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No sta piàndar Catineta

Giovanni Olivotto
Lingua: Italiano (Veneto trevigiano)

Lista delle versioni e commenti


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Trenta giorni di nave a vapore
(anonimo)


‎[A cavallo tra 800 e 900?]‎

Merica Merica. ‎Canti di tradizione orale, dell’emigrazione veneta e della Marca Trevigiana ‎

Canto dell’emigrazione veneta facente parte del repertorio di molti artisti, tra cui ‎‎Donella Del Monaco, cantante e nipote del famoso tenore Mario, e ‎dei Barbapedana, gruppo musicale nato nel 1978 per riproporre le ‎tradizioni musicali del territorio veneto e che in seguito ha esplorato quelle dell’est Europa.‎

Probabilmente la canzone risale – come la più celebre Trenta giorni di nave a vapore – alla fine dell’800, inizio 900.‎
Per questo ho messo tra parentesi le ultime tre strofe (trovate in ‎‎questa versione) ‎perché sono chiaramente aggiunte in epoca recente.‎


Migranti italiani ad Ellis ‎Island, punto d’approdo (ed “accoglienza”, identificazione, quarantena e respingimento) in ‎America.‎

Migranti italiani ad Ellis ‎Island, punto d’approdo (ed “accoglienza”, identificazione, quarantena e respingimento) in ‎America.‎



Riprendo da it.wikipedia una breve nota sull’emigrazione veneta, da cui apprendo che non fu solo il ‎sud Italia a ricevere un colpo mortale dall’Unificazione (che non unì):‎

‎“Il Veneto fu probabilmente la ragione che subì più danni, tra le regioni del Nord, dall'unificazione ‎italiana: prima del 1859 il Regno Lombardo-Veneto, per quanto assoggettato all'Austria-Ungheria, ‎era il più ricco stato italico, ma l'unificazione della Lombardia con l'Italia prima, nel 1859, e del ‎Veneto poi, nel 1866, portarono ad un depauperamento delle risorse della regione, obbligando i ‎veneti a migrare verso stati più ricchi, tanto che nel periodo tra il 1876 ed il 1900 è stata la regione ‎col tasso più alto di migranti. Il Veneto vanta il maggior numero di migranti dal 1876 al 1976: ‎furono ben 3.300.000 i veneti che fuggirono dalla povertà inaugurata dall'Italia Sabauda.”‎
No sta piàndar Catineta
se mi in Merica ho da andar,‎
che se la me va dreta
nu se podaren sposar.‎

Ne la casa dei me veci
andarem le noze a far
ghe sarà del vin a seci
e polastri da strazzar.‎

Te torò na casettina
tuta verde in mezzo ai prà
ch’abia el sol da la matina
fin ch’el vespro el sonarà.‎

Te torò un tochèt de tera
che a do vache pol bastar
te farò ‘na bela s-cèra
de bocète da slevar.‎

Dame su le me valise
che le méta in tel vagon
ghe n’è dentro le camise
e un fiasco de quel bon.‎

Eco sono la trobeta
fis-cia el treno el vèrde i fren
dame un baso Catineta
scrivi spesso e stame ben.‎

[I è pasai ormai vinti ani‎
finalmente son tornà
xoghe insieme coi miei fioi
inte a caseta in mezo al prà.‎
‎ ‎
Ma ogni giorno bussa aea porta‎
un de quei, un “vu cumprà”‎
mi ghe dixe “Curi via
torna in Africa vae à”‎
‎ ‎
Lu’l risponde sensa afano
‎“Mi son qua par lavorar
ho anca mi a me Catineta ‎
e sie bocete da slevar, ‎
ho anca mi a me Catineta ‎
e sie bocete da slevar.”]

inviata da Dead End - 23/7/2012 - 14:51


Ma il vèneto non è una lingua?
(Dead End)

Per quel che mi riguarda è una lingua anche il fiesolano, però bisogna dirlo a chi decide sulle codificazioni. Il codice per la lingua veneta non c'è. Saluti! [RV]

23/7/2012 - 14:52


Secondo quanto riportato in nota a questo video (non più disponibile NDR) - in cui “No sta piàndar Catineta” (o “No sta ‎piander Catineta”) è interpretata dal Coro Minimo Bellunese fondato nel 1961 da Lamberto ‎Pietropoli – la canzone avrebbe avuto origine nella zona di Belluno l’autore del testo sarebbe tal ‎Giuseppe Olivotto (che non so chi sia) mentre la musica sarebbe stata scritta dal compositore Nino ‎Prosdocimi.‎

Dead End - 23/7/2012 - 15:02


Il nome del poeta autore del testo, che fu piuttosto noto per questa e altre composizioni, è Giovanni Olivotto, nato a Belluno proprio sul finire dell'Ottocento (fu proprio uno dei "Ragazzi del 99"nella Grande Guerra). Sempre a Belluno moriva nella prima metà degli anni Cinquanta del secolo scorso. Il territorio della provincia di Belluno conobbe un massiccio fenomeno di emigrazione,per decenni anche dopo la Seconda Guerra, come del resto l'intero territorio veneto, con rare eccezioni...il tema era (e tuttora rimane) quindi molto sentito.

Il nipote, Domenego - 17/8/2016 - 18:15


Grazie Domenego,

chissà se puo darci qualche notizia in più sul suo familiare Giovanni Olivotto, così attribuendogli la canzone potremo fare anche una bella scheda biografica.

Grazie
Saluti

Bernart Bartleby (ex Dead End) - 17/8/2016 - 20:25



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