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Mind Gardens

The Byrds
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


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(David Crosby)


(David Crosby)

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Secondo me David Crosby non può mancare nella sezione "Woodstock 1969", che fu considerato il "papa" (o il "guru") della Woodstock generation. Crosby fu "messo fuori" dai Byrds per i suoi atteggiamenti estremamente anticonformisti, fu al centro del più bel momento musicale della rivoluzione giovanile in USA, radunò nel suo più bel disco (If I could only remember my name)elementi dei Jefferson Airplane, Grateful Dead e Santana oltre che suo fratello, Joni Mitchell, G. Nash, N. Young e altri e, inaspettatamente "risorto" dopo un periodo buio di abuso di droghe pesanti, è al fianco dei contestatori di "Occupy Wall Street" e critico nei confronti di Obama in quanto gli USA non si sono ancora ritirati dall'Afghanistan. A mio avviso questo pezzo, del 1967, rappresenta bene il periodo sia per la musica, sia per il contenuto. Ce ne sono comunque anche altri che varrebbe la pena di inserire.
Once upon a time there was a garden on a high hill
Standing green and blossoming against the sea
And there the sun came and the rain pourin’ down
The garden grew and splattered bits of color on the ground
And it took shape and symmetry of life around
There came wind driven and howling
There came snow and I feared for the garden
So I built a wall and another and roofed it over thick and strong
Kept it from the slings and arrows of outrageous fortune
The killing cold could not get in
But when the sun came and the gentle rain of spring
They could not find the garden behind those walls
It would have died, safely, securely, died…
But as I watched and as I learned I tore the walls down
The garden still lives

inviata da Enrico - 8/4/2012 - 09:07



Lingua: Italiano

Versione italiana di Enrico

Naturalmente il giardino è il sogno sessantottino, che ha senso nell'apertura verso gli altri...
GIARDINI DELLA MENTE

C'era una volta un giardino su un alto colle
Sorgeva verde e fiorito contro il mare
E là vennero il sole e la pioggia
Il giardino crebbe e spruzzò chiazze di colore sulla terra
E prese la forma e la simmetria della vita intorno
E venne un vento diretto e ululante
Venne la neve e temetti per il giardino
Così costruii un muro e un altro e lo coprii con un tetto spesso e forte
Lo protessi dai colpi e dai dardi di una sorte crudele
Il freddo assassino non poteva entrare
Ma quando vennero il sole e la pioggia leggera di primavera
non riuscirono a trovare il giardino dietro quelle mura
Sarebbe morto, protetto, in modo sicuro, morto…
Ma, appena lo vidi e me ne accorsi, buttai giù le mura.
Il giardino vive ancora.

inviata da Enrico - 8/4/2012 - 09:11


Mi sono accorto di aver dimenticato un verso sia nella versione in inglese, sia in quella in italiano.
Si tratta di
"The killing cold could not get in"
che viene appena dopo "Kept it from the slings and arrows of outrageous fortune".
Significa "il freddo assassino non poteva entrare".

Con l'occasione, a proposito dell'argomento della sezione ("Woodstock 1969") segnalo un bellissimo documentario della BBC di qualche anno fa, che ho visto su internet (diviso in 7 parti) dal titolo "From the Byrds to the Eagles". E' un vero peccato che in Italia non ne sia stata distribuita una copia non dico doppiata, ma almeno sottotitolata, per consentirne la diffusione. Consiglio vivamente a chi capisce l'inglese di guardarlo, secondo me aiuta a capire meglio cosa accadde veramente.

Enrico - 10/5/2012 - 23:55



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