Lingua   

Otto e un quarto, Hiroshima

Gianni Meccia
Lingua: Italiano



[Parlato (sussurrato):]
"Avevo chiesto a mio padre come sono nato.. Anche un uomo comune può trovare, se occorre, una frase felice, un momento ispirato.. E mi aveva parlato del vento.. dell'intesa del fiore con l'insetto… e del frutto e del seme.. e degli uomini che si vogliono bene.. delle donne che ascoltano fermentare la vita dentro il loro seno.. E mi aveva detto del Nulla, sopra il quale il Signore si è affacciato.. a creare questo immenso Creato… Tutto questo mi ha detto mio padre - quando gli ho chiesto come sono nato…"


La finestra era aperta
sopra un mondo innocente
8 e 15 in punto, quando un vento di fuoco
soffiò soli impazziti
e uno scoppio improvviso e tremendo,
una volta del fungo infernale
che cresceva nel cielo cresceva
e una pioggia di morte pioveva
sopra un mondo già morto..

Aaaahh

La finestra era aperta
sopra un mondo innocente
Little Boy si chiamava la Morte quel giorno
del mese di agosto
E una cenere nera bruciava
le rovine del giorno bruciava
La pazzia aveva fatto il suo nido
dentro il ventre di un aeroplano
Otto e un quarto su tutti i quadranti
Hiroshima… Hiroshima…
Hiroshima..


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