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Θα αφήσω τη μανούλα μου

Mikis Theodorakis / Mίκης Θεοδωράκης

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G. Bithikotsis e Katy Thymi :


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(Mikis Theodorakis / Mίκης Θεοδωράκης)


theodypografi
Tha afíso ti manoúla mou
Στίχοι: Δημήτρης Χριστοδούλου
Μουσική: Μίκης Θεοδωράκης
Πρώτη εκτέλεση: Γρηγόρης Μπιθικώτσης & Καίτη Θύμη
Αρχιπέλαγος - 1959 & 1976

Testo di Dimitris Hristodoulou
Musica di Mikis Theodorakis
Prima esecuzione di Grigoris Bithikotsis con Katy Thymi
Album "Arhipelagos" - 1959 e 1976
Arhipelagos

Una delle canzoni del folto gruppo di composizioni con le quali in pochi mesi Mikis Theodorakis entrò nel cuore del suo pubblico per non uscirne più. In brevissimo tempo i Greci ebbero da lui: Epitafios, con tutto il suo peso politico e di novità artistica, e due altri album con i due volti del loro paese: la vita cittadina (Politìa A' - Città ) e quella marittima (Arcipelago). Tutte e tre le opere sviluppavano l'assunto artistico grazie al quale poesia e musica popolare, con gli strumenti che le erano propri, si sposavano per illuminare la vita della gente comune. Ai tre album concorsero i poeti più attivi all'epoca. Il testo di questa canzone, che tocca il tema dell'emigrazione, allora acutissimo, è di Dimitris Hristodoulou. All'interpretazione di Bithikotsis in duetto con Kety Thymi seguì più tardi quella di Maria Farandouri, meno meccanica e assai più fluida e aerea: a mio parere bellissima. (gpt)
Θ' αφήσω τη μανούλα μου και το φιλί μου πίσω
καθώς τ' αστέρι που κυλά, στην ξενιτιά θα σβήσω.
Θα τις θυμάμαι τις στιγμές αργά Σαββάτο βράδυ
που λάμπανε τα χέρια της αστέρια στο σκοτάδι.

Με τάιζε γλυκό ψωμί και μου 'στρωνε να γείρω
ήταν τα χέρια της φτερά και το φιλί της μύρο.
Και το πικρό μας σπιτικό ως έμπαινε η μέρα
γινόταν ύμνος και ψαλμός, είχε ζωής αέρα.

Ήταν η θάλασσα φιλί και ο αφρός αγάπη
ήταν παιχνίδι ο άνεμος και το τραγούδι αλάτι.
Ήταν ευχή ο ουρανός κι ο ορίζοντας ελπίδα
γιορτή ο μόλος κι ο γιαλός που δεν την ξαναείδα.

inviata da Gian Piero Testa - 4/12/2010 - 09:43



Lingua: Italiano

Gian Piero Testa.
Gian Piero Testa.

Versione italiana di Gian Piero Testa
LASCERO' LA MIA MAMMINA

Dietro di me lascerò la mia mammina e i baci che mi dava
quando la stella che cammina, la spegnerò in terra straniera.
Li ricorderò quei momenti quando, nelle tarde serate di sabato,
le sue mani brillavano nel buio come stelle.

Mi nutriva di dolce pane e preparava il letto perché mi coricassi
le sue braccia erano ali e i suoi baci sapevano di buono.
E la nostra casetta triste, appena vi entrava il giorno,
diventava un inno e un salmo, aveva un soffio di vita.

Il mare era un bacio, la spuma un amore
un gioco era il vento e il sale una canzone.
Il cielo una preghiera e l'orizzonte una speranza,
una festa la riva e il molo, che non ho mai visto uguale.

inviata da Gian Piero Testa - 4/12/2010 - 14:12



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