‎milioni di ucraini. In diversi Paesi del mondo sono state svolte ricerche e sono stati pubblicati ‎materiali di archivo in Gran Bretagna, Italia, Francia etc. Essi testimoniano che, nel caso ‎dell'Ucraina e delle regioni limitrofe, la fame è stata provocata premeditatamente. ‎




Certamente la responsabilità dell'accaduto va attribuita al complesso del regime staliniano con la ‎sua ramificata macchina punitiva. A causa della realizzazione delle misure repressive, tra le quali: ‎introduzione di quote enormi del raccolto di grano destinate all'ammasso (requisizione dello Stato); ‎sequestro di tutti i generi alimentari; divieto di vendita degli alimenti; spiegamento delle truppe ‎interne e di confine per impedire agli affamati di spostarsi in altre regioni dell'URSS in cerca di ‎cibo; la popolazione ucraina si ritrovò prigioniera in un enorme ghetto, nel quale era impossibile ‎sopravvivere. Già il 7 agosto 1932 nell'U.R.S.S. la proprietà collettiva fu dichiarata "sacra e ‎inviolabile" in modo che chiunque - bambini compresi - avesse commesso un furto ai danni della ‎‎"proprietà socialista" (fosse anche raccogliere di nascosto qualche spiga di grano per il proprio ‎figlio che moriva di fame), o l'avesse "sperperata", sarebbe incorso in una condanna compresa tra i ‎dieci anni di lavori forzati nei lager e la pena di morte. Le quote destinate agli ammassi (per le città ‎e per l'esportazione) avevano la priorità assoluta e non potevano essere ridotte per alcun motivo; ‎quelle imposte all'Ucraina erano insostenibili (nel luglio 1932 si pretese il 45% del raccolto, in ‎novembre si annunciò una seconda requisizione e nel gennaio 1933 una terza). Il 6 dicembre 1932, ‎con una circolare dell'Ufficio politico alle autorità locali, i villaggi ucraini accusati di non ‎ottemperare alle quote stabilite vennero sottoposti alle seguenti sanzioni: bando di ogni rifornimento ‎‎(di beni o di cibo), requisizioni forzate, divieto di ogni commercio, confisca di ogni risorsa ‎finanziaria; brigate apposite razziarono tutto il grano disponibile, compreso quello per le semine. Il ‎‎27 dicembre 1932 venne imposto l'obbligo del "pasport", il passaporto destinato agli spostamenti ‎interni, per bloccare le disperate fughe dalle zone colpite dalla carestia e il 22 gennaio 1933 un'altra ‎circolare, firmata da Stalin e Molotov, impedì con ogni mezzo (dalla sospensione della vendita dei ‎biglietti ferroviari a veri e propri blocchi stradali) ai contadini ucraini e del Caucaso settentrionale ‎di uscire dai distretti in cui non c'era più nulla da mangiare. ‎




Un quarto della popolazione rurale, uomini, donne e bambini, fu così sterminata per fame. Spesso i ‎cadaveri giacevano per strada senza che i parenti, anch'essi ormai in fin di vita, avessereo la forza di ‎seppellirli. Nonostante ciò nel 1933 il governo sovietico esportò 18 milioni di quintali di grano e di ‎altri prodotti, continuando a negare ufficialmente la carestia. Solo il 15 marzo 1933 le requisizioni ‎di grano furono sospese e in aprile nei villaggi venne distribuito grano dai depositi dell'esercito. I ‎contadini sfiniti dovettero essere aiutati nelle operazioni di semina del raccolto che, finalmente, ‎avrebbe posto fine all'incubo. La circolare del Politburo del 27 dicembre 1932 motivava l'obbligo ‎del passaporto interno come mezzo per "liquidare il parassitismo sociale e combattere l'infiltrazione ‎dei kulak nelle città", mentre la circolare del 22 gennaio 1933, firmata da Stalin e Molotov, faceva ‎riferimento "all'arresto degli elementi controrivoluzionari" e spiegava che "il Comitato Centrale e il ‎governo hanno la prova che tale esodo in massa dei contadini [verso la città per sfuggire alla ‎carestia] è organizzato dai nemici del potere sovietico, dai controrivoluzionari e dagli agenti ‎polacchi, a scopo di propaganda contro il sistema kolkhosiano in particolare e il potere sovietico in ‎generale" (p. 152 Libro nero del comunismo). ‎

Il 6 maggio 1933 Stalin rispondeva con queste parole alla richiesta dello scrittore Mihail Solohov di ‎inviare soccorsi alimentari alla popolazione stremata: "....gli stimati agricoltori del suo distretto, e ‎non solo del suo, hanno fatto scioperi e sabotaggi, ed erano pronti a lasciare senza pane gli operai e ‎l'Armata rossa! Il fatto che si trattasse di un sabotaggio silenzioso e in apparenza pacifico (senza ‎spargimento di sangue) è un fatto che non cambia per nulla la sostanza della faccenda, ossia che ‎quegli stimati agricoltori hanno cercato di scalzare il potere sovietico. Facengoli guerra a oltranza, ‎caro compagno Solohov!" (p. 154, Libro nero del comunismo). ‎

La carestia determinò, insieme all'annientamento dei contadini, lo sterminio delle élites culturali, ‎religiose e intellettuali ucraine, tutte categorie considerate "nemiche del socialismo". ‎




Il 29 novembre 2006 il Presidente ucraino Viktor Yushchenko ha firmato la legge che definisce ‎l'Holodomor un evento provocato, e poi sfruttato, in base a una precisa e dimostrabile ‎scelta politica. La legge ha proclamato il quarto sabato di novembre Giorno del ‎ricordo per commemorarne le vittime innocenti.>br>‎

Il 23 ottobre 2008 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione di condanna ‎dell'Holodomor come "spaventoso crimine contro il popolo ucraino e contro l'umanità".‎

Nel mese di novembre 2008 il Sacro Sinodo della Chiesa Ortodossa Ucraina del ‎Patriarcato di Mosca ha definito l'Holodomor come atto di genocidio. ‎Attualmente l'Holodomor è stato riconosciuto come atto di genocidio dai ‎Parlamenti di: Argentina, Australia, Canada, Estonia, Georgia, Ungheria, Lituania, Polonia e Stati ‎Uniti.
The black earth of Rus' was sown with human bones
And watered with mother's tears for a harvest of sorrow.
And the children of Rus' paid an awful price
One in three were cut down as the reaper swung his scythe

A swarm of red locusts stripped the field of grain
A quarter ton per corpse shipped out of Ukraine
And the children of Rus' paid an awful price
One in three were cut down as the reaper swung his scythe
The black earth of Rus' was sown with human bones
And watered with mother's tears for a harvest of sorrow
And the children of Rus' paid an awful price
One in three were cut down as the reaper swung his scythe

A swarm of red locusts brought pestilence and plague
Starvation and death upon the Ukraine
The plans to starve a nation were made at banquet tables
The cruelest irony in the cruelty of koba?
Stalin’s "great hunger"
Horrible Holodomor

inviata da Bernart - 9/7/2013 - 13:44



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