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One Man's Hands

Pete Seeger
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


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[1962]

Music - Pete Seeger
Original Words - Alex Comfort

Musica : Pete Seeger
Testo originale : Alex Comfort
Broadside #2

Interpretata anche da Odetta

http://www.peteseeger.net/songsby.htm

 One Man's Hands


PETE SEEGER & FRIEND SEEDS - La pace è POSSIBILE

“Un giorno qualcuno raccoglierà i frutti generati dai semi di pace che sono stati gettati”.
“Un giorno qualcuno raccoglierà i frutti generati dai semi di pace che sono stati gettati”. Così mi diceva Donovan, durante un colloquio avvenuto più di un anno fa, quando in prossimità di recrudescenze belliche, all’ombra sinistra dell’11 Settembre, gli domandavo se la grande utopia che era stata cavalcata lungo gli anni ‘60 possedesse ancora un’effettiva legittimità. Di tutto il movimento legato alla musica che si è battuto con coraggio a sostegno delle ragioni della pace, Pete Seeger, il grande vecchio, è certamente il più incrollabile vessillo. Come germi di pace le sue canzoni hanno girato il mondo, tenacemente aggrappate alla convinzione che un ordine planetario fondato sul rispetto e la tolleranza può essere ancora conquistato. “Where have all the flowers gone” è stata suonata ogni giorno fuori dal luogo dove avvenivano i negoziati fra Irlanda del Nord e Inghilterra. “Walking down death row” è stata utilizzata da diverse organizzazioni che si oppongono alla pena di morte. La versione di Ani Di Franco per “My name is Lisa Kalvelage” è stata cantata ai raduni antimilitaristi durante l’invasione degli U.S. in Iraq. “Flowers of peace”, “Bring them home” e The dove” sono state incise la settimana in cui le bombe sono cadute su Baghdad. Semi di pace in cui molti di noi che, per mera passione scriviamo di musica, crediamo fermamente, consapevoli che i messaggi di pace provengono anche dalle singole, piccole, apparentemente insignificanti, relazioni quotidiane. Ho letto recentemente un appassionato articolo di Mauro Zambellini su Bob Seeger e mi ha toccato in profondità l’analisi amara per la perdita “dell’età dell’innocenza”, quella che, ai tempi, ci faceva credere fermamente nell’edificazione di un mondo migliore. Sono d’accordo con te, Mauro, quando scrivi che “sotto i colpi di un potere ottuso e arrogante i nostri sogni barcollano, tanto che sembra difficile avere la stessa innocenza di un tempo davanti a un disco di rock americano…” Ma le nostre tasche sono piene di semi, altri stanno crescendo e noi che scriviamo di rock e dintorni, (la nostra musica non è imparziale) abbiamo la responsabilità di sostenere la pace, credendoci fino in fondo, divulgando la certezza che essa alla fine prevarrà. La pace è contagiosa, Zambo, teniamo duro, we shall overcome! Pete Seeger, chiude in un pugno l’attualità di questo grande sogno e mostra il cammino con inossidabile energia. Con un progetto iniziato nel 1996, l’etichetta Appleseed conclude con questo terzo volume il tributo a uno dei più accreditati cantori di pace. Le prime due raccolte hanno realizzato quasi centomila dollari, devoluti a opere di beneficenza. In tutto, lungo sette anni, sono state ottantacinque le canzoni che hanno impegnato centinaia di musicisti per onorare una figura che fin dai tempi delle “black lists” maccartiste si batteva, con i Weavers, per fare della canzone un veicolo di fratellanza universale. Relativamente a questo doppio volume che chiude il progetto, nel primo disco è lo stesso Seeger a presentare, insieme ad altri artisti, canzoni mai precedentemente incise, nel secondo si avvicendano musicisti molto vicini a Pete, in interpretazioni di suoi brani o di melodie da lui adattate. Dopo una breve apertura recitata da Pete, si comincia con “Bring them home”, cantata con Ani Di Franco, Billy Bragg e Steve Earle. In un’esecuzione cui partecipano anche Anne Hills e Tom Pacheco, con voce ancora vigorosa e vibrante, modulando un bel motivo orecchiabile, Seeger sembra ribadire il vecchio adagio “Yankee go home!” “Trouble at the Bottom”, cantata con il nipote Tao-Rodriguez Seeger e l’immancabile Arlo Guthrie, precede la dolce “The dove”, registrata il giorno in cui cominciarono i bombardamenti in Iraq nel 2003. La canzone è condivisa ancora con Pacheco e la Hills. “English is cuh-ray-zee” è un rap imparato da Josh White Jr. Si tratta di un incisivo “talkin”, contrassegnato dagli inconfondibili accenti del banjo. “A little a this ‘n’that”, ancora con Tao, si riferisce a quella provvidenza che in qualche modo garantisce un pasto giornaliero ai diseredati. Scritta da E. Y. Harburg, l’autore di “Somewhere over the rainbow”, con l’aggiunta della melodia composta da Seeger, “Odds on favorite” possiede una linea musicale semplice ed è data con un po’ di fatica. “Estadio Chile” è un momento di grande commozione. Fu scritta dal poeta e musicista cileno Victor Jara e consegnata ai posteri poche ore prima che i militari golpisti trucidassero barbaramente il grande cantante e gli studenti che con lui erano stati rinchiusi nello stadio di Santiago. Pete intona questa spaventosa pagina da un diario arrossato di sangue e, nelle note di copertina, raccomanda la lettura del libro “An unfinished song”, scritto dalla moglie di Jara. Con celestiale voce Anne Hills accompagna il suo modello nella successiva “Flowers of peace”, una delle prime canzoni scritte dall’autore americano in merito alla guerra del Vietnam. La tenera melodia proviene dal “traditional” “Wild mountain thyme”. Lead vocal e 5-five string banjo player, Seeger tributa il suo personale omaggio a Martin Luther King e agli insegnamenti della sua indimenticabile lezione pacifista. “Take it from Dr.King”, un pezzo del tutto gaio, ricorda infatti una delle figure basilari nella storia del movimento per la pace. Le successive tre canzoni sono state incise a Philadelphia per un concerto di beneficenza a favore della rivista “Sing Out!”. Sono “Sower of seeds” di origine africana, “Vision of children”, un pezzo che utilizza la Settima Sinfonia di Beethoven ed è offerta insieme all’Anna Crucis Women’s Choir e “Over the rainbow”, una canzone che dal “Mago di Oz” ha percorso l’immaginario di moltissimi bambini e di molti anziani che bambini sono rimasti. Ronnie Gilbert e Fred Hellermann si uniscono in tale frangente al vecchio compagno che con essi militò nel gruppo dei Weavers. Il primo Cd si chiude con “Sailing down my golden river”, esecuzione cui partecipa Peggy Seeger e l’orchestra di Michael Kamen. Curiosamente, un certo David Gilmour ha collaborato nell’allestimento di questo pezzo. Gli amici di Pete sono i protagonisti del secondo CD. La voce aggraziata di Pat Humphries si poggia sulla dolcissima melodia di “Old devil time, scritta da Seeger su richiesta del regista Otto Preminger per il film “Tell me you love me”. Su versi di Malvina Reynolds e musica di P.S., fra piacevoli incroci di chitarra e mandolino, John Mc Cutcheon suggerisce con gusto “Mrs. Clara Sullivan’s letter”, una vera e propria missiva inviata a un giornale del Kentucky. Janis Ian, un interprete di fortissimo carattere, rivisita la tormentata storia di Norma Jean, alias Marilyn Monroe. Ancora una volta, una prova di grande intensità emotiva per l’artista americana. Tony Trischka e Jennifer Kimball citano Bach senza scalfire con “Jesu, joy of man’s desiring”, ma il grande Dick Gaughan, chiamato per “Bells of rhymney”, alla chitarra elettrica al posto dell’acustica, raggiunge vertici di altissima drammaticità, rivelandosi uno dei punti di forza del disco. Anche la magica chitarra di Martin Simpson, qui con la moglie Jessica, produce i consueti incantamenti: “Turn! Turn! Turn!”. E’ graziosa la “From way up here” che, ancora dalla Reynolds e da Tchaikovsky, offre Michele Greene. Tom Paxton con “Times A-getting hard boys”, ricorda quanto furono cupi in America i tempi nei primi anni ‘50. Sulla stessa ondata, Carolyne Hester, esecutrice di “One man hands” riporta il clima del Greenwich Village. Sempre di estremo valore sono le proposte dei Magpie, una coppia che più di chiunque altro rinverdisce i fasti di Peter Paul & Mary. La commovente “Sacco’s letter to his son”, è un ennesimo tributo al sacrificio di Sacco e Vanzetti. Peggy, sorellastra di Pete, qui insieme ai figli Calum e Fraser Mac Coll, ci dà con “Spider’s web” una canzoncina interpretata con garbo. Il trio formato da Priscilla Herdman, Anne Hills e Cindy Mangsen è un quadretto elegante e armonioso in “River of my people”. Avvincente la performance di Sonya Cohen dei Last Forever, chiamati in causa per “When I was most beautiful”, canzone di aria pura e perfetta armonia. Ancora i Magpie con i loro abituali compagni di scena, Kim & Reggie Harris, cantano con spirito antico “Tomorrow is a highway”. Natalie Merchant conferma la sua immensa classe proponendo “Which side are you on” scritta sul filo dell’emozione, nel 1932, da Florence Reece, moglie di un sindacalista trucidato dalla malavita. Un secondo pezzo per Pat Humphries, la lenta e arpeggiata “To my old brown earth” e infine lo stesso Pete Seeger che con le sue parole suggella il disco. Sono in tutto trentacinque canzoni che concludono un ciclo, polline di pace che il vento porterà secondo il suo umore. La copertina dell’album ritrae la figura del vecchio folkie che, su un altura, apre la mano, perché ne scendano i semi. Davanti al suo sguardo verdi colline, il banjo appeso dietro la schiena. Sulla sua cassa armonica una scritta che rinfocola la speranza e quasi la tramuta in certezza: “This machine surrounds hate and forces it to surrender”. “Questa macchina circonda l’odio e lo obbliga ad arrendersi”.
One man's hands can't tear a prison down
Two men's hands can't tear a prison down
But if two and two and fifty make a million
We'll see that day come round
We'll see that day come round.

One man's eyes can't see the future clear
Two men’s eyes can’t see the future clear
But if two and two and fifty make a million
We'll see that day come round
We'll see that day come round.

One man's voice can't shout to make them hear
Two men’s voices can’t shout to make them hear
But if two and two and fifty make a million
We'll see that day come round
We'll see that day come round.

One man's strength can't ban the atom bomb
Two men’s strength can’t ban the atom bomb
But if two and two and fifty make a million
We'll see that day come round
We'll see that day come round.

One man's strength can't roll the union on
Two men’s strength can’t roll the union on
But if two and two and fifty make a million
We'll see that day come round
We'll see that day come round.

inviata da Riccardo Venturi - 2/1/2006 - 22:36




Lingua: Inglese

Versione alternativa (e più recente) interpretata sempre da Pete Seeger, ma con un nuovo testo di Kevin Becker:

An alternative (and more recent) version also performed by Pete Seeger, with new lyrics by Kevin Becker:

Testo ripreso da:
Lyrics available at:
http://www.mudcat.org
ONE MAN'S HANDS

One man's hands can't build a world of peace
A woman's hands can't build a world of peace
But if two by two we work for peace together
We'll see that day come round
We'll see that day come round

One man's eyes can't always see the truth
A woman's eyes can't always see the truth
But if two by two we watch for one another
We'll see that day come round
We'll see that day come round

One man's ears can't hear the whole world cry
A woman's ears can't hear the whole world cry
But if two by two we listen to each other
We'll see that day come round
We'll see that day come round

One man's words can't set a people free
A woman's words can't set a people free
But if two by two we talk to one another
We'll see that day come round
We'll see that day come round

One man's heart can't fill the world with love
A woman's heart can't fill the world with love
But if two by two we learn to love each other
We'll see that day come round
We'll see that day come round

inviata da Riccardo Venturi - 2/1/2006 - 22:38




Lingua: Svedese

Versione svedese di Roland von Malmborg
Swedish version by Roland von Malmborg

Testo ripreso da/Lyrics available at questa pagina/This page.
EN ENSAMS HÄNDER

En ensams händer
kan ej bygga en fredens värld.
Två mänskors händer
kan ej bygga en fredens värld.

Men av två och två
blir hundra och miljoner.
Då kommer denna dag,
då kommer denna dag.

En ensams ögon
kan ej se hur vi ska gå
Två mänskors ögon
kan ej se hur vi ska gå

Men av två och två
blir hundra och miljoner.
Då kommer denna dag,
då kommer denna dag.

En ensams röst
kan ej ropa så folken hör.
Två mänskors röster
kan ej ropa så folken hör.

Men av två och två
blir hundra och miljoner.
Då kommer denna dag,
då kommer denna dag.

En ensams tro
kan ej ge oss broderskap.
Två mänskors tro
kan ej ge oss broderskap.

Men av två och två
blir hundra och miljoner.
Då kommer denna dag,
då kommer denna dag.

inviata da Riccardo Venturi - 2/1/2006 - 22:58



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