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L'appello

Daniele Silvestri
Lingua: Italiano

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Dedicata a Paolo e Salvatore Borsellino

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19 Luglio 1992. Muore ammazzato uno dei magistrati più impegnati nella storica lotta alla mafia: Paolo Borsellino.


L’attentato ha lasciato ai posteri molti dubbi e perplessità, alimentando inevitabilmente molte teorie più o meno accreditate. Uno degli aspetti più controversi riguardano la famosa agenda rossa del suddetto magistrato, dove egli registrava tutti i suoi appunti; su quell’agenda sarebbero state appuntate note di rilevante entità, alcune riguardanti la presunta trattativa fra stato e mafia.


Il libricino non verrà mai ritrovato dopo l’esplosione della macchina in Via D’Amelio. Ci sono però dei fatti documentati che lasciano spazio a numerosi quesiti: il colonnello dei carabinieri Giovanni Arcangioli è stato fotografato (inconsapevolmente) mentre prelevava dal luogo dell’attentato quella che sembrerebbe essere la borsa di Paolo Borsellino. Borsa che conteneva la famosa agenda rossa, e che riapparirà poche ore dopo la sua scomparsa sul sedile posteriore dei resti della macchina esplosa.


Perché il colonnello dei carabinieri ha prelevato quella valigetta? Come mai è riapparsa poco dopo sul luogo del delitto?


Del 17 Febbraio è la notizia della assoluzione di Giovanni Arcangiolini, che era stato accusato di furto e favoreggiamento a Cosa Nostra. Secondo l’accusa avrebbe sottratto l’agenda dal luogo dell’incidente per celare gli appunti del magistrato, in accordo con la mafia. Nonostante la documentazione fotografica e videografica il colonnello è stato dichiarato innocente, e il ricorso della Procura di Caltanissetta contro questa sentenza inammissibile.


Il primo a gridare il proprio sdegno nei confronti della magistratura è Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che dichiara: “sono ormai abituato a vederlo ripetutamente massacrato tutte le volte che è stata negata la giustizia per quella strage”, e ancora: “la giustizia in Italia ormai è marcia”.


Uno degli eventi che più ha segnato l’Italia negli ultimi quindici anni, insieme a Tangentopoli, sta pericolosamente passando sotto il più “mafioso” silenzio mediatico; mentre su quotidiani e telegiornali si continua a parlare di ingiustizie locali di relativa importanza nazionale, si tace su avvenimenti che hanno travolto l’intera nazione e che continuano a suscitare perplessità.


Il dubbio è che ci sia qualcosa da nascondere che implicherebbe lo svelamento di verità scomode per i vertici politici del nostro paese: oggi i tentativi della procura di Palermo di far luce sulla trattativa Stato e Mafia durante il periodo delle stragi - quando vennero deliberatamente revocate le condizioni di carcere duro per centinaia di boss mafiosi rinchiusi nel regime 41 bis - si scontrano con le reticenze e i silenzi dei massimi vertici del potere politico, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Questo è un appello, io sto cercando in giro mio fratello
scomparso all'improvviso a fine luglio, 'mezzo ad un bordello,
E con addosso sembrerebbe solo un piccolo borsello
E niente altro, però attenzione perché mio fratello è scaltro,
Che so magari per lo sdegno si è nascosto, che è un uomo giusto fin troppo onesto
E mi dispiace anche per questo.

Dillo se tu ne sai qualcosa adesso devi dirlo,
Non posso stare ancora io sul piedistallo che quando parlo poi me ne pento,
Ma se qualcuno deve farlo sono pronto e ricomincio ancora con il mio racconto,
Perché io ho lo stesso sangue e me ne vanto e vi ricanto il ritornello che ho perso mio fratello
E non è bello lasciar fuggire un simile cervello,
Io chiedo l'intervento del Governo o del Ministro dell'Interno
Che trovi almeno il suo quaderno.
E allora insisto perché io mica posso andare a "Chi l'ha visto",
Ma so che c'è qualcuno che sa tutto,uno che c'era, un pezzo grosso
Ma adesso è troppo che l'aspetto.
Non può finire, non può sparire, non può morire... così

Ma se penso al tempo che è passato e quanto ancora passerà,
Noo non credo proprio che sia giusto e che sia giusta questa orribile omertà,
Perché si sa si saaa si saaa si saaa che la faccenda è grossa
E per di più c'era un'agenda rossa e non si trova più.
Se posso aggiungerei che lui non è mai stato rosso,
Anzi di Rosso conosceva solo quello
Che canticchiava quel vecchio ritornello,
"che bello due amici una chitarra e uno spinello".*
Questo è un appello, io sto cercando in giro mio fratello
Scomparso all'improvviso a fine luglio, 'mezzo al bordello,
E con addosso sembrerebbe solo un piccolo borsello,
Piccolo, piccolo, piccolo... così

Maaa se penso al tempo che è passato e quanto ancora passerà,
Noo non credo proprio che sia giusto e che sia giusta questa orribile omertà,
Perché si sa si saaa si saaa si saaa che la faccenda è grossa
E per di più c'era un'agenda rossa e non si trova più.
* Stefano Rosso: una Storia disonesta dall'omonimo album (1977)

inviata da DoNQuijote82 - 1/10/2012 - 10:19


Di solito mi piace molto Daniele Silvestri, ma questa canzone proprio non l'ho capita. Vuole essere ironica? ma allora è completamente fuori luogo visto la serietà dell'argomento. Silvestri ha sempre saputo passare con molta grazia da canzoncine divertenti e ballabili a canzoni serie e impegnate. Ma qui ha voluto mischiare le due cose con un risultato che trovo del tutto dissonante.

Lorenzo - 1/10/2012 - 22:36


Hai ragione, Lorenzetto. Sta canzone è proprio una c****a!

Manu' - 2/10/2012 - 01:26


Grazie Manu' per i tuoi commenti sempre efficaci e costruttivi!

Lorenzo - 2/10/2012 - 09:00



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