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'A mugliera 'e Masaniello

Ferdinando Russo
Lingua: Napoletano

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Intrepretazione dei Sancto Ianne



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Lamento di Marinetta per la morte di Masaniello suo marito
(anonimo)
Viaggia sona e canta
(Compagnia Daltrocanto)
Paese jastemmato
(Sancto Ianne)


Tommaso Aniello detto Masaniello nel 1647 guidò una rivolta popolare contro il governo vicereale spagnolo, che aveva aumentato le gabelle sugli alimenti. Divenuto eroe popolare, iniziò a frequentare insieme a sua moglie Bernardina la corte spagnola, vestendo abiti da nobile.
Il brano narra le sorti di sua moglie, dopo la morte di Masaniello, ridotta- pare- a "ricevere" i soldati presso casa sua....

da Scapulà dei Sancto Ianne



Su questa forte poesia di Ferdinando vanno spese belle parole sul personaggio di Masaniello il quale era un pescatore, che si ribellò ai tanti soprusi del viceré Rodrigo Ponce de Leòn ponendosi a capo del popolo napoletano stimolando il senso di orgoglio e dignità dei napoletani. Fu tradito decapitato in piazza del Carmine, dove aveva vissuto e da cui era partita la rivolta. Divenne mito in ogni paese europeo. La vicenda è raccontata da cronisti dell’epoca, in letteratura, in versi, nella drammaturgia, già in età barocca e romantica, da stranieri e napoletani.

In pochi giorni del’47 la città di Napoli fu immersa nella tragedia. Giuseppe Carafa, fratello del duca di Maddaloni, dopo il suo tentativo di eliminare Masaniello, fu decapitato e le sua testa su una lancia girò in città e con lui morirono i congiurati. Domenico Perrone, capo dei compagnoni i camorristi dell’epoca, dopo aver tradito l’amico Masaniello, fu ucciso con gli altri. Il primo a tradirlo fu Giulio Genoino, giurista, amico e consigliere, definito da Michelangelo Schipa “la mente di Masaniello” che lo abbandonò per paura della sua vita e si accordò col viceré.
La città, divenuta provincia spagnola, viene governata da viceré, dal 1503 al 1707, che impongono tasse su richiesta di denaro dalla Spagna. I nobili lucravano sulle gabelle. Il ceto medio aspirava ad avere gli stessi diritti dei nobili. Il popolo ridotto in povertà, definito “mangia foglie”, non potendosi nutrire d’altro, viveva alla giornata. Nella tragica vicenda emergono aspetti toccanti dell’epoca. Interessi e intrighi politici, la povertà, la condizione femminile. Berardina, a cui F. Russo dedicò versi “ ’A mugliera ‘e Masaniello”, dopo la decapitazione del suo sposo il giorno della festa del Carmine, viene trascinata in strada da Carlo Catania, fornaio, uno dei sicari di Maso, come lo chiamava lei, abbandonata derisa maltrattata da donne uomini e soldati. Per sopravvivere, come tante per i propri figli, si prostituisce e la sua vita densa di tristi ricordi e di umiliazioni termina con la peste del’56. - Da Le Stronzate di Pulcinella
So' turnate li Spagnuole,
è fernuta 'a zezzenella;
comme chiagneno 'e ffigliole
fora 'a via d' 'a Marenella!

'A Riggina 'e ll'otto juorne
s'è arredotta a ffa' 'a vaiassa;
so turnate li taluorne,
'ncopp' 'e frutte torna 'a tassa!

Chella vesta, tuttaquanta
d'oro e argiento arricamata,
ll'ha cagnata sta Rignanta
cu na vesta spetacciata.

'A curona 'e filigrana
mo ched'è? Curona 'e spine!
'E zecchine d' 'a cullana
mo nun songo cchiù zecchine!

Li Spagnuole so' turnate
chiù guappune e preputiente
e mo' a chiammano, 'e suldate,
a Riggina d' 'e pezziente!

E lle danno 'a vuttatella,
e lle diceno' a parola,
e lle tirano 'a vunnella...
Essa chiagne, sola sola.

Pane niro e chianto amaro,
chianto amaro e pane niro
vanno a ccocchia e fanno 'o paro
comm' 'e muonece a Retiro.

Da Palazzo essa è passata
dint' 'o Bbuorgo e venne ammore;
tene 'a mala annummenata,
ma nu schianto mmiez' 'o core!

Dint' 'o vascio d' 'a scasata
mo nce passa o riggimento;
'a furtuna ll'ha lassata
e le scioscia malu viento.

Se facette accussì lota,
morta 'e famma e de fraggiello,
chella llà ch'era na vota
'a mugliera 'e Masaniello!

inviata da DoNQuijote82 - 10/3/2013 - 17:43




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 26-8-2020 15:14

Due parole del traduttore. Da una lingua locale (specialmente nel caso del napoletano, anticamente e letterariamente assai illustre fino ai giorni nostri) è difficile, se non impossibile, tradurre adeguatamente in italiano comune, anche senza nessun “intendimento d'arte”. La lingua locale è quella che si succhia assieme al latte fin dalla nascita; figuriamoci se, poi, il presupposto “traduttore” non appartiene neppure a quella data area linguistica. E' il mio caso: come sono solito dire, ho un'infinitamente maggiore consuetudine con lo svedese o con il greco, che col napoletano. Ciononostante, ogni tanto mi piglia l'ùzzolo di confrontarmi con questo genere di cosa, sempre che ne valga la pena; e, per questo componimento, drammatico e duro, del grande Ferdinando Russo, secondo me la vale. Mi dispiaceva vederlo qui “solo e abbandonato” in una pagina fin dal 2013; o meglio, mi dispiaceva non capirlo interamente. Mi sono quindi messo all'opera, ovviamente con tutti i limiti del caso; sperando comunque d'aver reso un servizio a chi, come me, non è napoletano. I “limiti del caso” fanno sí, naturalmente, che ogni napoletano che abbia qualcosa da dire al riguardo (come, ad esempio, nel caso di Tammurriata nera), può e deve sentirsi libero di farlo, ché sarà sempre il benvenuto; e questo vale anche per le note che ho apposto alla traduzione.
La moglie di Masaniello

Son tornati gli Spagnoli,
è finita la pacchia; [1]
come piangono le figliole
fuori in via di Marinella!

La regina degli otto giorni [2]
s'è ridotta a far la bagascia ;
è tornata la solita solfa, [3]
sui frutti torna la tassa!

Quel vestito, tutto quanto
d'oro e argento ricamato,
l'ha cambiato, questa Regnante [4]
con una veste sbrindellata.

La corona filigranata [5]
ora cos'è? Corona di spine!
I ciondoli della collana
Ora non ciondolano più! [6]

Gli Spagnoli son tornati
più arroganti e prepotenti,
e ora la chiamano, i soldati,
la Regina dei pezzenti!

E la spintonano un poco,
e le dicon qualche parola [7]
e le tiran la gonnella...
E lei piange, sola sola.

Pane nero e pianto amaro,
pianto amaro e pane nero [8]
vanno in coppia e fanno il paio
come i monaci all'Ospizio.

Dal Palazzo ella è passata
Nel Borgo [9] a vendere amore;
è una donna malfamata,
ma ha il cuore spezzato.

Nel basso di quella disgraziata
ora passa il reggimento; [10]
la fortuna l'ha abbandonata,
per lei soffia brutto vento.

È diventata così sporca,
morta di fame e di stenti,
lei, che era stata una volta
la moglie di Masaniello!
[1] Espressione idiomatica napoletana. Propriamente: “è finita la mungitura” o qualcosa del genere (zezzenella è la “poppa” della mucca, diminutivo di zizza). Il termine sembra di antica origine germanica.

[2] Gli otto giorni che durò la rivolta di Masaniello, che in realtà furono nove se si conta l'inizio dei fatti al 7 luglio 1647 e la fine con la morte di Masaniello il 16 luglio.

[3] Taluorne = cosa noiosa e ripetitiva, “tran tran”, solita solfa e così via. Forse una voce di origine pugliese, per metatesi da latorno, latuorno, che pare indicasse il lamento funebre delle donne. ”Ogni iuorne è taluorne” = ogni giorno è sempre la stessa cosa.

[4] Probabilmente si tratta qui di una parola “colta”, non popolare, trasformata nella bocca del popolo.

[5] Comunemente si pensa adesso alla filigrana come a “quella cosa” che sta nei francobolli o nelle banconote. Qui il termine ha il significato originario e preciso di lavorazione orafa ad intreccio di sottili fili d'oro ritorti.

[6] Prendendo per assunto che “zecchine” qui non significa certamente “zecchini” nel senso comune (che ci farebbero delle monete in una collana?...) ho interpretato così; ma, chiaramente, qui la cosa è opinabilissima e attendo correzioni.

[7] “Nella particolare costruzione del dialetto napoletano usata dal Russo nella sua poesia, e lle diceno ’a parola, il generico sintagma ’a parola, impiegato in funzione metonimica acquista un significato fortemente allusivo, che va ben al di là di quello letterale.” - Si veda qui.

[8] Il “pane nero” (ovvero il pane fatto con la crusca e la farina grezza, ciò che oggi si chiamerebbe “pane integrale”) è il pane delle classi povere: solo i più abbienti si potevano permettere il pane bianco. Da qui, “pane nero” diventa simbolo di povertà e, quindi, il ritorno alla miseria della moglie di Masaniello. D'altro lato, considerato anche il “pianto amaro” della coppia sintagmatica, “nero” ha qui anche la valenza di “triste, scuro”.

[9] La moglie di Masaniello, Bernardina Pisa, era stata arrestata prima dell'inizio della rivolta per avere introdotto in città una calza piena di farina per evadere il dazio. Rimase in carcere otto giorni. Secondo la tradizione, questa fu una delle scintille della rivolta di Masaniello. Nella notte tra il 7 e l'8 luglio 1647, al colpevole dell'arresto di Bernardina, Girolamo Letizia, fu bruciata la casa assieme a diversi altri palazzi nobiliari e a tutti i registri delle imposte. Dalle carceri vennero liberati tutti coloro che erano stati imprigionati per evasione fiscale e contrabbando. Stroncata la rivolta e ucciso Masaniello, Bernardina Pisa, la sorella Grazia e la madre Antonia fuggirono a Gaeta, dove le ultime due furono uccise. Bernardina fu risparmiata soltanto perché incinta. Fu fatta tornare a Napoli, ridotta alla più nera povertà tant'è che, per vivere, dovette prostituirsi in un vicolo del Borgo Sant'Antonio Abate ('o Bbuorgo della poesia). Morì nel 1656 durante una pestilenza.

[10] Nel senso: “c'è un viavai di soldati”.

26/8/2020 - 15:17




Lingua: Italiano

Versione italiana / Italian version / Version italienne / Italiankielinen versio: Pietro Lignola

Nota. Avevo già praticamente terminato la mia presupposta ”traduzione” quando mi sono accorto che su Lyricstranslate esisteva la seguente resa in italiano letterario, preparata da Pietro Lignola, che immagino napoletano verace. Leggendola, devo dire che mi sono sentito un po' confortato: in linea di massima non credo di aver “toppato” troppe cose, anche tenendo conto che il mio intento era quello di far capire, letteralmente, ciò che viene detto nella poesia; anche e soprattutto a me stesso. Riproduco quindi la resa, o riscrittura, in italiano di Pietro Lignola; la quale, invece, è in versi e in rima. A Pietro Lignola il mio più caloroso ringraziamento. [RV]
La moglie di Masaniello

Gli Spagnoli son tornati
e finì la vita bella;
versan pianti desolati
le ragazze a Marinella!

D’otto giorno la regina
(s’è imbrogliata la matassa)
finì a fare la sgualdrina
Sui frutti torna la tassa.

Quella veste era dorata
e d’argento ricamata
La Regina l’ha cambiata
con un'altra sbrindellata.

La corona a filigrana
è corona ora di spini;
gli zecchini alla collana
or non sono più zecchini!

Gli Spagnoli son tornati,
più smargiassi e prepotenti,
e or la chiamano, i soldati,
la regina dei pezzenti.

E le dan la spintarella,
e le toccano la gola
e le tiran la gonnella;
Ella piange, sola sola.

Pane nero e pianto amaro
pianto amaro e niente sfizio
vanno in coppia, sia ben chiaro,
come i monaci all’Ospizio.

Dal Palazzo ella è passata
dentro il Borgo e vende amore
è una donna malfamata
ma una piaga porta in cuore.

Nel suo basso, sventurata,
ora passa il reggimento;
la fortuna l’ha lasciata
e le soffia un brutto vento.

Tanto è sporca ed affamata,
per gli stenti quasi a morte
lei che una volta era stata
di Masaniello consorte

inviata da Riccardo Venturi - 26/8/2020 - 15:30



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