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Povero Matteotti

anonimo
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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(anonimo)
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(anonimo)
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(Ivan Della Mea)


Canzone raccolta a Milano dalla voce di Mario De Micheli; deriva probabilmente da una canzone dallo stesso titolo (raccolta a Trino Vercellese) ricalcata da Ivan Della Mea per il primo volume di "Canti e Inni Socialisti" del 1962.
(da "Canzoni italiane di protesta - 1794/1974 - Dalla Rivoluzione Francese alla repressione cilena", a cura di Giuseppe Vettori, Paperbacks poeti/26, Newton Compton Editori, 1974)
Povero Matteotti
te l'hanno fatta brutta
e la tua vita
te l'han tutta distrutta!

E mentre che moriva
morendo lui dicea:
"Voi uccidete l'uomo
ma non la sua idea".

E mentre che moriva,
con tutto il suo eroismo
gridava forte forte:
"Evviva il Socialismo!"

Vigliacchi son,
l'hanno fatto assassinare!
Noialtri proletari
lo sapremo vendicare.

inviata da Alessandro - 10/8/2006 - 15:02


mia nonna cantava un'altra canzone, di cui mi ricordo il refrain

"matteotti, lui voleva
pace in mare, pace in terra
e la fine di ogni guerra
pace, amore e libertà"

30/1/2010 - 17:27



Lingua: Francese

Version française – PAUVRE MATTEOTTI – Marco Valdo M.I. – 2010
Chanson italienne – Povero Matteotti – Anonyme
PAUVRE MATTEOTTI

Pauvre Matteotti
Ils t'en ont fait une laide
Et ta vie
Ils l'ont entièrement détruite.

Et pendant qu'il mourait
Mourant il disait
« Vous tuez l'homme
Mais pas son idée ».

Et pendant qu'il mourait,
De tout son héroïsme,
Il criait fort, fort
« Vive le Socialisme ! »

Des lâches sont
Qui l'ont fait assassiner !
Nous autres prolétaires
Nous saurons le venger.

inviata da Marco Valdo M.I. - 30/1/2010 - 21:24


Io la so come nella versione qui pubblicata, tranne l'ultima strofa - che mi era ignota e che non saprei come cantare perché non ci sta con la metrica.
Su Matteotti, o meglio sul suo fantasma ombra di Banko in atto di creditore, anni fa ho sentito in qualche casa di Milanesi anche questa, sull'aria del tango cui il primo verso rimanda:

Sulla sponda argentina
Mussolini cammina.
Matteotti dedré
ch' el ghe tira el gilé:
asasìn che te sét.

Gian Piero Testa - 31/1/2010 - 16:15


seguito di "sulla sponda argentina": ......asasin che te set.

Mussolini si volta
con la faccia stravolta,
el cumincia a vusà eia eia alalà, (inizia a vociare)
ma nissun ghe da trà (ma nessuno gli da retta).

Sulla sponda argentina
Mussolini cammina
Farinacci dedrè
ch'el ghe tira el gilè:
sunt fassista anca mè. (sono fascista anch'io)

Mussolini si volta
con la faccia stravolta.......
........

sergio - 7/5/2012 - 21:47


E' una parodia antifascista sull'aria del Fox-Trot della Nostalgia di Bixio-Cherubini e Dino Rulli (1924).

Il testo originale dovrebbe essere:


Sulla sponda argentina
Mussolini cammina
Farinacci de drè
El ghe tira el gichè


Sulla sponda argentina
Mussolini cammina.
Matteotti de dré
El ghe tira el giché


Mussolini el se volta
Con la faccia sconvolta,
El se mett a vosà

ma nissun ghe dà a trà.

(dallo spettacolo teatrale "Milanin Milanon")

Carlo - 25/1/2013 - 15:48


Scopro ora che struttura e melodia di “Povero Matteotti” (ma anche di Povero Pinelli e della Ballata per Franco Serantini) derivano da un canto di fine 800 che potrebbe benissimo essere inserito come CCG, o almeno come Extra.

Infatti, Povero Cavallotti, di autore anonimo, celebrava la figura di Felice Cavallotti (1842-1898), garibaldino, poeta e drammaturgo, leader indiscusso dell’Estrema Sinistra storica nell’Italia pre-giolittiana, lottatore sociale, libertario, anticlericale, antiautoritario, anticolonialista, sempre in fila contro la corruzione diffusissima tra i dirigenti della Destra ma anche della Sinistra storica, quella di Francesco Crispi.



All’epoca gli uomini in vista, quelli più esuberanti, erano soliti regolare i torti subiti, veri o presunti, a duello, che però raramente si rivelavano letali per uno dei contendenti. Anche il Cavallotti ne fece più di una trentina, vincendone la maggior parte, senza mai infierire sull’avversario. Ma nel 1898 fu sfidato a duello per motivi politici da tal Ferruccio Macola, direttore di un giornale conservatore veneto e deputato della Destra. Il Macola si era ritenuto offeso perché Cavallotti gli aveva dato del bugiardo per aver pubblicato una notizia falsa sul suo conto.



Il duello fra i due ebbe luogo il 6 marzo 1898 presso la villa della contessa Cellere a Roma.
Cavallotti aveva già 56 anni, mentre il Macola era di vent’anni più giovane. Ma non ebbe riguardo e non rispettò i codici non scritti che facevano ormai dei duelli – severamente vietati dalla legge fin dal 1875 - più che altro una “pantomima” (la soddisfazione avveniva con la “toccata” e mai erano all’ultimo sangue). Il Cavallotti finì sgozzato da un fendente del Macola.

L’Estrema sinistra perse il suo leader carismatico e poche settimane dopo la sinistra democratica subì la svolta repressiva e poliziesca del governo, culminata nella strage di Milano per mano di Bava Beccaris. Molti all’epoca parlarono della morte di Cavallotti come di un omicidio politico, commissionato dal suo principale antagonista, Francesco Crispi.
Ferruccio Macola si fece solo qualche mese di galera ma, emarginato dalla vita politica, si suicidò qualche anno dopo. (fonte: it.wikipedia)

Bernart Bartleby - 10/8/2016 - 15:08



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